Ago 23, 2015

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Dalla lettura soggettiva alla lettura corale, del 2006 – di Silvano Bicocchi, I° parte.

Dalla lettura soggettiva alla lettura corale, del 2006 – di Silvano Bicocchi, I° parte.

RILETTURE di Agorà Di Cult

Dalla lettura soggettiva alla lettura corale – I° parte
scritto nel 2006 da Silvano Bicocchi.

Osservare l’attività di lettura di portfolio dalla “Pedana 3M”, organizzata nel 1969 da Lanfranco Colombo al SICOF di Milano, ai “Concorsi a Lettura di Portfolio” di oggi, ci porta a constatare quanto è diventato importante questo momento per la fotografia italiana. Colombo con quell’idea iniziale volle avviare un rapporto diretto e pubblico tra fotografo e critica. Mise in atto una modalità, figlia degli anni della contestazione, dove “il collettivo” e “la dialettica” erano metodologie necessarie per ogni innovativa attività culturale di quell’epoca. Il salto importante egli lo fece con l’avvio nel 1991 del “Portfolio in Piazza” di Savignano sul Rubicone, portando anche in Italia l’attività che contraddistingueva “Le Rencontres d’Arles” che lui aveva contribuito ad avviare, chiamato da Lucien Clergue.

 

Imaginary Songs, di Silvia Baglioni - 2010

Imaginary Songs, di Silvia Baglioni – Portfolio Italia 2010

 

Per la prima volta ai fotografi era data la possibilità di incontrare, nel contesto della medesima manifestazione, diversi esperti e sentire direttamente le letture della stessa opera. Questo aspetto molto gradito, oltre a quello di favorire l’incontro tra fotografi e operatori del mercato dell’immagine fotografica, fece crescere notevolmente il numero degli esperti provenienti dalle più diverse estrazioni: critici e storici della fotografia, operatori di Gallerie ed Agenzie, art director, photo editor, e infine anche noi fotografi per passione che avevamo compreso l’estrema importanza del misurarsi sul terreno della lettura dell’immagine fotografica. È del 1993 “Leggere fotografia” edito dalla FIAF. Si è avverata una previsione che Paolo Monti fece nel testo di presentazione della “Quinta mostra nazionale della FIAF” (1953) :”Manca ancora l’interesse della critica d’arte e della stampa periodica che sembra ignorare la fotografia come arte, ma modificare queste condizioni attuali è compito soprattutto dei fotografi e delle loro associazioni.”[1]

 

Lady borsetta, di Graziano Panfili - 2010

Lady borsetta, di Graziano Panfili – Portfolio Italia 2010

 

Partecipare ad una attività di questo genere pone l’autore a dover fare i conti con un aspetto a volte sorprendente: la stessa opera viene letta in modo diverso dai differenti esperti lettori. E allora nasce il problema di come trarre profitto dalle diverse letture, indipendentemente dal fatto che siano un elogio o una stroncatura. L’esperienza del confronto tra lettori indica che difficilmente esiste una lettura unica e assoluta di un’opera fotografica, ma ogni lettore la legge secondo il proprio codice culturale che è conformato dalle proprie conoscenze, dal vissuto e anche molto influenzato dalla sua personalità.
Non c’è pertanto da stupirsi se di fronte anche ad una sola immagine fotografica vengono formulati differenti significati egualmente sostenibili e quindi complementari. E’ con questa consapevolezza della necessità di un pluralismo che il nostro atteggiamento è orientato a dare spazio e dignità ad ogni singola lettura.

 

L'unico ad essere diverso eri tu, di Stefano Giogli - 2010

L’unico ad essere diverso eri tu, di Stefano Giogli – Portfolio Italia 2010

 

Per approfondire il fenomeno poniamoci il problema della lettura del portfolio in termini generali. Sappiamo che alla fotografia si può attribuire un significato diverso anche solo in base all’uso che se ne fa. La scelta dell’esperto, a cui sottoporre l’opera, sottintende un uso dell’immagine, perché come ha scritto Goethe, a conclusione del saggio sull’occhio umano, “Non si vede che quello che si sa”. Pertanto se l’esperto è uno storico andrà inevitabilmente a cercare le influenze di altri autori e saprà apprezzare gli aspetti innovativi delle immagini. Se è un gallerista o un photo editor darà una valutazione in base alla scala di valori dell’attualità commerciale dell’immagine fotografica, se è un fotografo potrebbe leggerla secondo la scala di valori che secondo lui deve avere l’opera fotografica; infine se è un lettore FIAF farà una lettura del linguaggio fotografico e dell’espressione artistica ad ampio raggio umanistico.

