Mar 8, 2015

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Definizione soggettiva di “FOTOGRAFIA” – di Giorgio Rigon

Definizione soggettiva di “FOTOGRAFIA” – di Giorgio Rigon

DEFINIZIONE SOGGETTIVA DI “FOTOGRAFIA” – di Giorgio Rigon

Nella definizione che segue ho cercato di sintetizzare ciò che mi guida, sia nella strategia della ripresa sia nel trattamento successivo che, comunque, altera l’immagine originale. In estrema sintesi, secondo criteri funzionali alla mia sensibilità, definisco la fotografia:

“invenzione, capacità di manipolazione di materiali, stravolgimento delle regole,
trasgredire , semplificare, isolare, frammentare, monumentalizzare”.
Nella pratica, carpire un simulacro di realtà od anche una sua traccia, istintivamente ripresa sull’onda di un’emozione, che offra quel tanto di approssimato, di simbolico, d’indefinito e di aperto alla libera interpretazione dei singoli lettori. Un’interpretazione che non sia obbligatoriamente univoca bensì soggettiva, adeguata alla sensibilità estetica ed ai diversi livelli d’esperienza di ciascuno”.

Il mio campo d’azione è la strada, possibilmente molto frequentata in modo da passare inosservato e poter riprendere il soggetto, segnatamente quello femminile, in modo furtivo alla ricerca delle linee armoniche della sua figura, quali appaiono attraverso la gestualità spontanea.
Le fotografie in bianco & nero sono elaborate in camera oscura per evidenziare e monumentalizzare le linee armoniche, infine, stampate sulla tradizionale carta chimica non polite nata nel formato 30×40 cm.
Giorgio Rigon

Didascalie

01 “Frammento di tenerezza”
02 “Bimba”
03 “Pensiero malizioso”
04 “La linea armonica”
05 “La linea armonica”
06 “La linea armonica”
07 “La linea armonica”
08 “La linea armonica”
09 “La linea armonica”
10 “Sembianze”
11 “Sembianze”
12 “Piazza Navona negli anni ‘70”
13 “Piazza Navona negli anni ‘70”
14 “Piazza Navona negli anni ‘70”
15 “Piazza Navona negli anni ‘70”
16 “Piazza Navona negli anni ‘70”
17 “Piazza Navona negli anni ‘70”
18 “Piazza Navona negli anni ‘70”
19 “Madre Teresa”
20 “I colori della sensualità”
21 “I colori della sensualità”
22 “I colori della sensualità”
23 “I colori della sensualità”
24 “Quote rosa”
25 “Uno stato d’animo”

  1. Il Direttore says:

    Ringrazio Giorgio Rigon per aver accettato di pubblicare una piccola selezione delle sue immagini inimitabili che hanno vinto nei concorsi dal 1971 fino al primo decennio del 2000.
    Il suo è un lungo percorso espressivo condotto con una preparazione teorica, nei linguaggi artistici, di altissimo livello.
    Nel 2004, quando è stato Autore dell’anno FIAF, ho avuto il graditissimo compito di studiarlo e spiegarlo, è stata un’esperienza profonda che ha completato un rapporto personale di grande simpatia e interesse reciproco.
    Cercate quella monografia FIAF; potrete entrare nel suo mondo artistico che ha indagato con rara profondità l’immaginario individuale e collettivo dell’attrazione erotica eterosessuale.
    Non restate medusati (pietrificati) dal tema perché le raffinate profondità sono nei linguaggi espressivi che parlano con gli stilemi della Pop Art, dell’Optical Art, lo spazialismo, della street photografphy e della fotografia creativa più libera possibile.
    Ho potuto conoscere bene anche la sua competenza tecnica che, con mezzi veramente artigianali, gli ha permesso di scrivere pagine di poesia sulla bellezza femminile.
    Le sue immagini sono spesso scatti semplici che sempre diventano Mail Art da lui spediti a tutti ai suoi amici; ancora oggi ogni tanto mi arriva una sua cartolina con l’adesivo FIAF e uno scritto calligrafico che mi dona la sua calda presenza.
    Giorgio è per noi un esempio anche come critico fotografico, per lo scrupolo nell’analisi e l’enorme cultura nel conferire il significato e il giudizio di valore; a lui dobbiamo tante conoscenze ma anche la contaminazione nel sentire il grande desiderio di sapere leggere e studiare l’opera fotografica.
    Era un po’ che non vedevo pubblicate queste immagini, sono cosciente che la prova del tempo è difficile anche per linguaggi innovativi come questi, ma per me era necessario far ritornare lo sguardo collettivo in questo suo mondo espressivo che tanto ci ha formati.
    Complimenti a Giorgio Rigon per averci dato un esempio di esercizio consapevole della propria libertà espressiva.

  2. concordo in toto con la definizione personale di fotografia espressa da Rigon e penso sia la condizione essenziale per fare arte.
    Ottavio Perpetua

  3. Antonino Tutolo says:

    Di Giorgio Rigon, da sempre, amo la raffinata eleganza che sa cogliere nel mondo femminile.
    Grazie, Maestro

  4. Mi piace molto questa definizione e sopratutto l’espressione “simulacro della realtà”. Mettere in scena la realtà, farla piegare alla nostra visione è proprio la sfida fondamentale della fotografia.

    Grazie !
    Laurence

  5. Anonimo says:

    Anche nelle immagini più leziose, non vi è alcuna banalizzazione, ma tanto rispetto.
    Un mondo, quello femminile, profumato, mi sforzerò quindi di non rimanere “medusata” dalle immagini, il profumo però, quello lo sento.
    Isabella Tholozan

  6. Massimo Pascutti says:

    La definizione di fotografia che ci ha dato Giorgio Rigon è sicuramente quella più appropriata per confermare quello che i pionieri dell’ immagine fotografica sostenevano per cercare credibilità e vincere lo scetticismo che imperava : la fotografia è arte e ha la stessa dignità espressiva che hanno la pittura e la scultura. E a maggior ragione oggi che i mezzi tecnologici a nostra disposizione sono aumentati,la capacità di interpretare la realtà, plasmandola e piegandola alla nostra espressività e creatività è arte : cioè una sublime menzogna. Grazie al maestro Giorgio Rigon per le sue profonde considerazioni e per le sue stupende immagini.

  7. maurizio tieghi says:

    Nel mondo asfittico dei concorsi della nostra federazione dove impera lo slogan ansiolitico “chi concorre fa la fiaf” che sarebbe come dire che la fa l’aspetti, non per colpa dei bravi autori ma spesso a causa delle cariatidi presenti nelle giurie, si vedono fotografie premiate, segnalate, insignite fotocopia della fotocopia della fotocopia della fotografia premiata, segnalata, insignita, ecc… Un avvitamento su se stesso così ripetitivo e denso del nulla che finiva per esaltare e rendere sublimi le gambette slanciate e ritoccate delle sue ninfette con le scarpette. Era un vero godimento vedere quelle sue opere particolarissime. Altri tempi e comunque plauso al Direttore che ripropone il bravissimo e originale autore

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