feb 12, 2017

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CAPOLINEA – Elaborazione del Concept_03

CAPOLINEA – Elaborazione del Concept_03

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LAB Di Cult 012 FIAF

i Coordinatori del Gruppo Fotografico RIFREDI IMMAGINE (Firenze)

 

 

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In ogni caso “Capolinea” non è una scelta!

 

Ho iniziato a pensare al concept di “capolinea” e, tra le varie interessanti riflessioni apparse sul post 01 di inizio dicembre pubblicato su Agorà DiCult , mi ha colpito molto una frase di Silvano: <<Il capolinea è uno spazio aperto al passaggio… nessuno resta… quindi è un nonluogo.>>.

Effettivamente, nella maggior parte dei casi, pian piano che il mezzo pubblico si avvicina al capolinea, il numero delle persone a bordo diviene sempre minore e, nella stessa misura, il territorio attraversato si fa sempre più periferico. Più frammentaria si fa l’identità del luogo fino a giungere alla fine della corsa dove l’unica identità è un cartello con il nome dell’ultima fermata e qualche murales tracciato nella notte.

Forse tutti noi in qualche momento della nostra vita ci siamo trovati a rivestire una identità che non ci appartiene e, in quel punto, abbiamo trovato il coraggio di tornare indietro a recuperare qualcosa di importante che, per inseguire una idea o per distrazione e fretta, avevamo tralasciato.

Oppure anche la nostra crescita, ideologica, culturale, sociale, ad un certo momento, ha dovuto riconsiderare alcuni aspetti fin anche tornare indietro sui propri passi pur continuando la sua evoluzione. Pablo Picasso una volta ebbe a dire: <<A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.>>

Il pensiero positivo vede il “capolinea” come arrivo, meta, scopo raggiunto, oppure pessimisticamente appare come l’impossibilità di continuare, una resa. Ma può essere visto anche come una pausa da cui ripartire, ritornare a noi, rimetterci in gioco, ripensamento che ogni dubbio inascoltato poteva essere saggezza.

In ogni caso “capolinea” non è una scelta, ma sicuramente può essere la presa di coscienza della necessità di un nuovo rapporto con la realtà.

Il bisogno di ritrovare un rapporto più tangibile con la realtà che, in generale, può riguardare tutti noi, dai rapporti interpersonali alla condivisione dei nostri pensieri, sempre più affidati alla temporanea virtualità della rete.

Marco Fantechi

02 - Marco Fantechi - castello

Altri contributi dei componenti del laboratorio LAB Di Cult 012 FIAF:

Sono in formato pdf scaricabile, non perdeteli!

06 – Antonella Mezzani – Proposta svolgimento tema

05 – Rossana Zoppi – Riflssione Sul concept

04 – Enrico Carretti – Proposta di allestimento pannello

03 – Marco Fantechi – Idee dal Museo di Arte Moderna Pecci

  1. Il Direttore says:

    L’elaborazione del concept può essere un momento di creatività e riflessione collettiva di grande utilità e soddisfazione.
    L’utilità nasce dall’apprendere il punto di vista degli altri, mentre la soddisfazione è data dal riuscire ad esprimere ciò che è maturato in noi nel rendere “tema personale” il “tema dato”.
    E’ importante l’esercizio di ascolto e d’espressione della voce interiore che si forma in noi nel maturare il tema. Asseconda dell’identità artistica dell’autore essa si esprime o con delle parole o con delle immagini; quindi i post di elaborazione del concept può essere fatta anche con solo fotografie.
    L’esercizio dell’elaborazione mentale può avvenire da proprie immagini o da quella scattate da altri, oppure dalle riflessioni degli altri, o tratte da letture… visioni di film… e ogni stimolo che riceviamo nella nostra vita.
    Maturare un tema è osservare le cose da quel determinato punto di vista; quelle cose che senza un punto di vista non le avremmo nemmeno guardate.
    Ogni laboratorio si qualifica dagli orientamenti nella ricerca dei contenuti e dallo stile col quale li rappresenta.
    L’elaborazione del concept è una fase transitoria che è caratterizzata dal cercare l’idea per realizzare la propria opera, ognuno percorre questa fase secondo il proprio processo creativo.
    Ciò che avviene in questo passaggio è la magica trasformazione dell’ideazione letteraria in un’opera fotografica.

