Feb 9, 2014

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SCATTI FUGACI – di Roberto Roda

SCATTI FUGACI – di Roberto Roda

SCATTI FUGACI – di Roberto Roda

Scatti fugaci. Prove tecniche per l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia.

Roberto Roda*

Il Centro Etnografico del Comune di Ferrara (CEF) si occupa, dal 1973, di ricerca demo-etno-antropologica e di promozione culturale di base. La fotografia è uno strumento fondamentale nelle attività dell’istituto. I risultati delle ricerche e le attività culturali sono raccolti in oltre 3.000 pubblicazioni (centinaia sono quelle fotografiche) e hanno permesso la realizzazione di un insieme di importanti archivi etno-storici fra loro correlati (archivio dei documenti, archivio sonoro o delle fonti orali e archivio della fotografia): quello fotografico dispone di oltre 140.000 immagini analogiche sia storiche sia prodotte dalle numerose ricerche sul campo. Le immagini digitali sono già diverse decine di migliaia e incrementano la dotazione complessiva. Nel 2000 è stato creato l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia che non è un istituto autonomo, ma uno strumento del CEF, utilizzato per meglio gestire l’archivio fotografico e le tante attività fotografiche (ricerche, mostre, didattica, ecc.). All’inizio del decennio 2000 era ormai evidente ciò che gli anni a seguire avrebbero confermato pienamente: la dimensione “antropologica” della fotografia non era più limitata alla sola fotografia di documentazione sociale ma aveva ormai invaso anche la concettualità artistica. Da ciò l’idea di un Osservatorio in grado di muoversi senza limiti nelle esperienze fotografiche contemporanee. Il Centro Etnografico Ferrarese e l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia, promuovono e coordinano ricerche sul campo, favoriscono la formazione disciplinare, intrattengono rapporti con l’associazionismo, interagiscono con organismi culturali (istituti, musei…) in Italia e all’estero, sperimentano metodologie di ricerca pertinenti. Il CEF è, dalla sua fondazione, un luogo di incontro e di confronto ove, fra gli altri, i fotografi (sia amatori sia professionisti) possono ottenere assistenza critica sul loro lavoro, proporre progetti espositivi, acquisire metodologie per essere coinvolti nelle campagne fotodocumentarie, promosse o curate dall’organismo ferrarese.

Nelle discipline fotografiche, la conoscenza della tecnologia è importante. Per questo il CEF e l’Osservatorio cercano di tenersi aggiornati sulle attrezzature immesse in commercio. L’avvento del digitale ha determinato un’accelerazione nelle produzioni, le attrezzature di ripresa si affacciano ora sul mercato a ritmo forsennato, così come esasperati e misurabili in pochi mesi appaiono gli incrementi prestazionali delle fotocamere. In sinergia con Foto Pandini di Ferrara, il Centro Etnografico/Osservatorio sulla fotografia da molti anni sta provando sul campo le nuove fotocamere, cercandone le vocazioni di utilizzo.

Nel caso specifico degli “scatti fugaci” che sono qui presentati, con la curatela di Emiliano Rinaldi, evidenzio che dopo tre decenni passati a far riprese per il CEF, scarpinando con molti chili di fotocamere analogiche sulle spalle, dal 2004 ho volontariamente inseguito nella nuova tecnologia digitale l’idea di fotocamere compatte ma capaci di alte prestazioni. Ho privilegiato qualità e luminosità delle ottiche, facilità dei menù, contenimento del rumore alle alte sensibilità, in maniera da poter lavorare a mano libera anche in luce scarsa sempre salvaguardando le atmosfere ambientali. È questa una necessità nella fotografia etno-antropologica, che tuttavia amo praticare anche nella fotografia “creativa”.

Quando provo una fotocamera difficilmente faccio sedute ad hoc, il più delle volte mi ritaglio momenti fugaci (da cui il titolo con cui sono state presentate queste immagini) fra mille impegni, magari mentre cammino per spostamenti lavorativi o mentre in auto, guidano altri e io osservo attraverso i finestrini. Sono situazioni difficili vuoi per la luce, spesso serale, vuoi per il movimento del veicolo, che però impongono di trovare forme e atmosfere interessanti nella apparente banalità di ciò che passa accanto. Si tratta di un esercizio utile perché permette di mantenere l’occhio allenato e di conoscere i limiti delle attrezzature.

Quando Foto Pandini, festeggiando i 50 anni di attività commerciale, mi ha chiesto alla fine del 2013 di preparare una piccola mostra di quegli scatti di prova, che avevo accumulato nel corso di quasi un decennio, mi sono accorto che molte immagini erano, linguisticamente parlando, fra loro sintonizzate e che alla fine potevano formare un racconto espositivo esteticamente coerente.

