Apr 15, 2016

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IN UTERO – di Carlo Delli

IN UTERO – di Carlo Delli

Ci sono Autori che ad ogni lavoro, pur mantenendo una forte coerenza poetica, ci stupiscono con la molteplicità delle sfumature espressive e la sempre rinnovata creatività. Carlo Delli fa parte di questi. Il suo percorso è impreziosito dai successi ottenuti , ma è proprio il continuo cammino, l’essere sempre in progress, in fermento, è ciò che lo fa essere autore poliedrico capace di raggiungere obiettivi importanti.

IN UTERO è una delle sue ultime creazioni. Un ulteriore passo nella profondità del suo sentire che risalendo e divenendo visuale ci aggancia e trasporta verso una riflessione personale. Un progetto che vibra di sensazioni ed emozioni.

Davanti a queste immagini ci stacchiamo dal mondo del reale per navigare nel mare, per lo più sconosciuto, dell’inconscio e delle emozioni. L’opera ha quindi la possibilità di diversi percorsi interpretativi, compreso ovviamente quello dell’Autore, come si conviene a tutto ciò che è rivolto all’intelligenza e alla cultura di chi si pone in suo ascolto.

Lasciandoci trasportare ne sentiamo tutto il mistero e acquisiamo la stupefacente consapevolezza che solo dentro noi stessi possiamo trovare le molte risposte che stiamo cercando. Un susseguirsi di immagini trasognate, di forme evanescenti, luci abbaglianti, apparizioni quasi magiche che, ricordando visioni oniriche, cullano i nostri pensieri come a riportarci nel luogo dove tutto è iniziato. Quasi una sfida questa di Carlo Delli che stimola la nostra voglia di conoscenza. Nel mare di IN UTERO ci sono molte voci che raccontano e molte melodie che incantano, tutte per porci interrogativi. Ci dobbiamo immergere nella profondità, da lì, dopo la stasi della meditazione, possiamo ripartire per superare i buchi neri della solitudine e dell’isolamento che tentano di inghiottirci, e proseguire fino alla consapevolezza. Nel lento ed armonioso movimento che ci suggeriscono le immagini c’è evoluzione e trasformazione, sembra di assistere ad una metamorfosi. La sequenza alterna segni che la nostra mente elabora e cerca di decodificare, e il sentire che rimane è la voglia di trovare l’altra parte di noi che dovremmo sempre cercare di portare in superficie.

Orietta Bay

In Utero – di Carlo Delli

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Quando voglio star meglio ascolto in piena luce i “ Racconti di Majim ”.
Ma ho lasciato un giorno i greti assolati rifugiandomi nel fitto del bosco. E mi sono sentito in un’altra dimensione.
Lì, nel letto dei torrenti, mi sono ritrovato nell’utero della Terra.

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 Calma.
Acqua sussurrante.
Fresco tepore.

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Sporadici i raggi di sole.
Come gocce d’energia penetrano tra le foglie raggiungendo le radici, l’acqua, me.
Fili di luce giocano e rimbalzano sull’acqua. Non sono racconti, ma pulsazioni vitali.

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Sono promesse.
Attese.
Rivelazioni.

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Nessun colore. Presente ma invisibile la terra. Qui c’è la vita nascente. Insieme ad acqua ed energia il terzo elemento non è terra ma la Terra intera, è Pacha Mama, è la Donna suprema. Mi sento “in utero” e voglio pensare che la Donna salverà l’Umanità.

carlodelli     2354 d.E. / 2013 d.C.

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Queste fotografie sono state fatte in torrenti dell’Appennino Tosco-Emiliano, sia su pellicola che in digitale, e non sono state alterate nel passaggio video o nelle stampe (anche se purtroppo il passaggio dal mio al “vostro” video può causare mutamenti imprevedibili).

I fotoni sono pura energia, non sono materia, e sono il primo fondamento della nostra comprensione del mondo.

Il pensiero ha infatti bisogno dei sensi per funzionare, per capire, e la vista = ricevere ed elaborare fotoni, è il più importante dei sensi. Chi sceglierebbe di perdere la vista se dovesse perdere un senso???

