Gen 29, 2012

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Photospot n° 29 – La poetica (I° parte)

Photospot n° 29 – La poetica (I° parte)

Silvano Bicocchi- Firenze, 1995.

La poetica.
(prima parte)

In fotografia c’è un momento di perfetta apnea, dove, col respiro sospeso, corpo, cuore, mente, convergono verso una sola estrema azione: lo scatto fotografico. Quello è un attimo di verità! Nel senso che se ci crediamo faremo una buona foto, e se non ci crediamo la sbaglieremo. Se ci crediamo faremo pazzie pur di fare lo scatto!

Ma, in cosa dobbiamo credere? La cosa più semplice è credere che la foto che stiamo facendo abbia un senso. Nelle ragioni di questa convinzione di senso, spesso intuitiva, si nasconde la poetica.

E’ rilassante andare a spasso con la macchina fotografica e scattare a ruota libera tutti i vari soggetti che ci attirano. Guardando le fotografie, fatte in questo modo, sentiamo presente in esse lo stesso stato d’animo. Ecco che siamo giunti a contatto con la nostra poetica spontanea. Essa è legata al nostro carattere e al nostro gusto, pertanto è diretta emanazione di ciò che siamo: gioiosi o melanconici, introversi o estroversi, ecc… .

Mentre il gusto è parte di noi, la poetica, come lo stile, entra in gioco solo nelle nostre espressioni. Se lo stile delinea l’aspetto di una fotografia, la poetica ne determina lo spirito.

La poetica spontanea obbedisce a regole che noi non abbiamo scelto, perché è cresciuta inconsapevolmente in noi, come ci è cresciuto il numero di misura delle nostre scarpe. Si diventa autori quando si conosce e quindi si domina la propria poetica.

Essa appare nelle fotografie ed è costituita dalle regole che nei fatti, non nelle intenzioni,  governano l’interpretazione fotografica. Sono leggi dettate dall’innato dell’autore nel proprio intimo. Quando queste regole sono tradotte, dall’immagine nella parola scritta, diventano logiche, ma per l’autore debbono restare illogiche come lo è una passione.

La poetica spontanea, una volta compresa, si trasforma nella mente dell’autore nella poetica personale. Essa si evolve risolvendo il problema del rapporto dell’autore con le istanze del proprio tempo.

Con la poetica personale inizia una nuova stagione per il fotografo: quella della consapevolezza. Le sue fotografie lo dimostreranno: non saranno più a ruota libera ma selettive, come la calamita che prende solo il ferro, perché egli crederà solo nello scatto fedele alla propria poetica. Perderà la varietà ma troverà la profondità del suo messaggio.

Una fotografia è compresa quando sono conosciute le leggi della poetica che l’animano!

Il Direttore del Dipartimento Cultura.
Silvano Bicocchi

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