Lug 19, 2015

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Un viaggio millenario – di Mauro Gambicorti

Un viaggio millenario – di Mauro Gambicorti

Un viaggio millenario – di Mauro Gambicorti

 Un viaggio millenario: dalla Val Venosta alla Val Senales fino ai pascoli dell’Ötztal.

Risale agli inizi degli anni novanta la mia prima vacanza estiva in Val Venosta e in Val Senales. E ne sono rimasto affascinato.

Sono tornato più volte in quelle valli dove ho scoperto l ’ agricoltura di montagna con i suoi masi, la sua cultura, il suo folclore e la ……… transumanza.

Nel giugno del 1996 insieme alle mie Nikon ho iniziato un’ avventura straordinaria dove ho potuto coniugare due passioni: una per la montagna, l’altra per la fotografia.

Ho accompagnato per dodici anni le greggi e i pastori che sul finire della primavera dalla Val Venosta e dalla Val Senales si incamminano verso i pascoli estivi dell’ Ötztal.

Ogni volta si è trattato di un evento diverso e spettacolare condizionato in maniera determinante dal tempo che può   cambiare improvvisamente e inaspettatamente, ma né la pioggia, né la neve, né il ghiaccio riescono a fermare quel cammino millenario di uomini e animali segnati dal sudore e dalla fatica.

E’ stata un’ esperienza unica e irripetibile che mi ha arricchito dal punto di vista professionale e umano. Non potrò mai dimenticare l’ attaccamento dei pastori e degli accompagnatori a questa antica tradizione, ma soprattutto il grande amore che hanno per i loro animali. Ho conosciuto persone eccezionali e sono contento di avere stretto legami di amicizia con alcuni di loro.     E il viaggio continua……….

Mauro Gambicorti

 

Note biografiche

Mauro Gambicorti nasce nel 1945 a Chianni e vive a Fornacette, in Toscana.

Inizia ad occuparsi di fotografia nel 1972, affiliandosi quasi subito al “3C – Cinefoto Club Cascina.” Innamorato del paesaggio toscano, degli ambienti rurali, documenta con inedita partecipazione il mondo contadino scattando immagini che vengono apprezzate e premiate ovunque.

Nel 1978, a riconoscimento delle sue capacità realizzative, viene insignito dell’onorificenza internazionale di Afiap. (Artista fiap) dalla Federazione Internazionale d’Arte Fotografica.

Negli anni che seguono, la sua passione per la montagna lo porta a documentare la transumanza dei greggi di pecore, un’antica tradizione che si svolge in Alto Adige, seguendo il cammino degli uomini e degli animali nelle loro migrazioni stagionali.

Attualmente la sua ricerca documentaria e iconografica spazia anche nel campo sociale, del reportage d’attualità, del racconto per sintesi d’immagine.

E’ impegnato in una qualificata e costante attività espositiva in importanti gallerie italiane; presenta anche le proprie immagini in proiezioni pubbliche presso associazioni fotografiche e istituzioni culturali.

Collabora a corsi inerenti la fotografia, mettendo a disposizione la propria esperienza creativa.

Enzo Gaiotto

(della Rivista “FOTOIT”)

  1. Il Direttore says:

    “Un viaggio millenario”, di Mauro Gambicorti, è un libro fotografico animato da un’idea narrativa tematica per la visione soggettiva di un’attività pastorizia, qui presentato con una sintesi di immagini che ne traccia il percorso narrativo.
    L’autore ha realizzato con una passione straordinaria questo reportage, data la difficoltà imposta dal soggetto che impone stagioni e percorsi impervi.
    Il suo è un reportage molto orientato al documentare questa attività millenaria ancora praticata.
    La soggettività la si coglie in ciò che l’autore ci ha mostrato nei frammenti che ritraggono i pastori e gli animali ma anche nel rapporto tra montagna e transumanza.
    Ogni volta che il soggetto come in questo caso sembra emergere dal passato remoto la fotografia compie un grande servizio: quello di ridare valore a ciò che è ormai stereotipo e non sorprende più.
    Complimenti vivissimi a Mauro Gambicorti per le emozioni che le sue immagini riescono a trasmettere grazie a uno stile narrativo che attribuisce solennità a questa antichissima attività montana.

  2. Complimenti Mauro per questo tuo reportage e per questa tua narrazione. Ero a conoscenza della pastorizia e delle migrazioni stagionali, ma sono onesto e non sapevo si chiamasse transumanza. Partendo dalle tue foto ho potuto fare una ricerca e approfondire il discorso. Ti faccio i miei complimenti per il lavoro impegnativo che hai eseguito, più per passione e con estrema naturalezza che per mostrarti agli altri. Apprezzo molto lavori come questo perchè hanno la forza di documentare una realtà forse un pò nostalgica per i più anziani, ma di indiscusso valore culturale per i più giovani.

  3. Isabella Tholozan says:

    Un lavoro bellissimo, senza alcuna retorica, ricco di amore, sentimento sicuramente che ha animato la scelta dell’autore.
    Siamo abituati ormai, quasi assuefatti, a reportage che arrivano da paesi martoriati, questo ci regala un grande respiro, una realtà locale che è rimasta intatta ma, proporio per questo, incontaminata dagli orrori contemporanei.
    La transumanza mi ha sempre affascinata, ha un qualche significato atavico che non riesce a lasciarmi indifferente.
    Mi concedo solo una breve divagazione; guardare le difficoltà e la fatica affrontata da umani e no, non può che farmi pensare a cosa siamo disposti a fare per cercare pascoli migliori. Credo che in fondo, nel lavoro dell’autore, sia ben visibile un messaggio profondo di umanità.

  4. Franca Catellani says:

    Bellissima fotografia nel reportage di Mauro, una esperienza unica. Salta all’occhio l’aspetto umano, la fatica la solitudine di chi pratica questo mestiere. Sono convinta che chi partecipa a questo viaggio non lo dimenticherà mai, la bellezza del paesaggio, il senso infinito di spazio, il contatto diretto con luoghi aspri e impervi tempra lo spirito.Non solo il mezzo fotografico o cinematografico, si è interessato a questo tema, anche la letteratura o la poesia come quella di D’Annunzio che cita in una strofa :« Settembre, andiamo.
    È tempo di migrare.
    Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
    lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
    scendono all’Adriatico selvaggio
    che verde è come i pascoli dei monti. »
    Complimenti vivissimi all’autore mi ripeto bellissima fotografia.

  5. Quando la fotografia è Fotografia e quando l’Autore ama ciò che fotografa allora l’emozione arriva! Ma non è solo emozione, è molto di più, è vita vera! Qui c’è una piccola parte dell’immensa storia umana… eppure com’è grande e importante anche questa “piccola” storia. La fotografia è racconto magnifico della nostra vita e Mauro è un cronista perfetto dell’avventura della transumanza. Queste fotografie sono bellissime e lo saranno per sempre. Grazie Mauro!!!

  6. Antonino Tutolo says:

    Uno splendido lavoro. Ma quello che invidio all’autore è l’esperienza di vita fatta nel realizzarlo.
    Ci sono esperienze formative che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella loro vita di cittadini: capire cos’é la vera libertà, vivere nella natura dandole del tu, affrontare la fatica senza lo stress dei nostri giorni, vivere in semplicità, con l’essenziale, sentire il sapore del pane, essere padroni della propria esistenza, provare il dolce suono del silenzio.
    Complimenti all’autore

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