Lug 4, 2017

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TAVOLA ROTONDA sui Laboratori di “Capolinea”

TAVOLA ROTONDA sui Laboratori di “Capolinea”

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Palazzo Oliva di Sassoferrato, inizio della Tavola rotonda aperta sui Laboratori Di Cult

Tavola rotonda sui Laboratori di “Capolinea”

Come concordato insieme portiamo su Agorà Di Cult lo scambio di opinioni avvenuto nella serata di venerdì 30/06 a FacePhotoNews di Sassoferrato.
Le nostre riflessioni sono state rivolte ai seguenti tre argomenti:

  1. Quali sono le ragioni che hanno fatto crescere il numero dei Laboratori e dei partecipanti di ogni singolo laboratorio? Quali sono i problemi che vengono posti dalla gestione di laboratori con alto numero di partecipanti?

     2.  Cosa s’è dimostrato essere il Tutoraggio? E’ un valore da coltivare lo scambio del Tutoraggio tra i Laboratori? E’ il caso di pensare a una Didattica per i Tutor praticanti?

     3.  L’esposizione delle opere dei Laboratori pone diversi problemi da affrontare:

                 _ Pubblicare tutte le opere con il Pannello?

                 _Pubblicare una selezione delle opere poste in cornice? Come giungere a una selezione: con una giuria dei partecipanti, con una scelta di Giuria esterna o altro?

Per chiarezza rispondete nei commenti richiamando il numero della domanda.
Chiedo a tutti i Coordinatori che erano alla Tavola rotonda di Sassoferrato di sintetizzare il loro parere già espresso allora.

E’ la prima volta che adottiamo il blog per diffondere una discussione, è un altro passo in avanti del nostro comune percorso.

Un cordialissimo saluto a Tutti!

Silvano Bicocchi
Direttore del Dipartimento Cultura FIAF

Elenco dei Laboratori Di Cult sul tema “Capolinea”

–       LAB Di Cult 007 FIAF, tematico “Capolinea”

o   Cordinatore: Silvia Tampucci – ( 63 autori)

–       LAB Di Cult 008 FIAF, tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Luca Monelli (40_ 50 autori)

–       LAB Di Cult 009 FIAF, tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Paolo Cappelini  ( 20 su 25 autori)

–       LAB Di Cult 010 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Danilo Baraldi – (27 autori)

–       LAB Di Cult 011 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Gigi Montali – (15 su 20 autori)

–       LAB Di Cult 012 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Marco Fantechi  ( 8 su 20 autori)

–       LAB Di Cult 013 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Roberto Montanari, Orietta Bay (30 autori)

–       LAB Di Cult 014 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Doretta Gerevini, Marco Brioni – (35 su 51 autori)

–       LAB Di Cult 015 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Andrea Angelini – (20 su 25 autori)

–       LAB Di Cult 016 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Massimo Bardelli – (13 autori)

–       LAB Di Cult 017 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Monica Benassi – (10 su 18 autori)

–       LAB Di Cult 018 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Massimo Pascutti ( 11 su 13 autori)

–       LAB Di Cult 019 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Walter Turcato  (10 su 16 autori)

–       LAB Di Cult 020 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Giancarla Lorenzini  (40 autori)

–       LAB Di Cult 021 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Nadia Cianelli, Vinicio Drappo ( 8 su 20 autori)

–       LAB Di Cult 022 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatori: Claudia Ioan, Massimiliano Tuveri ( 17 autori)

–       LAB Di Cult 023 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Maurizio Tieghi  (20 autori)

–       LAB Di Cult 024 FIAF, Tematico “Capolinea”

o   Coordinatore: Marco Finelli  (12 autori) (PR)

  1. L’incontro in occasione del Festival della Fotografia Contemporanea FACE PHOTO NEWS di Sassoferrato è stato un interessante momento di scambio di esperienze all’interno di un progetto, quello dei Laboratori che, al suo secondo anno di vita, continua ad accomunare su uno stesso percorso culturale varie realtà fotografiche.
    Anche durante quest’anno di attività la condivisione e lo scambio di contributi è stato costante grazie al blog di Agorà Di Cult e all’instancabile opera di Silvano Bicocchi, ma le occasioni di incontro non sono state molte. Quindi potersi trovare insieme è stato importante anche perché le problematiche incontrate nella gestione del progetto sono state molto simili nei vari Laboratori e comuni possono essere le soluzioni.
    I punti di confronto proposti da Silvano sono stati a mio parere esaustivi al fine di chiarire le idee su quanto fatto e quanto ancora si possa fare per dare visibilità ai lavori prodotti in questi Laboratori e, al contempo, raccogliere contributi per ottimizzare la gestione dei prossimi progetti.

