Dic 1, 2016

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Les cabanes de nos grands- parents, di Nicolas Henry – a cura di Massimo Pascutti

Les cabanes de nos grands- parents, di Nicolas Henry – a cura di Massimo Pascutti

 

 

 

 

 

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Nicolas Henry nato nel 1978, vive e lavora a Parigi.

Fotografo, scenografo e direttore artistico, ha molto viaggiato e durante i suoi viaggi ha preso corpo probabilmente il suo progetto “Les cabanes de nos grands-parents”, legato ai suoi ricordi di infanzia.

Quando siamo bambini, la capanna è lo spazio del gioco e dell’immaginazione; siamo in grado di trasformare un drappo nell’oceano e delle scatole in isole sperdute. In tutto ciò, i nonni , spesso e volentieri, ci aiutano nelle nostre costruzioni fantastiche , raccontandoci storie che ci fanno volare con la fantasia.

Nicolas Henry nei suoi viaggi, è riuscito ad ottenere la collaborazione degli anziani che ha incontrato, coinvolgendoli e convincendoli a costruirsi le loro “capanne”, fatte di oggetti a loro cari, testimonianza della loro vita, inserite nel territorio in cui i nonni vivono.

Da tutto ciò derivano delle fotografie che sono dei veri e propri racconti, ottenute in modo spontaneo e divertito; dei ritratti carichi di umanità che ci portano a farci amare la diversità, in quanto portatrice di cultura.

Il colore, l’ironia e il sorriso sono gli elementi portanti di questo lavoro, unitamente ad una perizia tecnica non comune.

Nel 2011 è stato pubblicato un libro con lo stesso titolo edito da Acte-sud.

Massimo Pascutti

Les cabanes de nos grands- parents,
di Nicolas Henry

 

  1. Il Direttore says:

    “Les cabanes de nos grands-parents”,di Nicolas Henry, è un opera animata da un’idea concettuale volta a rappresentare i tratti identitaria salienti delle persone ritratte.
    Le immagini di personaggi più vicini al nostro mondo svelano le intenzioni dell’autore: raccontare il personaggio attraverso una serie di oggetti simbolici che lo avvolgono come una capanna e che determinano lo spazio da lui amato in quanto costituito dai propri oggetti d’affezione.
    Mi porta alla menta Mario Lasalandra che racconta storie umanissime attraverso l’ideazione di scenari e costumi che sono posti in relazione col personaggio ritratto al fine di rappresentarne l’unicità.
    La finzione in fotografia, come in letteratura o nel cinema, è un territorio nel quale la realtà viene studiata con profondità non comuni, attraverso l’ideazione di una rappresentazione.
    Questi artisti giungono a una tale intimità con l’atto creativo che giungono a legeere, a loro modo, la realtà stessa come una grande finzione.
    Complimenti a Massimo Pascutti che ha scoperto Nicolas Enry ad Arles, uomo che ci appare cittadino del mondo, in occasione dei Rencontres di fotografia e generosamente l’ha condiviso con tutti noi su Agorà Di Cult.

  2. Isabella Tholozan says:

    Veramente! Complimenti Massimo perché hai portato in evidenza un autore molto particolare e, finalmente, colorato!
    Un’idea che nasce dal passato e che riporta, per l’autore, all’infanzia e alle sue visioni fantastiche e fantasiose.
    Un buon modello, dal quale si può prendere spunto perché, come per Lasalandra, è sempre saggio addentrarsi in territori conosciuti, dove la nostra esperienza ha trovato terreno per crescere e dare spessore alla personalità.
    Questo lavoro dimostra quante sono le possibilità espressive, tutte meravigliosamente uniche e personali.
    Isabella Tholozan

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