  2. Massimo Bardelli says:

    Riflessione molto interessante, grazie Marco!
    Un percorso che a ogni post o contributo pubblicayo diventa sempre più interessante ed intrigante.
    Max

  3. Orietta Bay says:

    Concordo con Massimo Bardelli. Il tutto si fa sempre più interessante.
    Non sono però completamente in accordo con quando Marco dice nel titolo. A volte il capolinea è una scelta! Magari non sempre facile, qualche volta dolorosa, ma può anche essere una scelta che si impone.
    Buona luce a tutti.

    Orietta Bay

  4. Silvia Tampucci says:

    Grazie Marco per la tua riflessione!

    A mano a mano che si va avanti emergono sempre piu’ spunti di riflessione su come poter affrontare il tema.

    Silvia

  5. D’accordissimo con Massimo, Orietta e Direttore.
    Tema coinvolgente che fa riflettere e invoglia a cercare fuori e dentro di sé!
    Grazie, Silvano, e cordialissimi saluti a tutti,
    Jeannette

  6. Danilo Baraldi says:

    Concordo con Orietta. Il CAPOLINEA, non bisogna dimenticarlo, è anche un punto in cui inizia un percorso, la linea di un tram, di un autobus.
    Si sceglie di iniziare un nuovo percorso, per lasciarsi indietro, per allontanarsi da ciò che è stato.
    Abbiamo condiviso l’inizio del nostro percorso con i ragazzi di Boretto e Colorno. Era emerso che il termine “Capolinea” è sempre stato connotato come negativo. Invece, come dicevo, può essere anche positivo.
    Ciao, Danilo Baraldi.

  7. Paolo Cappellini says:

    Concordo con Orietta La mia elaborazione del Concept è più verso una scelta che a volte la vita ti impone. Interessante vedere nascere in noi riflessioni diverse. Come se il nostro Capolinea, in questo percorso verso noi stessi, sia pieno di fermate sconosciute. Una volta fatta l’esperienza della fermata stessa (punto di vista, riflessione) la corsa riparte e la meta si modifica, il percorso si allunga, anzi cambia in corsa verso una meta sempre più imprevedibile. Paolo Cappellini

  8. Isabella Tholozan says:

    Il tema di quest’anno obbligherà a esercitarci sui vari significati che questa parola, all’apparenza semplice, può avere, se applicata alla esperienza umana.
    La scelta di senso dipenderà dal vissuto personale e da quello che la vita ci ha concesso. La speranza fa parte della nostra visione e, secondo me, lavorare sul concetto porterà ad ognuno di noi delle inaspettate sorprese.

  9. Se scrivo che il mio interesse per Agorà di Cult è ormai giunto al CAPOLINEA chi mi legge intende una sola cosa, se fotografo l’uomo ragno sopra una pensilina di una stazioncina di campagna mentre aspetta l’arrivo di Italo e intitolo la foto CAPOLINEA, chi guarderà poi l’immagine per comprenderne il significato finirà per perdere il treno. Parole e immagini non viaggiano mai sullo stesso binario ha sentenziato nel passato qualche letterato certificato.
    Se prendo come riferimento wikipedia: Capolinea – stazione in cui ha inizio o termina una linea di trasporto pubblico, mi intriga moltissimo “pubblico” perché soprattutto di questi tempi anche il fotografare, capolinea o altro, dovrebbe avere una finalità d’interesse pubblico, specialmente nei circoli e nei territori. Non l’ho notato ma forse mi è sfuggito nelle premesse viste e lette fino ad ora.

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