Mar 22, 2018

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Gaetano Cavicchi – Identikit d’autore

Gaetano Cavicchi – Identikit d’autore

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La fotografia è specchio di come io “vedo” la realtà.

Ogni immagine è “filtrata” attraverso la mia personalità, la mia cultura figurativa e letteraria, la mia religiosità.

Uno dei temi fotografici che più m’interessa è osservare la gente che incontro ovunque.

Sono attratto da questa moltitudine di volti anonimi, ognuno dei quali ha una sua vita e racchiude un mistero …

Il mistero della vita, dell’esistere con tutti gli aspetti che vanno dalla gioia al dolore.

L’uomo non è in grado di dare una risposta, se non “aiutato” dalla Fede, che deve essere però ben salda per non essere sradicata al primo dubbio…

Gaetano Cavicchi

 

 

Identikit d’autore

Gaetano Cavicchi

 

Le opere

( dal 1994 al 2015)

 

 

  1. Il Direttore says:

    Le fotografie presentate, a mia richiesta, sono state scattate dal 1994 al 2015 ma ciò non appare perché l’autore ha mantenuto una poetica coerente che è diventata anche la sua tematica.
    I soggetti sono persone, di tutti i generi e età, colte in ambienti pubblici nelle attività più diverse ma tutte sono avvolte dall’aura del “tempo sospeso”.

    Spesso sono scatti di gruppi di persone dove dall’indistinto emerge un tratto dominante, oppure sono legate da una relazione ad esempio di similitudine (guardano nella stessa direzione) o di contrasto comportamentale.

    Su tutte si sente la domanda interiore che l’autore perpetua: chi è l’uomo, quale il senso della sua esistenza. Una domanda che, a parte il sacerdote in preghiera a Lourdes (1994), è cercata nella folla e in tutte le situazioni. La fotografia diventa segno di una coscienza in allerta.

    Complimenti a Gaetano Cavicchi per la sua ricerca così personale, discreta e attenta all’alterità che solo la mia richiesta l’ha portata su Agorà, lo ringrazio per questo.

  2. Massimo Pascutti says:

    Gaetano Cavicchi porta avanti da un ventennio,( ma forse anche di più), un discorso estremamente coerente sull’uomo, ripreso nei suoi aspetti più sociali e aggreganti. Sono fotografie spesso rubate, ma contraddistinte da una costante stilistica ben precisa: gli sguardi dei protagonisti delle immagini. Sono gli sguardi che finiscono per assurgere a soggetti principali delle foto di Gaetano; sono sguardi a volte diretti, quasi di sfida, altre volte orientati collettivamente verso altre direzioni, altre volte complici o ammiccanti. Questa costante rende le immagini di Gaetano estremamente interessanti, tanto che, quando questa costante viene a mancare come nelle fotografie 2 e 18 , si avverte un senso di vuoto. Complimenti vivissimi all’autore.

  3. E’ un pomeriggio di molti anni fa, a Cracovia, nel quartiere popolare di Nowa Huta. Sono affacciata alla finestra al tramonto e vedo decine di persone uscire dalle case e riversarsi nello stradone grande che attraversa i blocchi di cemento armato. Vanno tutte nella stessa direzione, la gloriosa chiesa del quartiere, e io cerco di distinguerne i visi in controluce mentre le campane suonano i vespri.
    Guardando le immagini di Gaetano, ed in particolare la 18a, ho rivisto quelle facce, quel fiume di gente di Nowa Huta, ho provato ancora la curiosità di coglierne emozioni, speranze e dolori. “Sono attratto da questa moltitudine di volti anonimi, ognuno dei quali ha una sua vita e racchiude un mistero” dice Gaetano, “il mistero della vita”. Saper cogliere gli sguardi che si incrociano, le mani che si tendono, i corpi che si compongono in modo sempre armonioso all’interno dei vari piani focali, è una prerogativa dei fotografi “presenti” nella scena, quelli che riescono ad essere coinvolti pur restando consapevoli del gesto fotografico. Quelli che riescono a comunicare senza gli effetti speciali oggi tanto di moda.
    Grazie delle tue foto, Gaetano 🙂

  4. Gaetano Cavicchi è un vero Autore, sospeso nella fotografia atemporale, senza avere in inizio e una fine, sempre coerente alla scelta espressiva, intaccabile dalle modernità e dalle mode. Cosa ormai rarissima e quindi a maggior ragione di grande esempio. Ripercorrere questo mosaico di sue immagini tutte allo stesso modo perfette ed imperfette, uguali e diverse, viste e mai dimenticate, poi ritrovate. Così, allo stesso modo, ho ritrovato dopo anni l’uomo e il fotografo . Mi fa sembrare assolutamente fuori tempo massimo (o forse restato all’ora solare) chi trova che alcune non siano uguali, ma a che cosa se sono sol cosa?

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