Ott 1, 2017

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L’infinito istante – di Umberto Verdoliva

L’infinito istante – di Umberto Verdoliva

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Un progetto fotografico nato nel tempo, scoprendo continuamente immagini di grandi autori e non solo, mai viste prima. Quando mi sono avvicinato alla fotografia ho avuto la fortuna di leggere il libro “l’infinito istante” di Geoff Dyer e il concetto che egli ha espresso sulle relazioni tra alcuni temi ed oggetti che ritornano, ogni volta gli stessi, in immagini inquadrate da occhi diversi e in tempi diversi, mi ha senza dubbio affascinato e colpito.

Dyer analizzando e commentando la fotografia, dialoga con artisti noti e meno noti (Alfred Stieglitz, Paul Strand, André Kertész, Diane Arbus, Dorothea Lange, Walker Evans, William Eggleston ecc.), li interroga, ne scava i pensieri, ne indaga le vite. Con l’idea guida che chi non ha potuto incontrarsi dal vivo, ha dialogato (e continua a farlo) virtualmente attraverso la propria opera, attraverso gli stessi attimi.

Il progetto che intendo presentare e che non considero ancora ultimato, per l’infinita possibilità di ritrovare momenti già visti e catturati da altri, conferma la relazione che Dyer evidenzia con autorevolezza nel suo libro. L’aver avuto inconsapevolmente uno sguardo simile ad altri fotografi del passato mi ha sicuramente stupito, non c’è stata da parte mia una ricerca mirata o la volontà di “copiare” delle fotografie note o meno, ma solo un ritrovare casualmente attimi comuni e raccoglierli attraverso un confronto, che sembra confermare la linea conduttrice del libro di Dyer,  avvalorandone le pagine che tanto hanno restituito alla mia crescita personale e al mio modo d’intendere la fotografia.

Non è un atto di presunzione, ma di amore verso la fotografia, qui il mio “confronto” è con i grandi fotografi del passato, ma queste “scoperte” sono continue e con tutti…in fondo è un riconoscere che in qualche modo siamo e rimaniamo debitori del passato e che la “bellezza dell’attimo” è infinita come la fotografia stessa.

Umberto Verdoliva

 

 

L’infinito istante   

di Umberto Verdoliva

 

 

  1. Il Direttore says:

    “L’infinito istante”, di Umberto Verdolina, è un’opera animata da un’idea concettuale per aver realizzato un dispositivo visivo che è giustificato dal concetto di analogia strutturale dell’immagine.
    Con un lavoro come questo l’autore si distingue per l’interessante percorso culturale che sta compiendo in ambito fotografico.
    Avere un percorso culturale vuol dire innanzi tutto sentirsi attratto dal mistero dell’immagine fotografica nei suoi più vari aspetti e approfondire queste intuizioni di valore, per acquisire consapevolezza del perché l’immagine ci parla.
    Il tema di quest’opera è importante ed è stato oggetto di seria attenzione da parte dei grandi fotografi: il cliché fotografico.
    Il cliché è una lastra incisa chimicamente per riprodurre copie di un’immagine ma nel tempo è diventato sinonimo di modello formale o stereotipo nella rappresentazione di un determinato soggetto.
    Ovviamente i grandi autori hanno cercato di distinguersi, evitando d’imitare cliché di altri fotografi e nell’idearne dei propri.
    Naturalmente più passa il tempo e i cliché si moltiplicano; essi sono “le conquiste della visione” dei fotografi.
    Io penso che nella pratica fotografica non bisogna essere ossessionati dall’imitazione dei cliché, anzi è molto formativo conoscerli e applicarli nella realizzazione delle nostre immagini, cercando di andare oltre l’aspetto formale per entrare nel sentimento che li ha prodotti.
    Se sentirete i cliché, sarete cresciuti e molto probabilmente troverete dei cliché personali che diventeranno il vostro stile fotografico.
    Grazie a Umberto Verdolina per lo stimolo molto interessante e complimenti per il percorso che sta conducendo nel nostro ambiente.

  2. Anonimo says:

    Il conoscere il percorso della fotografia e dei suoi maestri credo sia utilissimo proprio per farci capire che la novità dei temi è sempre più difficile da trovare ma che è lo sguardo autoriale quello che fa nascere lo stile personale e che allontana dal cliché. Il conoscere ci consente di poter trovare la nostra strada. Grazie ad Umberto Verdolina per questo attento e interessante studio. Il mondo fotografico si può paragonare al mare, le onde sono tante tutte fatte di acqua, simili ma anche diversissime.
    Orietta Bay

  3. Monica Mazzolini says:

    Trovo il lavoro di Umberto Verdoliva molto interessante perchè ha saputo reinterpretare le fotografie dei grandi autori attraverso il suo “vedere”… Diciamo sempre che lo studio e l’analisi dei maestri della fotografia è fondamentale per farci crescere e per darci spunti. E sempre si dice che attraverso la fotografia siamo in grado di fermare il tempo in quel preciso istante, una sorta di esigenza di rendere una situazione – qualunque essa sia – “immortale”… si usa anche il termine “immortalare una situazione” quando si scatta una fotografia. In effetti, con il lavoro “L’infinito istante” l’autore fa proprio questo. Se ben pensiamo il titolo sembrerebbe contraddittorio perchè infinito significa ciò che non ha principio né fine, che non ha limiti mentre istante indica un periodo di tempo ben preciso che ha un chiaro inizio ed una precisa fine. Ma questa dicotomia rafforza il concetto e se possiamo reinterpretare vecchie fotografie con nuovi sguardi allora abbiamo raggiunto lo scopo… Complimenti ad Umberto!
    Monica Mazzolini

  4. Massimo Pascutti says:

    Molto interessante il lavoro di Umberto Verdoliva, che affronta la tematica dell’ispirazione che tutti noi traiamo dall’osservazione delle fotografie dei grandi maestri.La sua è una reinterpretazione , non senza una buona dose di ironia, fotografica delle opere di famosi fotografi e l’operazione non risulta didascalica, ma assolutamente personale e stimolante, creando una sorte di legame atemporale che riduce le distanze e crea complicità con quelle fotografie. Complimenti vivissimi all’autore.

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