Set 17, 2017

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MORFEO – di Luca Setti

MORFEO – di Luca Setti

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Le notti estive esercitano su di me da sempre un grande fascino.

C’è qualcosa, nell’aria calda e immobile, nel sottofondo di grilli e cicale, tra le luci dei lampioni e il buio della campagna che da sempre mi spinge ad uscire e a vagare nella notte.

Il paesaggio di notte muta, perde il suo carattere di vissuto quotidiano e diventa come una tabula rasa, sulla quale scrivere una propria personalissima mappa di significati.

Un paesaggio che diventa materia dove proiettare il proprio inconscio, le proprie emozioni, fantasie, entusiasmi, paure.

Uscire di notte diventa quindi un modo per riappropriarsi di uno spazio che nel quotidiano sembra anonimo, banale, indifferente e trasformarlo in un luogo onirico, fantastico.

Le foto che fanno parte di questo progetto sono state esclusivamente scattate nei luoghi dove si svolge quotidianamente la mia vita: il supermercato, il centro sportivo, la zona industriale, la via residenziale. Questa scelta deriva innanzitutto dalla volontà di evitare il predominio dell’elemento di stupore, di novità che immancabilmente si accompagna alla vista di luoghi nuovi.

Il mio scopo è invece quello di fare emergere emozioni latenti che ritengo tutti proviamo nei confronti del nostro paesaggio quotidiano, ma che di giorno restano celati dietro all’affrettarsi quotidiano, alle “cose da fare”. Solo la notte consente a tali emozioni di emergere.

Luca Setti

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Morfeo

  1. Il Direttore says:

    “Morfeo”, di Luca Setti, è un’opera animata da un’idea artistica per aver rappresentato paesaggi notturni secondo una poetica consapevole rivolta alla narrazione straniante con la metafora del notturno degli spazi urbani del propri quotidiano.
    Se n’è parlato anche nel weekend ai tavoli di lettura di portfolio di Fotoconfonti del CIFA di Bibbiena della magia che si deve sentire nell’opera artistica.
    Una “magia” che la si avverte nella qualità formale dell’opera.
    In questa è l’Aura del tempo sospeso del paesaggio notturno dove la realtà sembra comporsi con solenne armonia smentendo l’immagine amorfa delle ore giornaliere.
    Condivido con l’autore il valore di questo rapporto metaforico col mondo che pacifica e riequilibra lo stress frenetico del tempo lavorativo con la scoperta di un”Tempo per Sé” che prende senso con questa meditazione fotografica.
    Complimenti a Luca Setti per il percorso originale che sta compiendo lasciandosi guidare solo dalla propria necessità interiore.

  2. Massimo Pascutti says:

    Luca Setti nella presentazione del suo lavoro “Morfeo”, ci dice che le foto sono state scattate nei luoghi dove si svolge la sua vita abitualmente: ma qui questi luoghi sembrano rivestirsi di una magia silenziosa, che sicuramente durante il giorno è impossibile percepire. A volte addirittura l’atmosfera è così insolita e poetica che ci sembra di trovarci sul set di un film; le stelle, quasi sempre presenti nelle fotografie ci fanno da guida e ci fanno ripensare alla frase del Divino Poeta “….. E quindi uscimmo a riveder le stelle”,come parafrasi dell’uscita dai patimenti della vita di tutti giorni, per ritrovare la serenità e la calma interiore. Complimenti vivissimi a Luca per il suo magnifico lavoro.