    Relativamente al “punto 1” quest’anno il “Lab Di Cult 012 FIAF” da me coordinato, con la collaborazione di Lia Mucciarini e Andrea Taschin, ha definito 20 lavori su i 24 proposti da autori di Firenze, Siena, Prato e La Spezia. Rispetto ad altre esperienze nate e sviluppate nell’ambito di un gruppo fotografico o, comunque, su una estensione territoriale limitata, questo Laboratorio ha tentato di coprire tutte le provincie della Toscana dove non erano state attivate analoghe iniziative. Dopo una serie di presentazioni organizzate grazie ai locali Delegati FIAF, si è proceduto alla raccolta dei lavori e al tutoraggio utilizzando tutti i canali disponibili (telefono, e-mail, canali social, messaggi Whatsapp) e sfruttando le occasioni date dal Convegno Regionale (Montevarchi), dal Congresso Nazionale (Setri) e da altri momenti di incontro fotografici (Massarosa, Monteroni, ecc.). Rispetto allo scorso anno, dove con il Laboratorio su “Il silenzio” si sono portati a termine 6 lavori su 12 autori, il numero delle opere è più che raddoppiato nonostante che il tema “Capolinea” richiedesse una più attenta elaborazione del concept. Sicuramente ci troviamo difronte ad una sempre maggiore consapevolezza delle potenzialità che un lavoro a progetto può avere rispetto alla foto singola e tanti autori hanno sempre più voglia di mettersi in gioco su questa nuova strada.

    Per quanto riguarda la domanda “Cosa si è dimostrato essere il tutoraggio?” (punto 2) ritengo non sia affatto facile dare una risposta e per questo non sarebbe sbagliato poterci trovare insieme per un approfondimento con Silvano. Penso che molti equivocano tra la figura di docente, quella di lettore e quella di tutor. Facendo parte anche del Dipartimento Didattica e avendo avuto modo di fare letture di portfolio, mi sono interrogato circa il tipo di approccio all’opera e il diverso rapporto con l’autore che devono instaurare le tre figure. Sono quindi arrivato alla conclusione che, mentre il docente ha la funzione di gettare le basi sulle quali l’autore dovrà costruire il suo modo di fotografare e il critico fotografico, con le sue letture, costituire una verifica su un lavoro svolto, il compito principale del tutor è quello di “saper ascoltare” l’autore, tenere conto del suo percorso fotografico, capire la sua idea ed aiutarlo ad individuare le peculiarità della sua opera, senza indirizzarlo, dandogli una mano a trovare le parole (immagini) più giuste dove mancano.

    Relativamente al “punto 3” occorre fare in modo che, nelle discussioni nel corso degli incontri e attraverso il blog di Agorà, gli autori abbiano occasione di vedere tutti i contributi e le opere che di volta in volta vengono definiti, quindi anche trovare gli strumenti per valutare il proprio lavoro. Personalmente penso non sarebbe neanche di crescita voler portare in fondo tutti i lavori presentati e l’autovalutazione mi pare una buona soluzione. Anche la realizzazione dei pannelli mi sembra una ottima soluzione, pensiamo che ci troviamo in presenza di “dispositivi visivi” e, mettendo in mostra solo una o due foto si rischierebbe di snaturarne il senso. L’idea del pannello / mosaico di immagini non è affatto nuova, ricordo che proprio al CIFA di Bibbiena, nell’estate del 2012, avevo visto la mostra “Fotografia e narrazioni” (si veda Riflessioni n.23) dove c’erano alcuni pannelli delle prime mostre per “Reportage e Racconti Fotografici” organizzate dal Fotocineclub di Fermo dal 1963…

    Concludo con un ringraziamento a tutti coloro hanno reso possibile questa bella ed interessate esperienza.