ROBERTO RODA, è nato nel 1953 a Ferrara, ove vive e lavora. Studioso di etnografia e antropologia culturale, storico della fotografia e critico d’arte, dal 1982 si occupa delle attività espositive e di ricerca del Centro Etnografico del Comune di Ferrara e presso questo istituto coordina l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia. È autore e curatore di moltissimi volumi a carattere etno-antropologico e fotografico.

È direttamente attivo nella produzione d’immagini sia come fotografo impegnato nella documentazione etno-antropologica e del territorio sia come artista che privilegia il mezzo fotografico. Ha iniziato a fotografare nei primissimi anni settanta. Sue mostre sono state accolte da prestigiose gallerie d’arte pubbliche e private e da importanti musei, in Italia e all’estero (Francia, Stati Uniti, Slovenia, ecc.)

  1. Il Direttore says:

    Roberto Roda è già conosciuto in Agorà Di Cult attraverso il suo seminario “Ai margini della realtà” e poi del successivo work shop, ben posti in evidenza dai post realizzati da Maurizio Tieghi.
    “Scatti fugaci” è una serie di fotografie realizzate da Roberto Roda per testare le prestazioni in strada delle nuove fotocamere digitali di alta gamma. Quando sotto Natale del 2013 ho visto la sua mostra ho subito pensato alla nostra passione fotografica che ci porta spesso a porre alla prova la nostra attrezzatura nelle condizioni di luce difficile o nel cercare di catturare atmosfere dense di sentimenti.
    Lui è uno studioso di notevole livello che merita di essere conosciuto a livello nazionale. Ho piacere che ci abbia inviato un testo che presenta l’attività del Centro Etnografico del Comune di Ferrara nel quale coordina l’Osservatorio Nazionale sulla fotografia. L’Italia ha delle eccellenze non sempre conosciute e adeguatamente chiamate in gioco. Ho avuto il piacere di condurre con lui un Face to Face organizzato dal FotoClub Ferrara e ho potuto ammirare l’ampiezza del suo sapere che riesce ad applicare con professionalità e simpatia anche alle opere dei fotografi per passione, dandone delle originalissime letture e dispensando preziosi consigli.
    Roberto Roda incarna una passione fotografica sapiente e matura che è sempre alla ricerca dell’innovazione tecnica e del pensiero che genera l’immagine. Lo ringraziamo d’aver accettato di pubblicare questo lavoro che ci parla con un linguaggio raffinato di chi ama la fotografia.

  2. Massimo Pascutti says:

    Le foto di Roberto Roda ci offrono un esempio lucido e lampante del concetto di “istantanea”….foto colte in un istante, ma grazie all’ “istinto” del grande fotografo, arricchite di suggestioni e di atmosfera….Tanti complimenti all’autore!

  3. Isabella Th says:

    Immagini semplici, spontanee e, proprio per questo, bellissime, anche nella scelta cromatica che le lega una all’altra e che, con grande meraviglia, mostra quante varietà di colori, tutti intensi e carichi, si sprigionino dal buio.
    Un lavoro interessante e bello, non soltanto per l’aspetto artistico ma, anche per la realtà culturale che ci viene fatta conoscere.

  4. Concordo con Isabella scatti fugaci lo dice il titolo del portfolio , immediati, istintivi, segnano immediatamente l’emozione dell’autore nell’istante preciso che le ha prodotte.
    Ho conosciuto personalmente Roberto Roda per aver aderito al Work Shop “ai margini della realtà” impari molto da lui ha una profonda cultura, e non solo fotografica, lavorare con lui è stato un piacere, stimola la riflessione, e il pensiero del fotografabile.

  5. Sono immagini coinvolgenti.
    Quando la natura è così ben interpretata eleva il nostro pensiero verso il trascendente.

    Complimenti

    Orietta Bay

  6. Giovanna De Franchi says:

    Non c’è come in queste immagini la testimonianza di cosa vuol dire “fermare l’attimo”. Complimenti per questo lavoro
    dove lo scatto ha colto ciò che l’occhio ha visto quasi nello stesso istante, catturando situazioni irripetibili come la forma di una nuvola,un lampo,l’allontanarsi di un’ombra,la nebbia fugace tra le cime dei monti.

  7. Dall’auto in corsa il paesaggio assume una magia particolare, bravo Roberto Roda a catturarla con i suoi scatti.

  8. Mi piace l’idea Travel, il non utilizzo di un filo logico e narrativo anche se panoramiche su fotogrammi del tipo emotività-del-momento hanno bisogno di una didascalia. Ricorda per certi versi anche Dituri, è difficile essere originali in questi casi,…oppure facile ?

  9. Concordo con tutti.
    Roberto, grande amico da una vita e da me stimato. Mi dichiaro fortunato di conoscerlo e poterlo apprezzare per la sua professionalità e le tecniche dei suoi lavori, anzi vorrei dire se mi permettete, opere d’arte. Ha un modo appassionale e modesto d’insegnare, dona a chi lo ascolta un entusiasmo emotivo e piacevole.
    Complimenti, un augurio di sempre “Buona Luce!!!

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