Mag 13, 2016

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LUCIANO BITELLI – a cura del Foto Club “Il Guercino” BFI

LUCIANO BITELLI – a cura del Foto Club “Il Guercino” BFI

 

LUCIANO BITELLI

a cura del Foto Club
“Il Guercino” BFI

Sempre nei primi anni settanta entra a far parte del Foto Club Luciano Bitelli, nato a Bologna, che ha ricoperto la carica di Presidente dal 1995 al 2003, ed è stato, nel 1999 , insignito AFI – Artista Fotografo Italiano (l’Onorificenza AFI viene concessa a chi ha dimostrato, con la propria produzione fotografica, una particolare personalità, sotto il profilo artistico o di significato, dimostrando un’attività fotografica non inferiore a cinque anni manifestatasi attraverso mostre, concorsi o pubblicazioni)

Avvia la propria esperienza fotografica quando, giovanissimo, si trova in America Latina per un lungo periodo di lavoro.

Cominciò a partecipare a concorsi nazionali nella sezione bianco nero, raggiungendo importanti risultati. Negli anni ’80, troviamo la sua prima proiezione “Simbiosi” che ottenne grande successo presso tutti i circoli che avevano avuto il piacere di ospitarlo, sottolineando, già in quegli anni, l’importanza di fotografare tutto ciò che ci circonda, senza dover ad ogni costo viaggiare per migliaia di Km.

Questo lavoro fu presentato al primo incontro nazionale per audiovisivi, a Pescara, in rappresentanza della regione Emilia Romagna.

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Prosegue intensamente l’attività del Foto Club che organizza annualmente, dal 1978 al 1989 il Trofeo Nazionale Estemporaneo Diacolor “Carnevale di Cento” e, dal 1982 partecipa al “Girodia”, ora “Girofile”, concorso finalizzato alla condivisione di immagini tra tutti i circoli della provincia partecipanti per promuovere e diffondere la reciproca conoscenza.

Dal 1989 organizza puntualmente il famoso ciclo di proiezioni pubbliche dal titolo “Uno sguardo sul mondo”, ospitante fotografi tra i più noti in campo nazionale e che prosegue tuttora riscuotendo sempre interesse e successo di pubblico e critica.

Aspetto che ha caratterizzato l’attività del Foto Club, è stato sicuramente quello dedicato all’organizzazione di corsi fotografici per divulgare questa arte.

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Testimonianze:
Una sera con il Fotocineclub Guercino – “Immagini rubate al Mato Grosso in mezzo agli Xavantes” di Maria Censi”

“Eravamo andati per ammirare le meraviglie di una natura quasi di un altro pianeta…E ci ritroviamo invece, avvinti non tanto dalle forme di vita tribali degli Xavantes, dalle loro abitazioni che sono qualcosa di più di agglomerati di capanne e qualcosa di meno di veri e propri villaggi, quanto dal concetto di bellezza che l’autore delle fotografie, Luciano Bitelli, è riuscito a riproporre, svelando un animo particolarmente sensibile e una spiccata vena artistica.

Diventa difficile allora scegliere l’immagine più bella. Sono i tramonti infuocati o la luce bianca, soffusa, delle aurore? I verdi cupi della foresta, l’intrigo dei rami, o quei primi piani di fiori dai petali quasi trasparenti? Le lotte sanguinose delle specie animali, lo strisciare dei rettili, il volo degli stormi che punteggiano di nero l’azzurro del cielo, o piuttosto quelle minuscole formiche rosse così ingegnose a coltivare funghi su lamelle d’erba pazientemente raccolte? …

Ripercorrendole ora, una s’impone su tutte: un grappolo di uomini Xavantes. Le schiene brune vestite dei colori stesi con l’aiuto della saliva, le chiome corvine scolpite su un cielo di un azzurro sbiadito dai bagliori della luce, una specie di “pretesto decorativo” per dare maggior risalto a creature che testimoniano l’eterna verità dell’uomo.

