Giu 17, 2014

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Viaggio nell’impossibile – di Enrico Maddalena

Viaggio nell’impossibile – di Enrico Maddalena

Viaggio nell’impossibile

Fin da ragazzo, quando i programmi di fotoritocco erano ben lungi dall’essere prodotti ed i computer non esistevano ancora, fra un paesaggio ed un ritratto mi divertivo a volte a produrre dei fotomontaggi. Ve ne mostro uno in bianco e nero prodotto nei primi anni ottanta ed attraverso il quale facevo credere di essere uno di otto gemelli. Il bello è che qualcuno se ne convinceva davvero.

È questa la potenza della fotografia: illudendo di trovarsi di fronte ad un referente oggettivo, può essere usata per divertire creando dei mondi fantastici e, purtroppo a volte, per ingannare. È un po’ l’antinomia che distingue il prestigiatore dal mago, dal medium.

Qualche anno fa, ho voluto divertirmi a ripeterne qualcuno. Ne ho inserito uno sul forum della Nital ed ho trovato una accoglienza ed un entusiasmo inaspettati per delle immagini che mi sembravano semplici da produrre nell’era del digitale. Ho così continuato. Da lavori slegati fra di loro, è nata pian piano una storia. Ho creato un personaggio (un altro me) proveniente da Lilliput e gli ho dato un carattere, irascibile e dispettoso, facendo vivere delle storie che si sviluppavano giorno dopo giorno. Al piccolo lillipuziano si è aggiunto il vicino, un gigante enorme e solitario. Sul forum oramai avevo molti fan che mi seguivano quotidianamente. Come è naturale che accada, dopo alcuni mesi cominciai a stancarmi ed avevo deciso di chiudere quest’avventura, quando ricevetti una mail che mi commosse e mi costrinse a continuare per un altro po’:

“Ciao Enrico, è il mio primo post in questo forum e lo voglio dedicare a te ed alla tua immensa fantasia. La prima volta che ho visto i tuoi lavori in questo topic insieme a me c’era mia nipote Chiara che si è praticamente innamorata di Zio Enrico. Come arriva a casa oramai la prima cosa che chiede è vedere “Zio Enrico e le Storie del piccolo Enrico” , così mi son permesso di ribattezzarti, sei diventato un appuntamento fisso che monopolizza per ore la sua attenzione, ti vede, gli leggo ciò che scrivi favoleggiando un po’ e lei ride divertita.

Ti ringrazio immensamente per essere riuscito a tirar fuori un sorriso in chi purtroppo per altri motivi non sempre lo fa . Un bacino da Chiara”.

Tutta la storia può essere letta su: http://www.nikonclub.it/forum/Datemi_Del_Voi_-t96886.html

Ne è nato infine un workshop (“Viaggio nell’impossibile” appunto) attraverso il quale insegnare ad altri i trucchi ed i segreti del mestiere.

Enrico Maddalena

 

  1. Il Direttore says:

    “Viaggio nell’impossibile” di Enrico Maddalena è un bel repertorio di immagini creative realizzate con la tecnica digitale. Sono immagini singole che ho posto in sequenza per assecondare lo spirito ironico e fantasioso dell’autore. Enrico me le ha inviate tempo fa con spirito ludico, ma quanta convinzione si legge in queste ideazioni. Nelle immagini creative come queste è palese il trucco ma le immagini sono immagini e il loro messaggio si spinge oltre le intenzioni dell’autore. Grazie a Enrico Maddalena per i suoi stimoli sempre forti.

  2. Antonino Tutolo says:

    La storia del piccolo Enrico è simpaticissima e meriterebbe di essere raccontata in una mostra. Si potrebbe anche fare un libro per i bambini. Sono simpaticissime anche le altre invenzioni: “Ali Baba” sull’aereoplanino di carta, il pittore che dipinge se stesso, la mano che scatta la foto uscendo dall’obiettivo, e soprattutto gli “Enrico” in fila, ciascuno dei quali ha un’espressione diversa dall’altro, ed uno che disciplina la fila.
    Oltrettutto le foto sono tecnicamente ineccepibili.
    Complimenti ad Enrico che non finisce mai per stupire.

  3. Massimo Pascutti says:

    La fantasia e la genialità di Enrico sono inesauribili….io lo seguo con ammirazione da un po’, le sue geniali invenzioni, la sua ricerca nella fotografia d’epoca, per riprodurre tecniche e testare materiali che ormai sono caduti in disuso e poi la sua indubbia abilità tecnica e il suo innato senso dell’uorismo, che riesce a rendere una realtà, purtroppo un po’ grigia, in modo lieve e spensierato.
    Ti ringrazio Enrico per i tanti stimoli che riesci a trasmetterci e per la tua intelligenza e simpatia. Con grande ammirazione Massimo

  4. Roberto Depratti says:

    Un lavoro Enrico iniziato diversi anni fa… ricordo alcune immagini che postasti sul forum Nital e, in seguito, su altri social networks che hanno permesso di stabilire veri e propri “ponti sociali” attraverso l’uso della fotografia.
    Un lavoro interessante da rendere sempre più ricco… buon proseguimento!!

  5. brunella says:

    Queste immagini hanno catturato la mia attenzione,mi hanno fatto riflettere e mi hanno destato un sano umorismo che da tempo non posseggo più.Grazie all’autore abile nella tecnica
    e geniale nella creatività

  6. Silvana Mazzi says:

    Penso che la fantasia sia una grande ricchezza e sia una fortuna riuscire a darle forma per raccontare e raccontarsi.
    E che non sia per nulla scontato saper scegliere ed utilizzare al meglio quei mezzi tecnici capaci di supportarne la rappresentazione in tutta la sua espressività.
    Ma Enrico ci è riuscito benissimo, con quelle immagini giocose, con tutti i suoi “piccoli Enrico” che sembrano usciti da “Alice nel paese delle meraviglie” e che davvero sanno far sorridere

    Silvana Mazzi

  7. Franca Catellani says:

    Che meraviglioso mondo della fantasia. La fotografia diventa un gioco ,la magia del pensiero prende forma nella consapevolezza delle idee. La capacità tecnica è di grande aiuto ma non basta da sola. complimenti

  8. Nella mia esperienza, che spero non sia così comune, quando si vedono immagini come queste in certi gruppi di fotoamatori la prima frase che esordisce è: “non è fotografia è Photoshop”.
    Come a banalizzare l’opera.
    Intanto non è da tutti la cnoscenza tecnica per realizzare questi fotomontaggi (per non parlare del chimico) perché non è Photoshop o qualche altro programma che fa l’immagine ma è sempre un atto dell’autore.
    E più importante, in queste immagini evidentemente truccate, è l’ironia, la genialità, la fantasia con cui il mezzo fotografico viene utilizzato giocando proprio sulla sua connotazione “reale” che crea la sorpresa.
    Bel lavoro. Grande autore.

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