  3. Mi sento rapito da questa atmosfera che riconosco….ottimo lavoro

  4. Maurizio Tieghi says:

    C’è qualcosa di nuovo oggi nella luna, anzi d’antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le stelle. Uso impropriamente le parole del poeta adattandole alle mie sballate esigenze letterarie per esprimere considerazioni zoppe su queste foto, ma anche sulle altre del mondo amatoriale che a mio parere si assomigliano sempre nel tempo e ci confortano, queste invece ci sorprendono. I bambini sofferenti del terzo mondo fotografati in posa su più piani sfuocati per i concorsi, mentre per gli audiovisivi vince sempre il dolore dei diseredati fotografati dai turisti-fotografi, che con costo della loro attrezzatura potrebbero fare grandi cose in quei posti. L’indefinito, mosso, sfuocato, rigorosamente b&n angoscioso, storto; ma anche fotografare il niente in modo piatto, leggermente desaturato, leggermente illuminato, leggermente decontestualizzato, leggermente riusato, va bene per il portfolio concettuale e sempre attuale. Poi qualcuno fotografa di notte e la fotografia digitale, per la capacità del sensore di catturare la luce, rende visibile molto più di quello che vedono i nostri occhi; più di quello che ricordiamo e ci sembra magia, presepe, infinito, poesia. Ma e sempre e solo fotografia.

  5. Il lavoro Morfeo di Luca Setti, è per chi lo guarda una soglia sul confine della realtà. Il paesaggio comune delle strade di paese si trasforma in un punto panoramico verso l’immaginario e l’inimmaginabile.
    Stelle, buio, strutture oniriche fanno capolino da dietro le strade e i lampioni, per ricordarci che il sogno è spazio libero dai vincoli del reale di Io e Super-Io. Il sogno dove l’Es si libera e sprigiona la sua potenza latente, impriogionata nel mondo “vero”.
    Tuttavia è un angolo, uno squarcio, un progressivo affacciarsi.
    Chi ha potuto vedere un altro lavoro di Luca “Il Vuoto”, peraltro premiato a Colorno come opera segnalata qualche anno fa, vede in “Morfeo” una continuità, un desiderio di esplorazione che si evolve e cambia.
    Complimenti al giovane autore.

  6. Silvia Tampucci says:

    Quando i luoghi gridano un silenzio che di giorno non percepiamo, come se rappresentassero ‘la quiete dopo la tempesta’.
    Complimenti all’autore!

  7. Orietta Bay says:

    Un’atmosfera di silente armonia pervade tuto il racconto.
    Luca Setti si lascia affascinare dalla notte, dalle sue luci e dall’atmosfera e nel suo girovagare scopre il nuovo nei luoghi che conosce. Tutto tace e l’immobilità, che cancella il fare, lascia spazio al rumore dei pensieri e alla forza dei sogni. Brillano le luci dei lampioni e della splendida luna. Ore di pausa immobile prima del risveglio e a custode di tale pace un bellissimo gatto bianco.
    Una descrizione poetica e suggestiva.
    Grazie per la condivisione
    Orietta Bay

  8. Vanni Monelli says:

    La chiave di questa serie di immagini è la rivisitazione notturna dei luoghi vissuti durante il giorno quando lo stato d’animo di certo non è in condizioni di “quiete”, quando non si è predisposti alla calma e alla riflessione a causa delle mille incombenze e alla frenesia della vita quotidiana. Di notte tutto questo scema e i paesaggi fotografati dall’autore si svelano con nuove forme, silenzio e respiro. Guardando queste scene notturne, quasi surreali anche a causa dell’assenza dell’elemento umano, si percepisce un cambiamento interiore, ed è questa la forza dell’opera.

  9. Michela Mazzini says:

    In tempi molto lontani c’è chi disse: “Ogni cosa ha la sua bellezza ma non tutti la vedono” (cit. Confucio).
    Luca l’ha vista, eccome!
    Ha compiuto una magia: si può sognare fra “le braccia di morfeo”, si può credere di essere su un altro pianeta immerso in un tappeto di stelle con dove la luna che si mimetizza o si triplica, si può passeggiare con tranquillità senza nessun timore e senza nessun rumore.
    Io questo progetto l’ho visto dal vivo, a Sestri Levante, in una giornata di cielo plumbeo e molto minaccioso, in totale contrasto con la pace che trasmette questo bellissimo progetto.
    Bravo Luca!

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