Mar 12, 2017

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LAB Di Cult 005 FIAF, tematico “Il Silenzio”, la Conclusione – di Marco Fantechi

LAB Di Cult 005 FIAF, tematico “Il Silenzio”, la Conclusione – di Marco Fantechi

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Slow Watching Photo-art Movement non è una associazione e neanche un genere di fotografia. Esso è una finalità della fotografia: vuole ritrovare una più profonda poetica dello sguardo, superare la superficialità di quella fotografia solo produttrice di estetica e dei distratti “mi piace” dei social network, nella ricerca di una buona fotografia che non si riduca a raccontare solo quello che mostra.

Il movimento Slow Watching si configura quindi come trasversale ai vari generi fotografici e aperto a tutti gli appassionati di fotografia che ne condividono le idee. In quest’ottica ci siamo avvicinati con interesse alla proposta del Direttore del Dipartimento Cultura FIAF, Silvano Bicocchi, lanciata a inizio 2016, finalizzata ad attivare un Laboratorio sul tema “IL SILENZIO”.

Inizialmente utilizzando la rete di contatti su Facebook, poi la posta elettronica, i contatti telefonici, per giungere, in alcuni casi, al confronto diretto, sono stati valutati una dozzina di lavori di altrettanti autori di cui sei sono stati proposti (le valutazioni dei lavori scelti possono essere lette su www.cercatoridibellezza.it/sw.htm).

Il lavoro degli autori e dei valutatori è stato ampiamente ripagato dalle mostre fotografiche allestite nell’ambito di due importanti manifestazioni FIAF nazionali: il 10° Festival della Fotografia di Sestri Levante “Penisola di luce” (luglio 2016) e il Festival della Fotografia alla Reggia di Colorno di Parma “Colorno Photo Life” (novembre 2016).

Marco Fantechi

Una foto per autore

Alma Schianchi - Il silenzio della preghiera

Andrea Taschin - Mattina di inverno

Anna Signorini - incomunicabilità

Antonella Mezzani - Il silenzio del dolore

Lia Mucciarini - Un silenzio per ricominciare

Marco Fantechi - Oltre le tracce il silenzio

Le opere complete sono disponibili nel catalogo online

Catalogo Laboratorio – Il Silenzio

  1. Il Direttore says:

    Il Laboratorio Di Cult è un’esperienza a termine, si forma e si scioglie, progetto per progetto.
    E’ l’occasione per scegliere nuovi compagni di strada o approfondire la relazione con chi si è conosciuto da poco.
    Ha tutte le qualità per essere un’esperienza profonda ma non ingombrante.
    L’atto di conclusione del LAB Di Cult 005 FIAF, tematico “Il Silenzio” è un momento di festa dove con il catalogo si crea un documento di quanto realizzato.
    Ogni Laboratorio ha la libertà di essere condotto con lo stile più gradito al Coordinatore e ai partecipanti. In particolare il LAB Di Cult 005 FIAF ha aggregato i componenti sui social e quindi è stato animato da fotografi di diverse regioni. E’ un modello interessante che si affianca all’altro territoriale.
    E’ valido l’uno e l’altro, non ci sono modelli di riferimento che Di Cult propone o preferisce.
    Desideriamo che il Laboratorio sia uno spazio di innovazione sotto ogni profilo!
    Complimenti al LAB Di Cult 005 FIAF, tematico “Il Silenzio”- coordinato da Marco Fantechi- per i risultati ottenuti in termini di opere e di aggregazione di nuovi autori molto interessanti.

  2. Orietta Bay says:

    Un commento silenzioso perché queste fotografie spingono alla meditazione.
    Complimenti a tutto il laboratorio per la potenza evocativa ottenuta e la qualità delle immagini.

    Orietta Bay

  3. gianpiero says:

    Il Laboratorio Di Cult è una interessante iniziativa che aiuta non solo a socializzare ma a ritrovare il vero senso della fotografia. Complimenti al Direttore per la valida intuizione.

  4. clara lunardelli says:

    Bellissime opere…il silenzio arriva.

  5. Ringrazio Silvano per le opportunità di crescita collettiva che ci sta dando con il progetto dei Laboratori tematici, questa iniziativa, unitamente allo spazio web Agorà Di Cult, costituisce un canale molto efficace per conoscerci, scambiare idee e sviluppare lavori insieme.