Ci vengono alla mente certi gruppi scultorei, certe tele che riproducono più che immagini, stati d’animo o modi di essere. E prontamente ci troviamo a pensare a Salvatore Fiume…

Nient’altro che uomini e cielo, senza alcun diaframma, senza scale di valori, uniti come dovrebbero essere gli uomini in qualsiasi parte del mondo, liberi di godere di una natura ancora incontaminata. Forse per poco”

Maria Censi

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  1. Il Direttore says:

    Con Luciano Bitelli il Foto Club “Il Guercino” ci presenta un’altro immaginario creativo che è maturato nella sua lunga storia.
    Poche e intense sono le fotografie che l’autore ha presentato per mostrare l’idea di fotografia che ha cercato di perseguire.
    Sono immagini singole che non mostrano cose ma ci parlano con segni e simboli avvolti in un nero profondo che copre le cose e induce un pensiero metafisico nel cielo.
    I volti che illuminati dalle candele emergono dal buio sono le uniche voci che provengono dalla profondità dell’animo umano, dei due personaggi, con l’espressione dei loro volti assorti in un momento di umanissima preghiera.
    Il cielo nero che trova la sua profondità nel candore della nuvola reinventa il paesaggio conferendogli una straniante solennità. E’ un paesaggio geometrico che all’epoca andava di moda sull’onda dei successi ai concorsi di Renzo Cambi del C.F. Modenese.
    Il dinamismo del paracadutista ripreso in panning e poi stampato contrastato e sgranato, esprime una dimensione della libertà umana che non ammette condizionamenti e tende sempre ad andare oltre.
    Le ultime due immagini rievocano i tratti della condizione esistenziale della Civiltà contadina emiliana.
    La prima con un controluce che azzera il senso del tempo e dello spazio, sposta la visone della realtà verso una dimensione simbolica della fatica vissuta dalle generazioni di contadini che si sono succedute nel duro lavoro nei campi.
    Con l’ultima immagine, della coppia anziana colta nei campi nell’umile gesto di pulizia e selezione manuale dei prodotti del raccolto, l’autore formula una rappresentazione simbolica della vita coniugale delle coppie che hanno vissuto la loro storia nei campi. L’autore avvolge in un nero denso il soggetto che azzerando il “qui ed ora” dello scatto fotografico costruisce il simbolo del concetto.
    Evidentemente Luciano Bitelli appartiene a quella generazione di autori che hanno sentito il senso profondo che il nero ha avuto nelle fotografie nell’opporsi a un’idealizzazione della vita e nel comunicare con forza la complessità e la durezza dell’esistenza umana.

  2. Anonimo says:

    Conoscevo le immagini di Luciano legate agli audiovisivi, infatti Luciano è stato uno dei primi “diaporamisti” emiliani che girava nelle piazze e teatri ad allietare le serate con i suoi racconti di viaggio. I suoi bianco e neri sono state una sorpresa, un linguaggio molto autoriale. Un grazie agli amici del Guercino che ci hanno fatto conoscere anche questo lato di Luciano.

    Gigi Montali

  3. Questo interessante posto mi suggerisce alcune considerazioni, anche se un poco di parte, sia sull’autore LUCIANO BITELLI che il fotoclub IL GUERCINO.
    Cento è una cittadina capace di conservare un equilibrio ottimale tra la centenaria vocazione contadina e la più recente propensione industriale, come altre in Emila. Il fotoclub è forte espressione di queste eccellenze fatte di storia ed innovazione, coinvolgendo diversi interpreti territoriali ottenendone risultati ottimali, come per esempio la bellissima ed estremamente interessante ultima edizione del concorso biennale Arte Photo, vista nel passato week and. Mi piace ricordare che IL GUERCINO ha dato la possibilità a due donne di diventarne presidente, prima e per molti anni ELENA MELONI attuale Delegato Regionale, ultimamente la brava e intraprendente NICOLETTA VITALI.
    Luciano Bitelli è noto ai più per i suoi audiovisivi essendone stato un pioniere con prodotti di altissima qualità, come ricordato prima del mio intervento, ma è un autore che ha saputo spaziare con ottimi risultati nei diversi settori della fotografia, come è testimonianza le foto in bianco & nero di quest’inserzione.
    La sua capacità di proporre ottima fotografia con modalità espressive diverse sicuramente ha influenzato, positivamente, i tanti soci che in decenni hanno attraversato il fotoclub IL GUERCINO in sua presenza, creando i presupposti per una ricerca continua nei vari linguaggi espressivi, non soffermandosi su una sola tematica e tipologia (supponendo sia l’unica via percorribile) come altri mi sembra di percepire stiano proponendo ai loro soci.

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