E cosa fa la fotografia? Trasforma in immagini i fotoni. Così come fa la nostra coscienza tramite la vista e il pensiero. Ovviamente lo fa in maniera molto diversa, ma ecco qua: fotoni che rimbalzano sull’acqua dopo averla accarezzata.

Acqua, luce e coscienza. L’essenza del mondo umano. Creazione pura senza nessuna elaborazione, la creatività più grande è già nel reale naturale. E niente come la fotografia sa unire tutto questo.

Maggiori dettagli su questo e altri miei lavori:
www.fotocreature.com

o direttamente al link :
http://www.fotocreature.it/index.php?option=com_phocagallery&view=category&id=23&Itemid=286&lang=it

  1. Il Direttore says:

    In Carlo Delli il ruolo della parola è decisivo nel formare i presupposti affinché le sue immagini assumano una valenza simbolica, ovvero possano parlare a livello collettivo.
    “In Utero” è un titolo forte nell’orientare il senso della sequenza di queste immagini che si presentano con raffigurazioni astratte di elementi formali antropomorfi, dati gli elementi di somiglianza alla figura umana.
    Parola e immagini diventano un unico messaggio quando la coerenza di senso è talmente forte che regge da qualunque punto di vista se ne osservi il significato.
    L’elemento che crea questa coerenza è il legame tra le immagini e la realtà che esse rappresentano con idea narrativa artistica.
    Infatti l’autore pone fortemente l’accento di aver scattato le fotografie nei bagliori e le penombre profonde ripresi nelle acque dei torrenti montani che scorrono nel segreto dei boschi dell’Appennino.
    Ovviamente avrebbe potuto realizzare le stesse immagini in altro modo, ad esempio una fontana monumentale posta nel cuore di una città.
    L’autore rivendica il legame tra l’immagine e il posto da cui le ha tratte. Questa è una posizione assolutamente giusta perché stiamo leggendo fotografia e non altro. La fotografia trae il suo senso nel legame che si forma allo scatto fotografico con il soggetto ripreso, pertanto è giusto che l’autore ci immetta a condividere con lui questo aspetto metaforico non evidente nelle immagini, dato che sono frammenti ambientali.
    Sono dunque gli elementi formali delle immagini e concettuali della parola che sollecitando la nostra immaginazione metaforica mettendo in moto la lettura soggettiva di quest’opera.
    Complimenti a Carlo Delli per saper percorrere i sentieri impervi del nostro inconscio con la capacità di promuovere emozioni e prese di coscienza.

    • Roberto Evangelisti says:

      Un grande autore! in arte poliedrico, sempre lucido e appassionato.
      Riesce a tirare fuori il bello ed il significante dove altri, anche se culturalmente preparati, non riescono a vedere niente!

  2. Francesca says:

    Complimenti a Carlo Delli. In utero mi riporta alle teorie di Henry Foucillon che sostiene l’arte visiva sia composta da forme organiche che hanno un loro preciso processo di vita. La creazione artistica è una creazione paragonabile a quella delle altre forme di vita. Questo interessante lavoro mette a contatto questi due universi che si confrontano, si compenetrano fino a diventare indistinguibili in una totale armonia.

  3. Pur nella generale consapevolezza, anche spesso non “metabolizzata”, Zygmunt BAUMAN più volte ci ha ricordato (non superfluo, certo) che il problema, oggi, è che non sappiamo più vedere con la mente. Non sappiamo più “pensare per immagini” . Figuriamoci fotografarle. Carlo Delli è un sopravvissuto. Nel senso migliore. Anche io mi reputo tale, forse indegnamente. E sogna e ci fa sognare. Con le parole e le Immagini. A quando un “campus” ideale, tipo Fahrenheit 451 dove ognuno porterà dietro il suo “pezzo” di Fotografia? Affinché non se ne perda il contenuto, sommerso dallo tsunami di foto di fiori, gatti, cani, bambini e ragazze linguacciute. E Tramonti, tramonti, tramonti. (una inconsapevole profezia?) Grande Carlo, quindi. E Voi.

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