Mar 1, 2015

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Giallo, Noir …. – a cura del Fotoclub Ferrara

Giallo, Noir …. – a cura del Fotoclub Ferrara

GIALLO, NOIR E PERTURBANTE, QUANDO IL FANTASTICO IRROMPE NEL QUOTIDIANO –
a cura del FOTOclub FERRARA
Direzione Artistica di Emiliano Rinaldi e Roberto Roda

Fotografi: Ilaria Borraccetti, Carlo Boschini, Deborah Boschini, Paolo Cambi, Lucia Castelli, Franca Catellani, Sara Cestari, Roberto Del Vecchio, Greta Gadda, Pieranna Gibertini, Stefano Pavani, Maurizio Tieghi, Luca Zampini, Nedo Zanolini

È possibile confrontarsi con un film indelebilmente impresso nell’immaginario collettivo come Shining, sviluppando nuove fascinazioni e perturbanti inquietudini? È quanto hanno fatto quattordici fotografi nel corso del workshop fotografico PERTURBANTI VISIONI IN UN ALBERGO CHIUSO, svolto presso l’Hotel Relais Orsingher di Fiera di Primiero, dal 5 al 8 giugno 2014.

Partendo dal capolavoro di Stanley Kubrick e omaggiando anche altri capolavori ed il cinema horror, sono stati realizzati 38 brevi racconti muti per immagini e 2 fotoromanzi, raccolti in un corposo volume pubblicato dall’Editoriale Sometti di Mantova, che costituiscono un articolato percorso espositivo che, a partire dal 13 dicembre con l’allestimento presso Casa Ariosto a Ferrara, sarà poi ospitato in diverse sedi museali di prestigio.

Maurizio Tieghi
Presidente del FOTOclub FERRARA

 

Approfondimenti

Se, GIALLO, NOIR E PERTURBANTE fosse un film potrebbe essere raccontato così, con tanto di tagline introduttiva, calcando la mano sulla suspense horrorifica.

“Sarà come essere risucchiati in una spirale soffocante !”
Un gruppo di fotografi e di artisti si riunisce in un albergo chiuso di montagna. La situazione è insolita, qualcuno cita Shining di Kubrick e lancia una sfida: raccontare con la macchina fotografica il piacere sottile della paura e dell’inquietudine, usando l’hotel deserto come location. Iniziano a prendere forma alcuni racconti fotografici, dove la creatività artistica produce elaborate fantasie perturbanti. Ma la sperimentazione produce anche effetti imprevisti e indesiderati: entità oscure provenienti da altri multiversi, spettri, mostri e creature soprannaturali, invadono gli spazi dell’albergo e s’impossessano delle menti dei fotografi….

In realtà GIALLO, NOIR E PERTURBANTE. ESERCIZI DI FOTOGRAFIA NARRATIVA LIBERAMENTE ISPIRATI A SHINING DI KUBRICK E NON SOLO, non è un film, ma un insieme di eventi espositivi e soprattutto un ricchissimo volume di racconti fotografici “perturbanti”, in grado di suscitare disorientamento, inquietudine ma anche di stemperare la tensione con imprevisti sorrisi e giochi ironici, come sempre accade nei miglior film horror e di suspense.
GIALLO, NOIR E PERTURBANTE è soprattutto uno spumeggiante quanto imprevedibile dialogo fra la fotografia costruita, concettuale e narrativa e il cinema di genere.

14 fotografi, uno sceneggiatore di vaglia (Claudio Chiaverotti), alcuni noti artisti italiani (Elisabetta Dell’Olio, Alessia Pozzi, Arinika L. Gerhard, coadiuvate a distanza da Plinio Martelli, Titti Garelli, Matteo Zeni) si sono davvero chiusi in un albergo di montagna (l’Hotel Relais Orsingher di Fiera di Primiero) ancora deserto, in attesa dell’inizio della stagione di villeggiatura estiva, per dar vita nel giugno 2014 ad un laboratorio di fotografia creativa e narrativa diretto da Roberto Roda (etnografo, critico d’arte e fotografo) ed Emiliano Rinaldi (studioso di iconografia e fotografo). Promosso dal Fotoclub Ferrara con la collaborazione scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara – Osservatorio Nazionale sulla Fotografia, e di numerosi enti, il workshop ha sortito risultati inaspettati e per molti versi straordinari. Sono nati infatti ben quaranta foto racconti, ove l’aura perturbante si dipana con un occhio attento alla narrativa cinematografica e letteraria di genere, al giallo, al noir, alla fantascienza e persino al fantasy e al folklore.