 

Stand-by sotto sfratto, di Enrico Genovesi - Portfolio Italia 2010

Stand-by sotto sfratto, di Enrico Genovesi – Portfolio Italia 2010

 

Mirella, di Fausto Podavini - Portfolio Italia 2010

Mirella, di Fausto Podavini – Portfolio Italia 2010

 

La Perpetua, di Luigi Montuoro - Portfolio Italia 2010

La Perpetua, di Luigi Montuoro – Portfolio Italia 2010

 

[1] Paolo Monti – Scritti scelti 1953-1983. A cura si Francesca Bertolini . Istituto Superiore per la Storia della Fotografia. Palermo 2004. Pag. 39.

  1. Il Direttore says:

    Dopo la breve pausa ferragostana, continua la stagione dei Concorsi del circuito di Portfolio Italia 2015, vedi gli eventi sull’Agenda Di Cult, e pertanto torna d’attualità la lettura dell’immagine.
    La mole di immagini e pensieri prodotte in ambito delle attività FIAF è veramente impressionante.
    In occasione del secondo seminario a invito dell’Area Critica Fotografica Di Cult, attivato in occasione del libro edito in occasione di “Crediamo ai tuoi occhi” 2015 del CIFA di Bibbiena, ho riletto questo mio testo di un intervento che feci nel 2006 dal titolo “Dalla lettura soggettiva alla lettura corale”.
    E’ un testo di 9 anni fa che raccoglieva la mia esperienza dei miei primi 10 anni di lettura di portfolio e, letto oggi, rilanciava i secondi 10.
    I suoi contenuti sono quelli che ci hanno portato alla realtà di oggi che gode di un allargamento dei lettori dell’immagine fotografica e dell’innovazione dei modelli culturali delle attività di lettura, come ad esempio il Face to Face che sta diventando un momento importante di incontro con gli altri linguaggi artistici.
    Lo pubblico per i nuovi amici che si sono aggregati in questi anni (che non lo conoscono) e per chi avendo vissuto questo periodo possa trarre materia di riflessione.
    Le fotografie a illustrazione del testo sono un estratto mio personale delle opere premiate nei Concorsi a Lettura di Portfolio del 2010, ciò sia prova della varietà tematica e poetica delle opere che vengono presentate a Portfolio Italia.

    • Gibertini Stefano says:

      Interessanti Direttore, come sempre, le sue riflessioni. Mi piacerebbe tanto leggere il libro “Leggere fotografia” che lei indica come ispiratore della sua passione per la lettura dei portfolio. Sul e-shop della Fiaf non è più disponibile, vi è qualche altro luogo dove si può reperire? Perché non lo ripubblicate magari in forma digitale? Grazie e buona luce

  2. Orietta Bay says:

    Un testo interessante per poter capire meglio il valore delle letture portfolio e lo spirito che le anima. A pochi mesi dalla morte di Lanfranco Colombo anche un modo per dirgli grazie per aver con la sua lungimiranza e intuizione avviato il meraviglioso progetto della Pedana del Sicof dalla cui evoluzione tutto è nato.
    Ma anche, come sottolinea lo stesso Silvano Bicocchi, un utilissimo momento di riflessione di cui far tesoro.
    Grazie!

    Orietta Bay

  3. Andrea Angelini says:

    Ciao a tutti.
    Sono grato a Silvano perché, con questo articolo, ci ricorda che leggere immagini insieme ad altri e/o partecipare ad una lettura, anche come spettatore, è un momento importante di crescita. Una crescita assoluta da parte di tutte le parti intervenute.
    Credo che il “fotografico” sia assimilabile al “filosofico”. Per raggiungere una delle tante verità possibili (quella assoluta ovviamente non esistere), occorre rimettere in discussione ogni parere, ogni pensiero già metabolizzato. Occorre visionare il tema trattato da tutti i punti di vista arrivando fino all’estremizzazione del tema stessa. Arrivare alla sua negazione e/o alla sua verità assoluta.
    Ascoltare tante lettura di uno stesso portfolio ci svela come è straordinario il mondo e ci aiuta a comprendere quanto sia difficile capirlo. Ogni volta occorre rimettere in discussione le proprie certezze per poter crescere. Solo così potremmo avere una visione senza pregiudizi.
    Partecipare ad una manifestazione di lettura dell’immagine e/o di portfoli fotografici è assimilabile alla lettura di un saggio. Nella varie interpretazioni ci sono tante piccole soluzioni dei nostri dubbi e tante piccole sfaccettature della nostra verità.
    Ho partecipato a tante letture e sono grato a tutti quelli che hanno sopportato le mie parole e le mie immagini. Ultimamente, nel nostro gruppo, abbiamo cercato di far leggere i soci in serate di lettura libera delle immagini. Una esperienza straordinaria che consiglio a tutti. Quando meno te lo aspetti arriva l’illuminazione. Non esiste un vero esperto di lettura esistono solo tanti potenziali lettori che si vogliono mettere in gioco. Nessuno deve essere abilitato a leggere un romanzo, un testo storico oppure un saggio di filosofia. All’inizio si capisce solo una parte della storia ma se arrivate in fondo al romanzo tutto si illumina. I saggi si sommano e presto avremo un parere del tema che stiamo studiando. Solo così possiamo imparare a leggere. Basta voler leggere e non fermasi a guardare.
    Leggere: che straordinario mezzo per allargare la mente. Questo vale non solo per i libri ma anche per la fotografia. Solo soffermandosi sulle immagini potremo vedere oltre quel supporto cartaceo. Solo conoscendo la persona che abbiamo di fronte potremmo cercare di intuire le sue emozioni e le sue verità.
    Occorre non solo guardare, non solo osservare, occorre sopratutto cercare di VEDERE.
    Poco importa se arriveremo ad una conclusione o meno. L’importante è aver vissuto quel momento insieme ad altri ed aver condiviso il pensiero di tanti o anche di sole due persone su uno stesso argomento che uno di Tanti propone.
    Troviamo il tempo di leggere insieme durante una serata al circolo. Sarà oggetto di sicuro successo per tutti i partecipanti.

