Nov 2, 2014

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Sulle Sponde del Ticino – di Domenico Pescosolido

Sulle Sponde del Ticino – di Domenico Pescosolido

Sulle Sponde del Ticino – di Domenico Pescosolido

 Il fiume Ticino scorre per 248 Km, di questi 110 Km da Sesto Calende al Po. Lungo la sua strada, fra Piemonte e Lombardia, assume forme e velocità diverse prima di diventare il maggiore affluente del Po. L’uomo, nel corso degli anni ha imparato ad usarlo e modificarlo come ha fatto durante tutta la sua storia con il corso dei fiumi. Oggi, tutte le terre limitrofe sentono l’influsso del fiume che non opera solo a livello idrogeologico ma anche sociale.

Così di fronte ad un paesaggio fluviale che in alcuni tratti sembra incontaminato, vi sono anche intrecci sociali ed il fiume rimane silente testimone di gite domenicali, di bagnanti che lo eleggono a baia marina o per passeggiate amorose nei sottoboschi ricchi di vegetazione. Le testimonianze del passaggio dell’uomo ormai sono presenti lungo tutto il suo cammino e la storia di natura non può più essere separata da quella sociale.

Volendo raccontare il Ticino come fulcro di vita mi sono accostato ad esso cercando di liberarmi dai canoni consueti della fotografia di paesaggio ed ho indagato anche gli aspetti più umani e relazionali che il fiume mi mostrava di volta in volta. Non ho cercato ogni aspetto od ogni luogo del fiume ma solo ciò che la mia visione e stato d’animo mi permettevano di cogliere sentendo l’influsso del Grande Fiume Azzurro anche quando non è visto. Per far ciò ho prediletto il bianco e nero che mi ha permesso di superare la meraviglia del colore lasciando spazio agli stati d’animo.

Il lavoro è stato svolto in un intervallo compreso fra il 2012 e il 2014 percorrendo per l’appunto il corso del fiume lungo il territorio italiano. Alla fine del mio lavoro mi piace ricordare le parole di grande Eraclito: “Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo.”; in fondo un viaggio lungo un fiume alla scoperta delle terre e della gente che lo popola lascia dentro sempre una emozione che è ciò che cercato di catturare dietro il mio obiettivo.

 

Brevi cenni biografici:

Domenico Pescosolido, nato a Roma nel 1968, lureato in Scienze Politiche, si trasferisce a Novara nel 1999.

Apprende l’arte della fotografia dal papà in giovanissima età. Ha lavorato come fotoreporter freelance seguendo in particolare eventi sportivi. Nel corso degli anni ha pubblicato diverse fotografie sui principali quotidiani e mensili a tiratura nazionale. Si è distinto in diversi concorsi fotografici nazionali ed esteri.

  1. Il Direttore says:

    “Sulle sponde del Ticino”, di Domenico Pescosolido, è un’opera narrativa tematica per aver dato interpretazione soggettiva a un ambiente fluviale.
    L’opera completa è composta da un numero maggiore di fotografie, la scelta di questa sequenza ha dato rilievo a tre aspetti: quello del paesaggio naturalistico; dei ponti che lo attraversano; dell’attuale rapporto tra uomo e fiume.
    La natura relativamente incontaminata dello spazio fluviale del Ticino è un risultato di protezione ambientale importante, dato che il fiume attraversa aree densamente industrializzate.
    I ponti sono elementi importanti che, con la tecnologia con la quale sono stati costruiti, misurano i tempi dell’antropizzazione delle sue rive.
    La fruizione delle sponde per attività del tempo libero orientate al relax e allo sport, ci parla del rapporto dell’uomo contemporaneo con il fiume. Esso è tanto differente da quello del passato, ancora visibile negli anni ’50, che era più orientato ad attività lavorative di varia natura.
    Complimenti all’autore per aver affrontato e concluso un progetto di così impegnativo.

  2. Da novarese conosco molto bene il fiume Ticino e l’ambiente che lo circonda. Domenico Pescosolido è riuscito ad interpretarlo e a farlo suo, cogliendone l’atmosfera.
    Le immagini sono esposte, durante il mese di novembre, presso il Museo Faraggiana di Novara: l’accuratezza e la qualità della stampa rendono ancora più affascinante questo lavoro.

  3. maurizio tieghi says:

    Classico e ben fatto reportage attorno ad un fiume, immagini piacenti e compiaciute di se stesse, forse un poco troppo e mi spiego meglio. Scorrendole una alla volta sullo schermo ho trovato tre intoppi, dovuti ad affetti “fotogenici”, il tutto mosso, l’acqua falsamente fluida e la stellina.

  4. Orietta Bay says:

    Domenico Pescosolido con quest’opera vasta e attentamente studiata nella progettazione e nella realizzazione ha saputo, con capacità, far arrivare anche a chi non la conosce l’atmosfera del lungo fiume. Si alternano momenti in cui prevale la forza della natura ad altri dove è la poesia a emergere creando un lavoro di armonia visiva.
    Nella selezione proposta sentiamo in modo forte lo stretto legame tra l’uomo e il luogo. La natura ci offre molte possibilità, in un certo senso si dona all’uomo. L’uomo attento la rispetta, usufruisce delle sue offerte ma senza stravolgerne i ritmi.

    Grazie all’autore e complimenti.

    Orietta Bay

  5. Ho cercato di raccontare la storia di un fiume percorrendolo e cercando di non lasciarmi influenzare solo da aspetti puramente naturalistici o per lo meno non solo. Nella mia mente ho cercato di raccontarlo anche come un essere vivente in perenne scorrimento di qui l’idea di usare sempre nelle acque un tempo lento che mi permettesse di enfatizzare il flusso e il suo scorrimento. I ponti poi sono stati un altro punto di interesse nel mio lavoro in quanto opere visibili del trascorso dell’uomo sul fiume oltre che forti elementi comunicativi.

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