Ago 25, 2019

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Apocalisse: noi siamo colpevoli – di Ornella Massa

Apocalisse: noi siamo colpevoli – di Ornella Massa

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Uzbekistan. Un viaggio di piacere capace di sollecitare molteplici interessi culturali da trasformare in immagini. Samarcanda è tra le città più mitiche e misteriose al mondo; il paese è stato crocevia di traffici di merci preziose sulle Vie della Seta; i suoi condottieri, il più famoso è Tamerlano, hanno per secoli suscitato terrore e riverenza.

Eppure, al ritorno, ciò che ha lasciato più il segno in me è legato ad un ricordo scolastico adolescenziale dal libro di geografia “… il Mare d’ Aral è il quarto lago più grande del mondo! …”.

Ora quel lago è pressoché prosciugato per cause dovute all’intervento dell’uomo che ha deciso di utilizzare l’acqua dei due grandi immissari per irrigare nuove coltivazioni di cotone.

In meno di trent’anni tutta la regione del Karakalpakstan ha cambiato aspetto: era un luogo di villeggiatura per il clima temperato, era centro importante di produzione di pesce inscatolato, era base di una flotta di pescherecci, la più grande dell’Asia Centrale.

Adesso tutta la regione è immagine di un’Apocalisse, desertica e misteriosa, da cui emergono personaggi le cui tracce lasciano il segno sul territorio.

Le emozioni sono forti e mi sento immersa in quest’ambiente ostile di cui prendo coscienza attraverso gli scatti della mia macchina fotografica.

Scatto in bianco e nero, qui i colori non hanno per me importanza.

 

Apocalisse: noi siamo colpevoli

 di Ornella Massa

 

  1. Antonio Desideri says:

    Parto dalla chiusura perché sembra che l’autrice voglia farci mantenere una distanza con quella “foto di una foto” in fieri come se si potesse capire il disastro planetario solo di rimando, come il riflesso di una presenza ormai intollerabile per il Pianeta, la nostra. Trovo un lavoro ben svolto, che si avvicina e poi si riallontana (come già detto) in un racconto semplice e correttamente scritto. Fa impressione vedere le “navi del deserto” (i cammelli) trasformarsi in navi NEL deserto, tristemente arenate su se stesse. Sarà anche vero che “l’acqua non dimentica la sua strada” ma la tristezza di una situazione ambientale compromessa (che ci vede ormai assoluti colpevoli per inseguire economia e profitto) sembra lasciare poche speranze anche al ritorno della Natura, per quanto sia essa più potente di noi microbi insignificanti ma dannosissimi.

  2. Omero Rossi says:

    Complimenti ad Ornella ed alla Sua sensibilità, ci mostra un disastro dell’uomo…. un messaggio visivo che però l’Uomo sembra ignorare. Basta osservare l’Amazzonia oggi. Il disastro è visibile anche dall’orbita spaziale, dove il nostro connazionale è in missione…

  3. orietta bay says:

    Ancora una volta, grazie a questo buon lavoro di Ornella Massa, ci rendiamo conto di quanto potente possa essere il messaggio visivo. Sentire parlare di desertificazione non ci scuote profondamente come il “vedere” quello che questa parola rappresenta. Queste fotografie ce ne mostrano l’essenza. Il senso di “non vita” che rimandano produce quasi un senso di smarrimento.
    Siamo spinti alla riflessione. Aiutano a renderci conto che le soluzioni vanno prese presto ma che sicuramente tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa.
    Grazie Ornella e complimenti!

  4. Condivido pienamente i commenti. Sono foto che si debbono osservare perché trasmettono la realtà di un ambiente, ma soprattutto la realtà di chi vive in un ambiente così triste. Giovanna La Bua

  5. Complimenti a Ornella Massa per questo suo lavoro realizzato durante il nostro Viaggio Fotografico in Uzbekistan.

    Un bel ritmo narrativo da Reporter attento e creativo, con poche immagini, ben bilanciate che raccontano perfettamente i luoghi e le situazioni, la conseguenza dello scempio ecologico causato solo dalla mano (peraltro intenzionale e non accidentale) dell’uomo.

    Le immagini sono ben composte e accompagnano l’osservatore a seguire il pensiero dell’Autrice, ad interpretarne le intenzioni. Mi piacciono molto i frame in frame che ha realizzato la nostra Ornella andando a riquadrare i suoi soggetti in cornici naturali che di volta in volta ha saputo cercare ed utilizzare per i suoi scopi.

    Sono estremamente felice quando vedo portfoli e articoli di questo livello che vengono prodotti mentre siamo in viaggio insieme. E’ il segno che stiamo facendo tutti insieme un lavoro stimolante e ben preparato.

    Brava Ornella e BUONA LUCE per ogni altra tua foto
    Roberto Gabriele

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