  4. Clara Lunardelli says:

    Questo argomento è davvero molto interessante.Attendo ulteriori approfondimenti. Grazie.

  5. Isabella Tholozan says:

    Intervengo velocemente con una citazione che ritengo molto appropriata, anche questa volta scomodo Goethe che, in tempi non sospetti, decretò, con le sue teorie, l’importanza dell’arte e dell’espressività:
    “Il visibile è la parte manifesta di ciò che è invisibile”.
    E’ per questo che ho amo il portfolio fotografico e la pratica della lettura, risucire a vedere quello che a volte noi non riusciamo a capire ma che si manifesta attraverso gli occhi degli altri. Una magia che si manifesta ad ogni lettura!
    Saggiamente l’intervento di Silvano Bicocchi pone l’accento prorpio sulle diversità personali che intervengono inevitabilmente nella lettura ma che, secondo me, non fanno altro che arricchire sia il lettore che il fotografo.
    Un importante gioco di scambio che credo abbia, in questi anni dedicati, prodotto un immenso patrimonio culturale.

  6. interessante excursus della “storia” della lettura fotografica praticata in fiaf ormai da parecchi anni.
    mi ritrovo perfettamente in quanto scritto dal direttore e spero di poter contribuire allo sviluppo di questo importante servizio.

  7. Massimo Pascutti says:

    Le parole di Silvano Bicocchi non possono che farci meditare:l’osservazione e l’interpretazione che si da ad una fotografia o meglio ancora ad un portfolio, portano inevitabilmente a delle conclusioni assolutamente soggettive e proprio per questo arricchenti per la propria cultura personale. Il vissuto umano e culturale di ciascun osservatore porta a delle interpretazioni non soltanto legate al gusto personale e che finiscono per fornirci spunti di meditazione e incentivi per un miglioramento del nostro linguaggio artistico; a testimonianza di quanto sia sempre presente il concetto pirandelliano dell’ ” uno , nessuno e centomila”….grazie Silvano

  8. Mariateresa Cerretelli says:

    La lettura dei portfoli con la Fiaf per i photo editor del GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionali) è sempre un’occasione di conoscenza e di crescita, sia per i fotografi che per l’esperienza dei photo editor
    Grazie Silvano

  9. Massimo says:

    Grazie Silvano, un gran bello spunto di riflessione e grazie anche gli interventi ulteriormente stimolanti. Con semplicità mi sento di poter dire che da quando frequento i tavoli di lettura la voglia di conoscere e di vedere è costantemente cresciuta.

  10. Antonino Tutolo says:

    Concepire e far concepire la fotografia come arte, dipende dai fotografi.

    Ripetere il lavoro altrui è il sistema per imparare; ma prima o poi si deve scegliere un proprio cammino e seguirlo in modo individuale.
    Diversamente dall’opinione più diffusa, l’arte è strumento di comunicazione delle idee. L’arte è idee originali, è innovazione continua, è invenzione.

    Il contenuto dell’opera fotografica dipende dal fotografo, dal musicista, dal pittore, scrittore.
    La fotografia è un mezzo di comunicazione, come la scrittura, la pittura, la musica.
    Ogni opera d’arte trasporta e media verso gli altri idee più o meno singolari, complesse; purtroppo solo raramente geniali.