    A tale proposito spero mi scuserete se per mancanza di tempo non ho avuto modo di essere molto presente su Agorà in questi ultimi mesi, ma ho comunque seguito con interesse i post pubblicati anche se non ho scritto sul blog.

    Voglio cogliere l’occasione di questo post per alcune riflessioni relative alla fotografia e alla sua diffusione sulla rete; anche Internet e i Social, come ogni strumento, a seconda dell’uso che ne facciamo, possono sortire effetti più o meno positivi o negativi, in particolare, nei confronti della fotografia, la rete può essere un momento di condivisione, comprensione e crescita come può essere il luogo della proliferazione della superficialità e della banalità.

    E’ stato proprio il Laboratorio Agorà Di Cult su IL SILENZIO che mi ha fatto capire come questo strumento, se utilizzato nel giusto modo, può portare a risultarti interessantissimi.

    Lo scorso anno, ma anche quest’anno per il Laboratorio sul tema CAPOLINEA, ho avuto modo di constatare come, sopratutto nella fase iniziale, tutto si può sviluppare sulla rete (Facebook, WhatsApp, e-mail e pagine web), per poi instaurare successivi contatti telefonici e incontri di affinamento dei lavori. Infatti per la diffusione del Laboratorio è stato utilizzato il gruppo Facebook “Slow Watching Photo-art Movement” intorno al quale si sono aggregati gli autori iniziando l’elaborazione del tema dato.

    Questo Gruppo, nato alcuni anni fa proprio con lo scopo di tentare un migliore utilizzo delle risorse della rete, persegue la finalità di superare quella superficialità che molto spesso caratterizza gli spazi dedicati alla fotografia creati sui Social. L’idea è quella di abbattere la logica puramente estetica e sbrigativa del “mi piace” invitando ad una visione più attenta e profonda delle immagini.

    Così dalla fine del 2015, anche su suggerimento di Attilio Lauria Direttore del Dipartimento Social, le foto proposte al gruppo “Slow Watching” vengono pubblicate con le letture e i commenti di un gruppo di Valutatori e la richiesta, purtroppo ancora poco accolta, di ricevere ulteriori commenti dagli utenti della rete. La finalità è quindi quella di indurre ad una analisi e a una valutazione del linguaggio visivo utilizzato dagli autori nell’ottica di valorizzare quelle immagini che riescono a raccontare qualcosa in più di quello che semplicemente mostrano.

    Trovo queste idee in stretta sintonia con quanto proposto dal Dipartimento Cultura e praticato su Agorà Di Cult, ritengo quindi che anche quest’anno ben si prestano a essere da supporto al Laboratorio tematico CAPOLINEA, pertanto gli autori di quelle provincie dove non sono ancora stati attivati dei Laboratori di Agorà Di Cult possono far riferimento al Laboratorio 012 tramite il gruppo Facebook “Slow Watching Photo-art Movement” inviando gli eventuali primi contributi a: marco.fantechi@cercatoridibellezza.it

  6. Giancarla Lorenzini says:

    Ho avuto la fortuna di conoscere (anche se ancora in maniera fugace) Marco Fantechi con cui condivido il pensiero “di ritrovare una più profonda poetica dello sguardo, superare la superficialità di quella fotografia solo produttrice di estetica”. Ottimo il risultato che ha ottenuto con questo laboratorio, come è ottima l’idea di attivare questi laboratori tematici che attraverso i nuovi mezzi di comunicazione sanno mettere in relazione persone di esperienza culturale diversa fisicamente lontane tra loro, animando uno mutuo scambio di contenuti e significati.

  7. @Marco Fantechi …L’idea è quella di abbattere la logica puramente estetica… A mio parere le foto mostrate in questo post hanno una forte componente estetica, questa sovrasta le altre componenti che ne fanno comunque delle interessanti immagini silenti, sapienti e piangenti. Togliere ogni elemento estetizzante è una operazione molto difficile da farsi, a noi Fiaf ci pare tanto quello che è poco se confrontato con altri mondi fotografici, questo mi viene da scrivere in rispettoso silenzio.

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