  1. Il Direttore says:

    “GIALLO, NOIR E PERTURBANTE” è un progetto fotografico del FOTOclub FERRARA con Direzione Artistica di Emiliano Rinaldi e Roberto Roda.
    Roberto Roda è già conosciuto tra i frequentatori di Agorà Di Cult per un altro progetto da lui promosso “Ai margini della realtà” che potete ritrovare agendo sul campo di ricerca.
    Noto che il gruppo di fotografi è composto in gran parte da coloro che hanno partecipato a questo precedente progetto.
    Imprese come questa non si improvvisano, ne sotto il profilo organizzativo, ne in quello tematico e poetico.
    Roberto Roda è molto preparato nel introdurre i fotografi nel giusto processo creativo che se da un lato li rende profondamente sensibili al tema, dall’altro risveglia in loro la capacità di ideare immagini efficaci nel rappresentare trame di questo particolare genere.
    Ferrara ha una lunga tradizione nel raccontare le complesse vicende umane, dovuta all’ampia cultura letteraria e cinematografica prodotta dei suoi cittadini, essendo stata in particolare la città natale di Michelangelo Antonioni verso la quale egli ha sempre tenuto vivo un profondo legame.
    E’ difficile giungere a risultati interessanti nel porsi alla ricerca di queste emozioni estreme.
    E’ delicato entrare nel meccanismo delle suggestioni perturbanti e mantenere i nervi saldi per guidare il risultato verso l’esito voluto.
    Complimenti al FOTOclub FERRARA e al suo Presidente Maurizio Tieghi per questo nuovo progetto realizzato splendidamente.

  2. Mi unisco ai complimenti, questo è davvero un ottimo lavoro, ma specialmente un’ottima iniziativa da prendere ad esempio, in termini di coordinamento del processo creativo!
    La dimostrazione che veicolata in maniera adatta , magari sotto la guida attenta di chi ha già qualche esperienza in più in termini di scrittura, l’ingegno fotografico può dare risultati veramente di livello quasi cinematografico.
    Bravi “tutti”
    dp

  3. Manuela Marchetti says:

    Lavoro davvero interessante, che mi conferma quanto il laboratorio sia il luogo privilegiato per mettere in moto le idee!

    Giallo noir, un progetto che scandaglia il nostro lato oscuro e le nostre paure, mi fa venire in mente questa frase di Nietzsche : “Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro”.

    Una bella sfida per un fotografo!

    Complimenti a tutti

  4. Massimo Pascutti says:

    Il progetto del Foto Club Ferrara è indiscutibilmente affascinante e coinvolgente, perchè dimostra quanto un gruppo di fotografi e artisti , opportunamente guidati e motivati riesca a produrre delle opere di atmosfera e a tratti inquietanti. Sono presenti la tensione, il mistero, la paura, tutti gli elementi che sono in grado di sovvertire la nostra rassicurante visione della realtà. Un lavoro di gruppo veramente interessante . Complimenti ai fotografi e agli organizzatori.

  5. Ennesima dimostrazione dell’importanza della progettualità nel perseguimento di obiettivi condivisi da un’intera comunità di fotografi.
    Le immagini qui proposte, pur essendo ognuna depositaria di un messaggio autonomo, entrano all’interno di un percorso creativo il cui valore comunicativo è esponenzialmente superiore alle singole immagini.
    Ciò che colpisce è quanto possa incidere nell’economia del progetto, in rapporto a un tema prescelto, in questo caso Stanley Kubrick è un ottimo tema, la capacità di orientarlo, connotarlo emotivamente, sintonizzare 14 sensibilità, tanti sono i fotografi che hanno partecipato, su un’unica lunghezza d’onda, veicolarle in un’unico perturbante racconto.

  6. maurizio tieghi says:

    A nome del Fotoclub Ferrara ringrazio il Direttore per l’inserzione sul blog, informo che sabato scorso è stata inaugurata la mostra “OCCHI DI VETRO NEL LABIRINTO DEI GIGANTI – 17 fotografi rileggono Antonioni e Kubrick” nel bellissimo spazio del Centro Culturale Mercato di Argenta FE. Rimarranno esposte per tutto marzo sia le fotografie che in parte sono mostrate su questo spazio web, ma anche quelle tratte dal precedente “Ai margini della realtà” ispirata al film Blow Up già recensita nell’Agorà. Oltre al centinaio di pannelli in forex per le foto viene mostrato anche parte del materiale di scena ed accessorio usato durante i workshop, infatti diversi artisti hanno collaborato con le loro opere alle riprese fotografiche. Diventando in tal modo una mostra concettuale, mostra diverse espressioni d’arte visiva, testimonia anche storica del periodo fine anni sessanta – inizi ottanta. Pensando alla quantità e qualità del materiale esposto, ma anche ai due voluminosi cataloghi editi da Sometti, contano più di cento pagine cadauno, sembra quasi un miracolo che si sia potuto fare in un circolo fotografico, quasi con solo con il contributo economico dei fotografi partecipanti. Questo grazie anche alla sapiente guida del Direttore del Centro Etnografico di Ferrara dot. Roberto Roda, alla collaborazione del nostro socio Emiliano Rinaldi, alla partecipazione delle amministrazioni comunali di Ferrara, Sovramonte (BL), Fiera di Primiero (TN), Argenta (FE), e alcuni sponsor.

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