    La lettura dell’opera non è univoca; perché non è univoco il modo di cogliere la realtà.
    I pirandelliani: “Così è se vi pare”, “Ciascuno a suo modo”, “Uno, nessuno, centomila”, la dicono lunga in proposito della conoscenza “del reale”.
    Ciascuno ha la sua sensibilità, esperienze, conoscenze, vissuto…., che condizionano la percezione e l’interpretazione dei fatti e quindi la formazione delle “idee”. Ciascuno coglie la realtà come l’ombra nel mito della caverna di Platone. (“Attraverso l’ombra la divinità tempera e pone davanti all’occhio oscurato dell’anima affamata e assetata quelle immagini che sono i messaggeri delle cose” – Giordano Bruno). La presunta realtà è un’ombra evanescente !
    Basta un taglio diverso nella ripresa, un diversa esposizione, l’uso di una pellicola piuttosto di un’altra, una mascheratura o bruciatura in fase di stampa, l’uso di un filtro, e l’opera fotografica cambia significato. E l’idea che essa convoglia nella lettura sarà originale o banale o ripetitiva, oppure geniale

    Ma la lettura di un’opera può condizionare la vita artistica di un artista (Van Gogh in vita può morire di fame, come Bach può essere valutato dai suoi contemporanei solo come esecutore, come maestro di cappella. Passa un secolo, cambia il modo di concepire l’arte, e questi due grandi finiscono col condizionare il futuro della pittura e della musica.
    Il mio timore è che la lettura corale, se non rispettosa, lungimirante, fatta con umiltà e disponibilità alla comprensione, possa essere simile a quella che escluse, condivisa all’unanimità, gli impressionisti dalla mostra dall’annuale Salon dei pittori francesi. Anche se il lettore è un, pur coltissimo, Charles Baudelaire; che stroncò l’impressionismo al suo primo vagito.

  11. Antonino Tutolo says:

    Finora siamo stati noi fotografi a considerare la fotografia, riduttivamente, come “copia”, “orma”, “impronta” del reale, e non come mezzo di comunicazione di “idee” e di percezioni sensoriali metafisiche; quindi come strumento d’arte. La fotografia per questo è considerata arte minore.
    Ma la fotografia di oggi, ramificata in una miriade di specializzazioni, si trova ristretta nelle teoriche 4 dimensioni fisiche, mentre che la realtà, si sa, ha una miriade di dimensioni che stentano a racchiudersi, nelle sole coordinate del piano analogico o digitale o in B/N.
    Ogni opera che è frutto del pensiero dell’uomo è complessa. E quanto più essa sembra in contrasto col modo di concepire l’arte del tempo, tanto più occorre prestarle attenzione. Perché lo stesso concetto di arte è figlio del tempo. Da mezzo di comunicazione con gli dei (agli albori dell’uomo), a strumento politico e religioso, a capacità tecnica nell’eseguire manufatti, a espressione di bellezza ed armonia, a racconto di eventi, a mezzo di intimidazione, di glorificazione, di magnificenza, ad arredo urbano o privato.
    Oggi, nella massima sovrapproduzione fotografica, siamo investiti da miliardi di immagini che subiamo con indifferenza. La lettura collettiva può spingerci all’attenzione ed alla comprensione. Ma occorre prestare rispetto e disponibilità ad accogliere idee e iniziative altrui.
    Lo studioso ogni volta mette in discussione tutto il suo bagaglio di conoscenze. Figuriamoci la difficoltà di giudizio che si incontra in un campo, come l’arte, in cui tutto è effimero, inafferrabile, classificabile solo nel tempo, se si parte da regole ferree, perfino stabilite non si sa chi, non si sa perché.
    L’arte si percepisce; non si compra, non si possiede. L’arte non è vincolata a regole.
    E la lettura corale, oltre ad insegnare ad osservare, deve insegnare a recepire i significati reconditi, con intelligenza e sensibilità. La mente dell’uomo è complessa; talvolta è perfino in contrasto con se stessa. E’ impossibile inquadrarla in pochi concetti.
    L’arte non è semplice applicazione, pur magistrale, di regole tecniche più o meno complesse.
    Ogni mente, anche rozza, anche arida, ha sempre delle idee, anche se elementari. Per questo ogni mente fa arte; anche se è psicopatica, inconcludente, ingarbugliata e di difficile comprensione. Gli psichiatri studiano l’interpretazione che i pazienti danno di particolari disegni grafici.
    La fotografia è arte iconica. Ogni segno trasporta concetti. Ogni segno grafico è icona di un concetto, di un’idea.
    Anche l splendida arte figurativa rinascimentale, spesso resta incomprensibile a chi non conosce la storia di un santo, il significato allegorico di un fiore, di un gesto, di un oggetto.
    Splendide figure sono certamente frutto di grande abilità tecnica; ma l’arte è soprattutto nel significato veicolato; che può variare e perdersi nel tempo. E molte opere del passato, che al profano appaiono meravigliose, ormai celano il loro vero significato anche agli esperti; perché il tempo ha cancellato il significato iconico.
    Pertanto auspico che la lettura condivisa non segua il sentiero dell’orma del reale, ma quello della comprensione concettuale.

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