  2. silvia says:

    L’incontro, il confronto diretto e lo scambio di esperienze avvenuto a Sassoferrato con gli altri coordinatori credo sia stato molto importante per affrontare al meglio i prossimi laboratori e progetti.
    In merito ai punti affrontati:

    1 – L’incremento del numero dei laboratori e dei partecipanti nei singoli laboratori credo sia dovuto al fatto che sia stata bene accolta l’idea di potersi confrontare collettivamente su un tema comune, senza esser giudicati e fuori dalle dinamiche dei concorsi. Avere a ‘disposizione’ tutor e coordinatori è sicuramente di sostegno per gli autori, al di là del grado dell’esperienza fotografica. Personalmente, a mano a mano che il laboratorio proseguiva (con la collaborazione di Alessio Brondi e Paolo Bini) tutti gli autori si sono sentiti coinvolti ed hanno preso parte al commento dei progetti degli altri partecipanti. La problematica, se così si vuol chiamare, nata del numero elevato di autori (questo anno gli autori sono 58 – province di Livorno, Pisa e Lucca unite in un unico laboratorio), è stato di riuscire a gestire le richieste del singolo autore: non sempre infatti il confronto si è svolto all’interno degli incontri, ma spesso anche in forma privata tra un incontro e quello successivo.

    2. Credo che il tutoraggio sia un sostegno all’autore e al progetto che intende portare avanti, nel rispetto della sua idea ed cercando di dare strumenti per sviluppare al meglio ciò che è il suo sentire. Credo sia fondamentale coltivare queste figure e ritengo molto importante pensare ad una didattica per i Tutor praticanti.

    3. Avere la possibilità di esporre le opere dei Laboratori è sicuramente un valore aggiunto al laboratorio stesso ed una gratificazione per gli autori. Il Lab 007, come lo scorso anno, sta organizzando mostre locali per esporre i lavori su pannelli, che consentono una uniformità in senso espositivo ed una miglior gestione a livello di allestimento e di ricerca di spazi.
    L’eventuale partecipazione a festival nazionali dove si prevede l’esposizione di un numero ristretto di autori, suscita ed ha suscitato alcune problematiche che sono state affrontate facendo capire che tali eventi sono un qualcosa in più al laboratorio e aggiungono valore all’intero laboratorio e non solo al singolo. Questo anno, per il momento, abbiamo dovuto fare una selezione per le opere esposte al FacePhotoNews di Sassoferrato ed ho chiesto l’intervento di Silvano Bicocchi per fare tale scelta. Per i prossimi festival vedremo come affrontare la questione, ma sempre nell’ambito del laboratorio, evitando le dinamiche dei concorsi come espresso precedentemente.

    Silvia Tampucci – Cordinatore LAB Di Cult 007 FIAF

  3. Valeria Cremaschi says:

    L’incontro svoltosi lo scorso venerdì a Sassoferrato tra i coordinatori del Lab di Cult credo sia stato un ottimo punto d’incontro e condivisione. Il poter toccare con mano e ascoltare le varie esperienze ti fa capire quanto lavoro, impegno e passione c’è dietro ai Laboratori.

    Per quanto riguarda il punto 1 credo che la crescita del numero dei laboratori sia dovuto dalla scelta di una tematica comune che, come abbiamo visto, porta al confronto alla condivisione e alla crescita del singolo e del gruppo. Noi come Grandangolo sono 10 anni che portiamo avanti il concetto di “laboratorio” senza per forza usare questo termine. Una modalità di lavoro che è cresciuta negli anni e che ha sempre portato grandi soddisfazioni.

    In relazione alla domanda “Cosa si è dimostrato essere il tutoraggio” (punto 2) è un quesito che ci porta inevitabilmente a parlare della propria esperienza personale. L’essere tutor credo che si possa riassumere in un unico concetto: SAPER ASCOLTARE. Occorre conoscere la persona che abbiamo di fronte, conoscere il suo modo di fotografare, il suo percorso fotografico e accompagnarla nelle scelte, senza per forza avere giudizi positivi o negativi; occorre saper condividere il proprio sapere e il proprio punto di vista, lasciando poi una certa libertà.

    Punto 3: l’esposizione dei progetti. Noi come da 10 anni a quest parte siamo fortunati: iniziamo il progetto e già sappiamo che ci sarà una mostra e la pubblicazione di un catalogo. D qualche anno ci è anche stata la possibilità di portare fuori dal nostro territorio i nostri progetti, e abbiamo deciso di far fare la scelta dei progetti da esporre al nostro presidente,con un occhio sempre attento e critico.

