Lug 6, 2017

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Come… una casa sulle nuvole – di Paolo Zannini

Come… una casa sulle nuvole – di Paolo Zannini

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Questo lavoro nasce nel momento in cui ho conosciuto la Casa Famiglia per anziani “Benedetto XVI” della Comunità di Sant’Egidio.

Il titolo mi è stato regalato da un’anziana, uno dei primi giorni in cui ho cominciato a frequentare la casa. Cercando di descrivere la bellezza e il senso di accoglienza che viveva tutti i giorni, mi ha detto: “Qua si sta benissimo e ho tanti amici, questa casa è come …una casa tra le nuvole!”.

Mi descriveva così il suo personale angolo di paradiso in cui aveva ritrovato la serenità.

Così, giorno per giorno, ho conosciuto tutte le persone che vivono nella casa, gli anziani e i volontari che si alternano durante il giorno e la notte.

Dall’amicizia con loro è nata l’idea di utilizzare la fotografia per rendere ancora più evidente la vita che ogni persona, nonostante l’età, può ancora donare e far scoprire agli altri, attraverso l’affetto e la vicinanza, anche nei momenti più difficili.

Un grazie ed un abbraccio a tutti loro.

Paolo Zannini

 

 

Come… una casa sulle nuvole.

 di Paolo Zannini

  1. Il Direttore says:

    “Come… una casa sulle nuvole”, di Paolo Zannini, è un’opera animata da un’idea narrativa tematica per l’interpretazione soggettiva di un’originale struttura protetta per persone anziane, di Genova.
    Il significato che “il rapporto con la persona anziana è fonte di forti sentimenti” prende forma nell’opera con una sequenza fotografica di ritratti, di gesti affettuosi di accudimento, di momenti di vita comunitaria.
    Ciò che lega queste persone attempate è affrontare insieme la perdita di autonomia e la conseguente solitudine che nell’ultima fase della vita si presenta per tanti.
    Ciò che spinge i Volontari a contribuire ad animare la vita di questa casa è l’autenticità dei sentimenti estremi che si provano ad essere a contatto con quella fragilità che è l’anticamera della fine della vita.
    L’autore ha cercato di rappresentare questo flusso di sincera umanità che aleggia tra queste mura, realizzando una ricerca della condizione psichica di tutte le persone presenti, anziane e giovani.
    Complimenti a Paolo Zannini per averci comunicato la gioia di vivere che si è formato in questa Casa speciale.

  2. Isabella Tholozan says:

    A volte abbiamo bisogno di godere del sentimento scaturito da un pensiero positivo, da una visione ottimistica; abbiamo bisogno di sentirci, tutti noi, consolati.
    Lavori dedicati, come questo di Paolo Zannini, ci fanno comprendere il vero significato del “prendersi cura”. Una cura che è da tempi immemori delegata alla donna e che, al di là dell’energia dedicata alla prole, è rivolta anche alle necessità degli anziani.
    Una cura che coinvolge l’umanità tutta e che è conseguenza dell’esistere, come teorizzato dal filosofo Martin Heidegger: “l’essere dell’esserci è costituito dalla cura”.
    Un’umanità in costante cambiamento, che migra, cresce di numero e vede, in alcuni paesi, aumentare le prospettive di vita, deve fare, inevitabilmente, i conti con queste fondamentali necessità. Bisogni principali quindi che trovano applicazione non solo per quello che riguarda i figli e gli anziani ma, tutto quanto fa riferimento al vivere umano.
    L’opera di Zannini diventa, proprio per quanto detto, una sorta di metafora che ci indica, nella rappresentazione narrativa di una condizione felice e appagante, la giusta via.

  3. gigi montali says:

    In questo lavoro esce la delicatezza e la dolcezza della terza età.
    Mi complimento con l’autore perché è riuscito a trattare questa tematica con la giusta discrezione e con molta partecipazione.
    La visione di questo portfolio trasmette tranquillità, fa capire che non tutte le case d’accoglienza per anziani sono dei lager!
    Trovare positività spesso è più difficile che trovar negatività !!
    E’ giusto fotografare anche le positività!

  4. è bello che qualcuno abbia pensato di documentare positivamente come diventeremo…Dunque complimenti all’autore capace di raccontare con dolcezza questa fase della nostra vita.

  5. Fa bene allo spirito vedere che qualcuno, di tanto in tanto, abbia il coraggio di fare della fotografia uno strumento per raccontare bellezza. Dopo tante foto che abbiamo celebrato per la loro forza di raccontare il disagio, il dolore, il degrado e la distruzione, i sorrisi di questi vecchietti sono una boccata di aria pura. Complimenti a Paolo per aver scelto di raccontare questo centro per anziani come una casa sulle nuvole, un concept non facile, sviluppato con molta delicatezza e discrezione, che, come dice Isabella, è anche consolazione e speranza per tutti.

  6. Massimo Pascutti says:

    Paolo Zannini ci introduce con il suo lavoro delicatissimo, nella realtà delle case famiglia per anziani e lo fa con una serie di fotografie da cui emerge l’amore dei volontari e la serenità degli ospiti. Le fotografie di Paolo sono serene, ma senza essere mai sdolcinate e ci fanno aprire il cuore, donandoci un po’ di ottimismo: ottimi il bianco e nero e i tagli compositivi. Un lavoro insomma che ci fa venire voglia di guardarlo e riguardarlo, come un buon libro che si legge alla sera per addormentarsi serenamente. Grazie a Paolo

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