Gen 30, 2018

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Catalogo LAB Di Cult 012 FIAF “Capolinea” – di Marco Fantechi

Catalogo LAB Di Cult 012 FIAF “Capolinea” – di Marco Fantechi

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Il laboratorio fotografico a tema Capolinea promosso dal dipartimento Cultura della Fiaf è stato coordinato da Marco Fantechi con la collaborazione di Lia Mucciarini e Andrea Taschin per le associazioni di Firenze, Prato, Siena e La Spezia.
Si ringraziano gli autori e tutti coloro che con il loro contributo hanno reso possibile questa bella esperienza

Una Foto per Autore

 Le Opere complete nel catalogo on line

Catalogo Lab Di Cult 012  (catalogo in pdf scaricabile)

 

 

 

 

 

  1. Il Direttore says:

    Il LAB Di Cult 012 FIAF – Capolinea, coordinato da Marco Fantechi è l’unico laboratorio che opera anche a distanza on line o con posta elettronica.
    Ogni Laboratorio è un’iniziativa spontanea e pertanto può avere anche modalità proprie nell’aggregare e nell’elaborare.
    L’umanità dei nostri giorni è sempre più alle prese con i problemi spazio/temporali, sopratutto nelle aree urbane e questa formula può essere molto efficace nel permettere la condivisione nella produzione di un’opera fotografica.

    Venti opere, che sono per gli autori una tappa del loro percorso fotografico.
    Come ormai è evidente l’espressione della soggettività ha liberato la fotografia dai cliché che in passato era necessario rispettare per meritare attenzione.
    Nel catalogo sono presenti tutti i generi d’idea che in ordine decrescente sono: l’idea creativa, la narrativa tematica, il concettuale e la narrativa artistica.

    I componenti di questo Laboratorio si sono distinti nei festival anche come contributi in interventi ai Face to Face che è un segno molto forte di crescita in conoscenza e capacità critica.

    Complimenti a Tutti!

  2. Danilo Baraldi says:

    Interessanti i progetti di questo laboratorio. Molti sono stati realizzati con pochissime immagini, quindi il risultato di un messaggio stringato (come numero di foto appunto) ma intenso come concetto che ci viene dato.
    E interessante la modalità utilizzata da Marco & Co. Tutto condiviso con l’utilizzo del web. Non è nelle corde della nostra associazione (Grandangolo di Carpi), però è un modo di oltrepassare le distanze e gli altri impegni. Anche se, come fanno loro, la condivisione c’è e molto intensa.
    Oltretutto saluto e ringrazio ancora Andrea, perché è stato uno dei precursori alla realizzazione dei nostri progetti. Illustrandoci il suo “Futuro gettato” a Carpi in una delle conferenze anticipatrici. Bello allora, altrettanto interessante adesso visto assieme a tutto il corpo degli altri progetti.
    Bravi.
    Ciao, Danilo.

  3. Giancarla Lorenzini says:

    Incredibile come lo stesso tema possa essere rappresentato in tantissime forme e contenuti diversi. Complimenti per questo laboratorio che ha prodotti lavori molto interessanti; come sempre ci sono preferenze soggettive rispetto ad altri, ma questa volta non voglio sottolineare i nomi e ringrazio tutti per il loro prezioso contributo. Come già detto da Danilo non è nelle mie corse la comunicazione solo a distanza…ma è pur vero che la comunicazione a distanza con gli amici fotografi fiaf distanti chilometri da me è stata fondamentale per guardare “oltre la siepe” verso l’infinito…

  4. Gabriele Bartoli says:

    I complimenti sono d’obbligo a Marco, Lia e Andrea per aver tenuto le fila di un Laboratorio “a distanza”; ed anche a tutti i partecipanti per essere riusciti a seguirne le trame, cosa non facile per arrivare tutti insieme a opere che in poche immagini riassumano il concetto di Capolinea. I Capolinea rappresentati mostrano i vari e continui cambiamenti che la Vita ci sottopone; in maniera inevitabile come lo scorrere del tempo, o tramite decisioni che di fatto ci cambiano drasticamente. Ho notato che tutti gli autori hanno cercato di risolvere “questioni importanti”, scelte coraggiose, tra questi segnalo i lavori di Gianni Lombardini e Daniela Pasquetti che ci hanno sottoposto alcune delle domande più importanti per l’Uomo: Chi Sono? Cosa faccio?

  5. Paula Elias says:

    Complimenti a tutti..ottimo lavoro!!

  6. Daniela Pasquetti says:

    Ringrazio Marco e tutti coloro che hanno speso tempo e energie per organizzare questo lavoro importante; ringrazio anche Gabriele Bartoli per la segnalazione. E’ stato un onore per me condividere con voi un momento difficile della mia vita raccontato con queste foto, più per aiutarmi a superarlo ponendomi in maniera positiva, che per denunciare la facilità con cui si può perdere il lavoro, così all’improvviso. Onorata davvero di aver fatto parte di questo bellissimo progetto, e adesso avanti con il prossimo, non vedo l’ora di iniziare!

  7. Massimo Pascutti says:

    Il laboratorio “Capolinea” portato alla nostra attenzione da Marco Fantechi e da suoi collaboratori, ci dimostra una volta di più quanto la competenza e la capacità critica di Marco siano riuscite ad assemblare e a dare corpo ad una miriade di progetti così eterogenei, ma così brillantemente significativi. Complimenti a tutto il gruppo !

  8. Grazie a Tutti per l’attenzione che avete rivolto a questo Laboratorio che ho sviluppato sul territorio della mia regione cercando di portare la proposta del Dipartimento Cultura in tutte quelle provincie dove non erano attive analoghe iniziative.
    Nella fase iniziale, nella quale occorreva divulgare l’iniziativa, indubbiamente fondamentale è stata la rete, l’e-mail, Whatsapp e il gruppo Facebook “Slow Watching Photo-art movement”, poi sono seguite le presentazioni, con uno o due incontri per ogni provincia, cercando di unire più gruppi fotografici.
    Dopo questa fase informativa, tramite e-mail, sono iniziati a giungere i lavori e si è avviata la fase di tutoraggio e di sviluppo delle opere che è avvenuta utilizzando tutti i mezzi disponibili.
    Ovviamente, ad un certo punto, è indispensabile che gli sguardi si incontrano, che dal display il lavoro possa materializzarsi su carta, allora è stato necessario sfruttare e provocare ogni occasione di incontro. Dal Convegno Regionale al Congresso Nazionale, passando per festival e giornate di letture di portfolio, ci sono stati molti momenti in cui ritagliare un uno spazio, trovare un tavolo dove poter stendere le foto, e confrontarci in presenza.
    Sicuramente tutto questo è costato molte energie, ma poi, giorno dopo giorno, quando ci si accorge che la fotografia non è più un’arte separata dal resto della nostra vita, ma sta diventando un alfabeto quotidiano intimamente collegato al nostro stesso vedere, allora quello che inizialmente appariva difficile diviene più semplice e naturale, è un ponte per conoscere altri amici, un linguaggio per comunicare con altre persone.

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