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Mag 3, 2018

Posted | 4 Comments

Hipsterismi fotografici – di Francesca Lampredi

Hipsterismi fotografici – di Francesca Lampredi

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Robert Mappelthorpe

 

 

Hipsterismi fotografici

di Francesca Lampredi

 

Ogni generazione ha le sue tendenze giovanili che influenzano la cultura visiva
contemporanea.

Impossibile non prendere in considerazione il fenomeno Hipster nell’hic et nunc del mondo giovanile.

Il termine hipster proviene dagli anni ’40, definisce gli amanti del be-bop e del jazz che si distaccano dall’ormai passato swing. Alle porte del XXI secolo l’hipster definisce una generazione giovanile di Bohémien urbani. I cui interessi preferiti non sono solo crearsi un dress-code vintage reinterpretando più stili diversi ma la musica e l’arte figurativa.

La fotografia ha un ruolo fondamentale nella cultura hipster. In una società caratterizzata dai social medium, dalla frenesia dell’attimo fuggente, l’istantanea dei videofonini conduce alla nostalgia per le Polaroid e al loro grande ritorno. L’interesse principale è la spensieratezza, la bellezza della giovinezza e la quotidianità. L’hipsterismo fotografico si muove tra la fotografia di moda e l’esistenzialismo.

Questo tipo di linguaggio si  diffonde a macchia d’olio su Instagram, facebook. Sono soprattutto selfie dai tagli volutamente asimmetrici, violenti, che sottolineano la natura  amatoriale. I protagonisti abbondano di accessori vintage, indossano capi interessanti, che mischiano le tendenze passate per creare un pastiche futuro.

 

Corinne Day

 

Un altro elemento fondamentale è la presenza di alcool, fumo per sottolineare  l’hybris giovanile. Questi elementi tipici della società dei consumi non mostrano effetti devastanti sui soggetti o atteggiamenti provocatori semplicemente la testimonianza di un’epoca storica. Ma quali sono i punti di riferimento della fotografia hipster?

Ci sono numerosi autori che spaziano da Scott Schumann per quanto riguarda lo street style, a Robert Mapplethorpe, Nan Goldin per l’indagine erotica e trasgressiva,  Corinne Day e Jurger Teller per la fotografia di moda fino al giovane Theo Gosselin.

Prenderemo in analisi ciascuno autore per definire i punti di riferimento di questo nuovo linguaggio eterogeneo ma sempre più presente sui social.

Francesca Lampredi
Lettore della Fotografia FIAF

 

Theo Gosselin

  1. Il Direttore says:

    Quando di una fotografia si è riconosciuta l’appartenenza a una corrente artistica, la si è compresa.
    Una corrente artistica ha una collocazione temporale, un pensiero che porta a determinati comportamenti esistenziali e a produrre immagini che nel rappresentarli ne avviano il processo simbolico tendente ad elevarli a miti dell’immaginario collettivo.

    Quindi collocare degli autori nell’ambito di una corrente artistica è una scelta molto importante che è prodotta dello studio critico delle loro opere.
    In questo caso sono giovani d’oggi che per orientamento generazionale sono attratti dalle immagini sensoriali di autori del recente passato e ne reinterpretano i sentimenti verso la vita.

    Grazie a Francesca Lampredi che con la sua appassionata competenza ci ha introdotto agli Hipster e ci condurrà in un percorso alla loro scoperta.

  2. Paolo Cappellini says:

    Complimenti per l’ottima scelta. Occasione unica per noi appassionati.

  3. Valeria Cremaschi says:

    Siamo ormai sommersi di una quantità di immagini ogni giorno, che la maggior parte delle volte passiamo oltre senza soffermare il nostro sguardo.
    Ma quando ti vengono dati gli strumenti per capire ciò che avviene nel mondo social ogni giorno, il pensiero si attiva, si prende respiro e si inizia a capire e a vedere.
    Grazie a Francesca che con questo suo contributo ci prende per mano e ci aiuta ad entrare in queste “nuove” dinamiche social/fotografiche attraverso alla scoperta degli HIPSTER.
    Valeria

  4. Antonio Desideri says:

    Credo che sia un’occasione importante questa che ci viene data da Francesca, da una parte per conoscere meglio il fenomeno iper-attuale della fotografia sui social e dall’altra per capire se dietro questa velocità e l’apparente caos “culturale” ci siano invece delle radici ben precise.

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