Giu 4, 2020

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“INTERNO 13” di Luca Faranfa

“INTERNO 13” di Luca Faranfa

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“Interno 13” racconta la vita di un interno qualunque, una casa qualunque nel momento così difficile imposto dal lockdown a causa del coronavirus.

Le mie foto raccontano il lento trascorrere del tempo, le mie emozioni e quelle della mia famiglia che in quei giorni aleggiavano dentro il nostro piccolo mondo.

Abituati a gareggiare con i minuti, è stato davvero complicato adattarsi ai nuovi ritmi, ma pian piano, tra paure e preoccupazioni, c’è stato un “ritrovarsi”, riscoprendo situazioni semplici, spesso accantonate troppo frettolosamente.

E dire che è stato bello sfornare il pane caldo, rovistare nei cassetti, appendere foto dimenticate, leggere in compagnia, giocare senza limiti…  in fondo, è stato davvero utile!

Luca Faranfa

 

 

INTERNO 13

di Luca Faranfa

 

  1. Vincenzo Gerbasi says:

    Uno dei tanti effetti collaterali del lockdown è stato quello di dilatare il tempo e questo ha avuto come conseguenza quello di ingrandire la realtà. Ogni dettaglio è diventato enorme, più visibile, a volte più protagonista. Il lavoro di Luca, in alcuni passaggi claustrofobico, in altri più aperto ma mai del tutto, mantiene nel complesso una sensazione di triste rassegnazione al lento trascorrere del tempo ma non senza segnali di positività. Una situazione vissuta da molti. Purtroppo.
    Complimenti!

    • In effetti si Vincenzo, in questo periodo il mio lavoro può valere per qualunque interno …. ti ringrazio del tuo tempo !!!

  2. Massimo Pascutti says:

    Molto interessante il lavoro di Luca Faranfa sul lockdown, reso ancora più interessante dal fatto che tutti siamo stati coinvolti nella stessa irreale situazione.I momenti sospesi che sono stati illustrati così efficacemente da Luca sono quelli che ci hanno condizionato e nei quali ci ritroviamo , ognuno con la propria sensibilità e il proprio vissuto. La nostra capacità di osservazione si è dilatata portandoci a soffermarci su particolari ai quali probabilmente in tempi normali non avremmo prestato attenzione. L’uso di alcuni riferimenti simbolici da parte dell’autore, la vegetazione intricata e gli spiragli dai quali emergono dei tratti somatici ad esempio, ci conduce dentro al “sentire” di ciascuno di noi, senza mai però avere la sensazione di trovarci immersi in una situazione senza via d’uscita. La luce prima poi si fa strada e ci conduce fuori. Ottimo lavoro e vivissimi complimenti.

  3. Massimo Mazzoli says:

    L’autore ha reso visibile la sorpresa, la tensione, lo spaesamento di questo straordinario quotidiano con il quale ci siamo improvvisamente trovati a convivere.
    Istanti raccolti all’interno dei propri spazi, del proprio nucleo familiare, una ricerca nell’ovvio apparente reso esclusivo dalla capacità di osservare ed ascoltare dell’autore

  4. Sintetico e profondo, grazie Massimo !!!

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