Nov 30, 2017

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Io, Dimitri, artista – di Giulio Bonivento

Io, Dimitri, artista – di Giulio Bonivento

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L’artista, spesso, è “diverso”.

In lui pace e rabbia, gioia e dolore,  entusiasmo e delusione si alternano con ritmo misterioso.

Figlio della sua terra, diventa figlio del mondo, e parla a tutti.

Dimitri è un artista.

 

Io, Dimitri, artista

di Giulio Bonivento

 

 

  1. Il Direttore says:

    “Io, Dimitri, artista”, di Giulio Bonivento, è un’opera animata da un’idea narrativa tematica, per la rappresentazione soggettiva di un artista nella sua casa studio.
    L’autore triestino lo conosciamo già, per aver pubblicato su Agorà Di Cult altre due opere, una all’anno.
    La calligrafia è sempre in bianco/nero che nel tempo però sta assumendo una maggiore plasticità che allarga la gamma dei toni grigi attorno ai neri profondi e ai rari bianchi squillanti. L’orientamento tematico è sempre teso verso i misteri dell’esperienza e la natura umana.
    Dalla narrazione intima anche qui raggiunta, notiamo che ogni storia di Bonivento nasce da un sentimento di forte empatia col soggetto; per questa rara peculiarità il percorso che l’autore sta compiendo è teso a indagare il mondo intimo dei suoi soggetti.

    Dimitri è un artista che vive su un isola greca e, nella sua casa laboratorio, si esprime con opere che sono il frutto di uno stile di vita solitaria e completamente libera da convenzioni comportamentali.
    La narrazione fotografica ci porta a una conoscenza fisica con Dimitri, materica con le sue opere e con il mondo domestico che ha organizzato attorno a Sé.
    Gli oggetti e le opere spaziano liberamente nel tempo seguendo l’ispirazione, apparentemente senza preoccupazioni commerciali. Probabilmente è proprio questo suo svincolarsi da un risultato che le rende attraenti.
    I ritratti, chiusi sull’espressione del volto, ci portano a contatto con una libertà comportamentale che sembra non aver freni inibitori. Forse è questo incedere oltre i nostri stereotipi che ha attratto l’autore e che probabilmente punge anche noi che leggiamo quest’opera.
    Complimenti a Giulio Bonivento per la forte capacità analitica dell’alterità e per la sua vivace capacità narrativa nel dare tanti elementi che vanno a comunicare la sua esperienza a contatto con questo originale artista.

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