Mag 14, 2015

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I volti della Passione, di Salvatore Giò Gagliano

I volti della Passione, di Salvatore Giò Gagliano

I volti della Passione – di Salvatore Giò Gagliano
a cura di Piera Cavalieri

Salvatore Giò Gagliano è un giovane artista che utilizza il medium fotografico per la produzione delle sue opere. Il titolo della serie da cui sono tratte queste immagini è “I volti della Passione”. Grandi capolavori della storia dell’arte sono reinterpretati da modelli diversamente abili, scelti in base alla capacità di interpretare l’opera con immedesimazione.
Il progetto di Gagliano ci invita a riflettere su un nuovo concetto di bellezza che non è certamente quella dei canoni estetici comuni di perfezione e di idealizzazione. E’ indubbio che quel tipo di bellezza sia immediatamente riconoscibile da tutti noi, ma i nostri occhi sono pieni di queste immagini e sempre più breve diventa il piacere estetico che ne proviamo dalla visione. Effetto dell’abuso.

L’invito sembra quello di provare a sentire lo sforzo dei modelli che con forte empatia diventano eccellenti attori tanto da poter percepire con intensità il significato profondo, il sentimento dell’opera rappresentata. Gli ideali di simmetria, di proporzioni, di grazia ed eleganza sono magistralmente messi in scena, spesso anche con la fatica fisica di attori che con notevole impegno controllano i tremori nello sforzo di restare immobili in posizioni che la sedia a rotelle non consentirebbe con naturalezza, attraverso un lavoro appassionato di applicazione. E coloro che presentano i lineamenti tipici della sindrome di Down, con volti che sembrano non risentire dello scorrere del tempo riescono a trovare l’espressività adeguata.
Ed è così che Gagliano ci permette di esplorare La ragazza con l’orecchino di perla, la Cantante con il guanto nero di Degas, L’uomo con il turbante rosso di Jan Van Eyck, Amore e Psiche del Canova con occhi diversi.

La sua fotografia cattura il tempo della posa, il tempo effimero in cui una ragazza o un giovane può trovarsi a essere proprio come un Dio, o colto in tale armonia di luce da risultare un’immagine di bellezza memorabile per generazioni o in un gesto che sarà per sempre intrigante. Chi guarda sa che si tratta di poco più di un attimo nella vita di queste persone, ma al tempo stesso capisce che Gagliano ha fatto diventare vero il mito, ha staccato la bellezza dai quadri e dalla metafisica e gli ha dato la possibilità di esistere.

Allora tutti possiamo essere la ragazza dell’orecchino, e le sue immagini sono seriamente belle e accurate. Sembrano dirci che l’arte è un gioco innocente ma un gioco serio, e che la bellezza è disponibile ma richiede ricerca e dedizione. Quella di Gagliano è fotografia che racconta grandi opere e che ci avvicina a ciò che ha attraversato la mente del primo artefice, ma vive di una sua autonomia aiutandoci ad ammirare quanta bellezza può nascondersi dietro alla rarità e alla diversità. La fotografia è divulgazione, ripetizione e condivisione e questa è la sua funzione di democratizzazione che fa avvicinare l’arte a tutti.

http://giogagliano.wix.com/volti-della-passione

010_AmorePsiche copia

020_AmorePsiche

050_TurbanteRosso copia

060_AmoreVincitore

040_Ragazza con l'orecchino perla copia

030_CantanteGuantoNero copia

025_Pieta1 copia

  1. Il Direttore says:

    “I volti della Passione”, di Salvatore Giò Gagliano, è un’opera animata da un’idea concettuale sull’idea della bellezza.
    L’arte moderna spesso cerca di demolire gli stereotipi con apparenti provocazioni, come in quest’opera in cui l’autore fa interpretare famose opere d’arte a modelli sofferenti della sindrome di Down.
    Dico apparenti provocazioni perché lo sono fin tanto che non si comprende che i sentimenti non sono diversi in chi ha i lineamenti del corpo non corrispondenti all’ideale di bellezza dei pittori che hanno realizzato quelle tele.
    C.G. Jung afferma che l’uomo ha impiegato millenni per comprendere il fenomeno della proiezione psichica, che è il meccanismo inconscio col quale associamo un determinato significato simbolico alle cose e quindi non sono le cose in se stesse ad essere portatrici di quel determinato significato.
    Niente è più radicato che il pregiudizio verso chi reca nel corpo uno stigma, in questo caso quello di Down.
    Complimenti all’autore per aver usato l’arma della tenerezza per cercare di infrangere dei rigidi pregiudizi che sono ben vivi nel nostro immaginario collettivo.

  2. Antonino Tutolo says:

    L’opera “I volti della Passione”, di Salvatore Giò Gagliano, è certamente da elogiare perché è un lavoro tecnicamente formativo per l’autore e per i soggetti; perché ha richiesto lo studio dei costumi, della composizione, delle pose, delle luci e delle espressioni.
    E’ veramente elogiabilissima l’idea di mettere in opera questo lavoro, utilizzando modelli che sicuramente si saranno sentiti orgogliosi e felici di essere protagonisti di questa splendida iniziativa culturale, che ha valore assoluto; non solo relativamente alla realtà in cui si è svolto.
    Inoltre avanti alla ripetitività di tanti lavori fotografici, molti dei quali, hanno solo lo scopo di rappresentare una realtà, il presente dimostra impegno ed originalità.
    Complimenti vivissimi all’autore ed agli attori; soprattutto al puttino, che saluto con grande simpatia.

    • Anonimo says:

      Grazie per aver apprezzato tutto il lavoro che ha richiesto la realizzazione dell’opera di Gagliano e per il commento caloroso e delicato
      Piera Cavalieri

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