    Valeria Cremaschi – LAB di Cult 010 FIAF

  4. Massimo Bardelli says:

    Punto 1
    Concordo con quanto scritto da Silvia e Valeria. Aggiungo che personalmente il desiderio di dar vita ad un laboratorio è nata dopo l’incontro a Bibbiena, dove si è compreso fino in fondo l’importanza dell’idea laboratorio. Non mi rendo conto bene delle difficoltà di laboratori con grandi numero. Per il laboratorio che ho coordinato è stata fatta la scelta di pochi partecipanti, ma con provenienze ed esperienze diverse fra loro.
    Punto 2
    Il tutoraggio ed in particolare lo scambio e il confronto fra i laboratori è fondamentale per la crescita dei singoli laboratori.
    Trovo non solo interessante, ma importante una didattica per i tutor.
    Punto 3
    Mi rendo conto che la praticità dei pannelli, in particolare in presenza di molti autori sia sicuramente una scelta di grande praticità. Personalmente prediligo l’esposizione classica. Propendo, inoltre, per una scelta dei lavori da esporre effettuata direttamente e in autonoma dai partecipanti al singolo laboratorio.
    Concludendo ritengo molto importante e di grande crescita la possibilità di incontri come quello che si è svolto a Sassoferrato. Con l’occasione ringrazio tutti quelli che hanno partecipato al nostro Festival, grazie di cuore ci avete aiutato a vivere in amicizia due belle giornate di fotografia.

  5. gigi montali says:

    A Sassoferrato sono arrivato in ritardo e mi sono perso la discussione del venerdì sera anche se poi nei giorni seguenti l’argomento è stato più volte affrontato, sicuramente il ritrovarci e poter confrontaci è indispensabile per la crescita dei nostri Laboratori. Per quanto riguarda le tematiche proposte sotto ho messo le mie riflessioni.
    Punto 1: Penso che il numero dei laboratori sia aumentato in quanto c’era il bisogno di avere delle tematiche su cui lavorare collettivamente e confrontarci, nella gestione di un numero elevato di partecipanti la difficoltà sta nel poter seguire tutti, nel mio caso ho pensato nel futuro laboratorio di aumentare i collaboratori nell’opera di assistenza al tutoraggio, che facciano già da filtro all’interno dei vari circoli.
    Punto2: Il tutoraggio si è dimostrato di vitale importanza, specialmente per chi affronta per le prime volte la sfida di fare un progetto tematico, sicuramente il confronto tra tutor è importante perché si possono apprendere diverse tipologie di tutoraggio e capire quale può essere l’ottimale, avere una formazione didattica è molto importante, ma servirebbe anche avere una formazione da formatore.
    Punto3: Dopo tutto il lavoro fatto è un peccato non far vedere il risultato finale, i pannelli non sono il massimo a livello estetico, ma sicuramente danno la possibilità di esporre una maggior parte di lavori e danno anche la possibilità di sfruttare spazi espositivi all’aperto. Le foto incorniciate sono sicuramente la soluzione migliore e dignitosa per le fotografie, nel caso di questa scelta bisognerebbe strutturare il laboratorio dall’inizio per questa soluzione, (in passato a Colorno abbiamo già fatto lavori con quella soluzione anche in collaborazione con altri circoli) con l’obiettivo finale di un lavoro corale. Nel primo caso la scelta dei lavori da esporre deve essere fatta dal laboratorio stesso, nel secondo servirebbe un curatore che aiuti il Tutor. Ogni laboratorio dovrebbe presentare come risultato finale un’unica mostra.
    Grazie a tutti ma un Grande Grazie a Massimo Bardelli per l’accoglienza a Sassoferrato !!

  6. Paolo Cappellini says:

    Laboratorio nr 09

    Rispondo alle domande non avendo partecipato all’incontro a Sassoferrato.

    1. Le ragioni del successo dei laboratori e dell’alto numero di partecipanti sono semplici. Porsi con semplicità verso una condivisione totale, dove lo scambio fra i partecipanti è completo e libero da pregiudizi. Un alto numero di partecipanti al laboratorio comporta una evidente aggiunta di tutor, perché altrimenti l’accentramento non può che causare problemi ed incomprensioni.

    2. Il tutoraggio è un valore aggiunto alla propria idea di progetto. Sta al fotografo cogliere questa opportunità che non potrà far altro che farlo crescere. Lo scambio tra i laboratori è essenziale, condivisione sempre.
    La didattica per i tutor praticanti è necessaria. Non va rivolta verso una forma di indottrinamento, ma indirizzata verso quello spirito di crescita che anima i tutor stessi.

