Mag 21, 2020

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Dal fronte – di Francesca Bomparola

Dal fronte – di Francesca Bomparola

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Mossa dalla necessità di rappresentare un particolare momento, visibile a pochi, ho realizzato questo racconto in breve tempo, quello necessario alla preparazione per l’assistenza ai pazienti COVID-19 da parte di un operatore sanitario.

Svolgendo il medesimo lavoro della protagonista, ho cercato di cogliere quei sentimenti che provo io stessa in questi momenti.

La sensazione è di andare in guerra senz’armi. A farla da padrona è l’ansia, la paura e la sensazione di impotenza nei confronti di un nemico tanto invisibile quanto mortale.

Il tutto è superato solamente da una certezza profondamente radicata in ognuno di noi: il bisogno di aiutare gli altri.

Ed è proprio in questa tempesta di sentimenti che arriva la solidarietà e il supporto che gli operatori sanitari offrono ai loro colleghi che si apprestano a svolgere questo servizio.
Un aiuto per prepararsi al meglio, essere accompagnati e non sentirsi soli nel varcare quella soglia.

Francesca Bomparola

 

 

Dal fronte

di Francesca Bomparola

 

 

 

  1. giancarla lorenzini says:

    Dal di fuori si possono cogliere le cose, ma partendo dal principio che si può raccontare solo ciò che si conosce, chi meglio di coloro che hanno vissuto in prima linea potrebbero raccontarci che cosa hanno vissuto?

  2. Cosimo Stillo says:

    Cosa prova un combattente senza armi che deve affrontare un nemico che non vede e dal quale durante la lotta può solo difendersi? Lo esprime bene Francesca quando sottolinea che l’unico motore che sprigiona la forza per affrontare l’ansia e la paura, è quello di sentire il forte bisogno di aiutare gli altri. Le foto comunicano appieno, nella fase della vestizione , le emozioni che prova un operatore sanitario in una circostanza come questa, mentre si può immaginare, guardando la porta che separa dal campo di battaglia, quanto potrà essere difficile affrontare oltre quell’ingresso , un altro giorno di duro conflitto.
    Complimenti all’autrice per il lavoro svolto, e un saluto ad Agorà di Cult con i suoi imperdibili appuntamenti per chi ama la fotografia. Cosimo Stillo

  3. Vincenzo Gerbasi says:

    Il tema narrato è quello del “rito” della preparazione di un operatore sanitario, aiutato dai suoi colleghi, che si accinge ad entrare in sala COVID.
    Ottima la scelta del B/N che elimina in un sol colpo ogni distrazione e concentra sul “Pathos” che si percepisce in quei movimenti della vestizione indispensabili per ottemperare ad un protocollo di sicurezza.
    Il racconto inizia nel momento in cui ci si avvicina all’ingresso dell’area COVID. Non a caso i toni scuri, parlano di uno stato d’animo ben preciso.
    I dispositivi di sicurezza come nuovi simboli di questo periodo, le mani dei colleghi che aiutano, tranquillizzano, incoraggiano con il loro tatto, con la loro delicatezza, la loro cooperazione: la sensazione è che il tempo sia momentaneamente sospeso, che tutto venga fatto in silenzio, in concentrazione e quasi senza respirare, per non sbagliare, per non lasciare nulla al caso.
    La poetica che si sviluppa nell’opera parla di una fase in cui si fa gruppo, dove non si è da soli, in un clima teso ben rappresentato dal B/N e dal punto di ripresa e sottolineato dallo sguardo di ghiaccio della penultima foto.
    Il racconto termina dove ne inizia un altro, ossia sulla soglia della rianimazione, dove ci sarà il contatto diretto con i malati infettati che lottano per sopravvivere.
    Come tutte le guerre ci saranno vincitori e vinti ma ci saranno anche morti da entrambe le parti. Di sicuro questo è un fronte dove i nemici, sia pur invisibili, sono faccia a faccia. Come andare al fronte. Appunto.
    Complimenti per l’efficacia della narrazione e soprattutto grazie a Francesca per il nobile lavoro che svolge e per averci permesso di vedere una delle mille facce, per molti nascosta, della guerra a questo maledetto coronavirus.

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