Giu 4, 2015

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Magnetica di Gianni Pezzani

Magnetica di Gianni Pezzani

MAGNETICA di Gianni Pezzani

 

Con il progetto magnetica ho voluto riflettere sulla capacità della fotografia di costruire, attraverso tempi lunghi, forme che nella realtà non esistono, ma sono possibili solo nell’immaginario fotografico.
Grazie ad una piattaforma magnetica, che ruota ad una velocità costante, su cui appoggio piccoli oggetti trasparenti o ritagli in carta colorata, trasformo oggetti, spesso bidimensionali, in volumi evanescenti colpiti da una luce che sembra quasi avere provenienza aliena. Infatti molte di queste immagini sembrano restituire oggetti volanti non identificati, in una sorta di viaggio ultraterreno, onirico, celebrale. Sono oggetti che mi consentono una fuga dal reale, dall’immanenza del quotidiano.
Nella mia ricerca fotografica spesso tento una fuga, cerco di costruire un universo che potremmo definire parallelo, rassicurante, ovattato.
Anche con Magnetica ho cercato di tradurre in immagine questo mio desiderio, questa mia necessità. Io provengo da una cultura scientifica che nel tempo mi ha consentito di modificare la realtà, come nei miei lavori degli anni settanta con la ricerca sui viraggi chimici.
Anche in questo ultimo progetto la mia cultura giovanile mi ha aiutato a pensare all’immagine come qualcosa da studiare, costruire e, naturalmente, regalare al pubblico.

Gianni Pezzani 2015

 

  1. Il Direttore says:

    “Magnetica”, l’ultima ricerca di Gianni Pezzani, riprende la ricerca dell’immagine autoreferenziale che può essere prodotta con la tecnica fotografica.
    E’ una ricerca questa che attraversa, con alterne stagioni, tutto il ‘900 iniziando con la fotodinamica di Anton Giulio Bragaglia e poi i grandi sperimentatori orientati all’astrattismo geometrico del mondo occidentale.
    Una sperimentazione quella di Pezzani che può interessare ai designer per le forme curiose e l’invenzione di colori nuovi che nascono solo dalla luce.
    Il piacere estetico, come l’arte, non si insegna ma certo lo si può educare nel approfondire quell’emozione provocata dalla bellezza.
    Complimenti a Gianni Pezzani per il gusto estetico col quale ha ideato la sua ricerca e poi anche per aver riscoperto il piacere del gioco che si sente in ogni immagine di “Magnetica”.

    Il catalogo di “Magnetica” ha testi di Denis Curti e Andrea Tinterri, Pesaro, Greta Edizioni, 2015.

  2. Antonino Tutolo says:

    La scienza dà ormai per scontata l’esistenza di più dimensioni e perfino di universi paralleli; e senza scomodare la Relatività.
    Ma anche nella cultura classica il relativismo, la soggettività delle percezioni e delle interpretazioni del reale sono dati ormai per acquisiti.

    In questo pregevole lavoro di Marco Pezzani la fotografia sicuramente non copia un oggetto materiale, un quid in qualche mondo assimilabile ad un reale, ma un qualcosa che pur tuttavia esiste ed è gradevole alla percezione visiva.
    Il pregio non consiste nella visione dell’autore, ma nella concezione stessa del lavoro.

    Non si utilizza in questo caso una modella, ma si sfrutta l’illusione ottica derivante dal fenomeno di permanenza dell’immagine sulla retina.
    Si fotografa una magia. Si fotografa un fantasma evocato nel corso di una seduta spiritica tecnologica. Questa è la fotografica di un “non reale” che metterebbe in difficoltà qualunque assertore della fotografia come “copia del reale”, per il semplice fatto che i prismi fotografati non esistono.

    Inoltre…. finalmente dei colori!

    A mio avviso questa è pura arte fotografica.
    Perché c’é invenzione e studio, c’é immaginanzione, c’é sensibilità per gli accostamenti delle tinte e delle forme, oltre che per la composizione.

    Inoltre è da elogiare sicuramente la sperimentazione.
    Vivissimi complimenti all’autore.

  3. Orietta Bay says:

    Gianni Pezzani nel presentarci “Magnetica” rivela quelle che sono le spinte creative che hanno caratterizzato da sempre il suo percorso di Autore. Ci fa capire che questo lavoro così armonioso, onirico e capace di trasportare la nostra fantasia è il naturale proseguo della ricerca espressiva che da sempre ha condotto e portato avanti nei suoi progetti.
    Un operare che sposa pienamente il pensiero che definisce l’Artista Fotografo come colui che sa vedere nuove tutte le cose, che le reinterpreta modellandole secondo un’esigenza personale. Colori e forme che sembrano inventate, ideate da un giocoliere che invece di cilindro e bacchetta si serve di luce e movimento. Ci stupisce con questa sua realtà trasformata dove tutto è sublimato e ci rimanda ad una percezione che trascende l’oggetto facendoci vivere un sogno ad occhi aperti.

    Complimenti !

    Orietta Bay

  4. Massimo Pascutti says:

    ” Magnetica” di Gianni Pezzani è un lavoro di grande impatto estetico , grazie alle evanescenti forme create dal gusto dell’autore e all’uso creativo di lunghi tempi di esposizione.
    I colori sono ben calibrati e ben bilanciati…Un ottimo risultato estetico, anche se non di profondissimo contenuto.
    Complimenti comunque all’autore per la creatività.

  5. Giovanna De Franchi says:

    Conosco le immagini di Gianni Pezzani : i suoi viraggi, la “Milano Notte”, Humus, la serie “Mouches à lire”, ma queste ultime di “Magnetica” mi hanno ancor più sorpresa e affascinata.
    Un bambino di ieri direbbe sono trottole, un bimbo di oggi sono astronavi. E’ un gioco pensato e studiato, l’immagine scaturisce dal movimento e non dall’oggetto fotografato, esso viene destrutturato, per divenire nuova forma di colori sfumati e dare un’idea di sostanza,dove il moto veloce viene percepito dall’occhio attento come quasi reale.
    Grazie all’autore per questo regalo realizzato, come lui stesso afferma, in un tentativo di “fuga” dalla realtà del quotidiano, peraltro perfettamente riuscita.
    Giovanna De Franchi

  6. andrea says:

    Scrivere di Gianni, o meglio dei lavori di Gianni, è come bersi un bicchiere di vino bianco, mosso, fresco, profumato, leggero che sa di colline basse, solo un poco ondulate. È come bere un bicchiere in agosto quando fa caldo e tutto è bloccato dal peso dall’afa: solo un po’ d’aria di bollicine in vetro

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