    3 .L’esposizione delle opere è fondamentale perché è l’arrivo di un percorso condiviso. La fotografia va vista in stampa appesa ad un muro in una mostra. Solo così ne cogliamo le sfumature.
    Essendo noi dipartimento cultura ed i lavori liberi da competizioni. La scelta, visto l’elevato numero di partecipanti, diventa difficile. Nei limiti del possibile le opere devono essere tutte esposte. Il pannello è una soluzione intermedia, le mostre locali con stampe singole per ogni lavoro è ottimale. I video sono un ulteriore soluzione di visibilità, ma dobbiamo stare attenti a non stancare con lunghe visioni e non snaturare i lavori prodotti. Trovare una soluzione che accontenti tutti sarà il frutto del confronto attuale.
    Grazie a tutti per l’attenzione Paolo Cappellini Laboratorio nr 09 Capolinea

  7. Giancarla Lorenzini says:

    L’incontro di Sassoferrato a mio avviso è stato molto interessante e importante per confrontarci sulle diverse esperienze vissute nei laboratori.
    Il Lab 020 che ho coordinato, formato da 40 iscritti con la realizzazione di 32 lavori , ha interessato 3 circoli fotografici di 2 province delle Marche.
    Punto 1 – Le ragioni che hanno fatto crescere il numero dei partecipanti sono state il tema scelto e la possibilità di realizzare un lavoro sviluppato nella modalità del “portfolio”, visto che molti non lo avevano mai realizzato.
    Non ho trovato particolari difficoltà a gestire un laboratorio così numeroso; determinante è stato il lavoro svolto dai capogruppo.
    Punto 2 – il tutoraggio, tranne per alcuni autori, si è svolto collettivamente, coinvolgendo tutti i partecipanti dei 3 circoli che hanno dato il loro contributo costruttivo; questa modalità si è rivelata molto utile sia per il coinvolgimento attivo che ha creato “appartenenza” al gruppo, sia per i punti di vista che ne sono scaturiti che hanno generato riflessioni sul lavoro in discussione ma anche sul proprio lavoro.
    Sarebbe bellissimo e importante poter ospitare nel proprio laboratorio alcuni tutor che coordinano altri laboratori; questo genererebbe sicuramente un ulteriore motivo di interesse e di partecipazione al laboratorio.
    Ritengo che la Didattica per i Tutor praticanti sia un punto di partenza indispensabile.
    Punto 3 – L’esposizione delle opere su pannelli non ha trovato favore nel nostro laboratorio, anche se poi a Sassoferrato abbiamo visto che è anch’essa una buona modalità.
    Cercare di fare una selezione delle immagini da mostrare in cornice risulta a volte difficile in quanto potrebbe impoverire l’opera, si potrebbe allora stabilire in partenza uno sviluppo sintetico del tema con un numero di immagini ridotto .
    Giungere alla selezione dei lavori è stata una questione che si è posta (premesso che si era partiti annunciando la possibilità di una possibile esposizione per tutti i lavori nei vari festival, in quanto non si pensava ad un’adesione così ingente).
    Ho scelto di non fare io la selezione, ma di far scegliere agli stessi Circoli in modo da spronare al confronto e alla scelta autonoma e consapevole; questo è si è verificato in 2 circoli, mentre per il terzo si sono fatti visionare i lavori ad un Tutor esterno e tra quelli selezionati poi i membri del gruppo hanno inviato a me il loro voto, e quelli che hanno avuto più voti sono stati esposti.
    Poi per poter gratificare anche tutti gli altri autori che non hanno avuto la possibilità di esporre il proprio lavoro abbiamo pensato alla stampa di 3 cataloghi, uno per ogni circolo, raccogliendo tutti i lavori, che poi sono stati esposti nella mostra a Sassoferrato insieme alle opere selezionate.
    La giuria scelta per fare una selezione è stata valutata positivamente solo da pochissimi partecipanti, tutti gli altri hanno espresso l’idea che non essendo un concorso ma un laboratorio non debba esserci una giuria ma uno spirito di collaborazione e di scambio per una crescita collettiva.

    L’esperienza di questo laboratorio è stata molto positiva per tutti noi del Lab020; grazie a Silvano per averla pensato, a Massimo Bardelli che ha esposto vari laboratori e quindi ci ha dato la possibilità di “toccarli con mano”, a tutti per lo scambio reciproco.

    Giancarla Lorenzini – Lab di Cult 020 Fiaf – Marche

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