Il cassetto dei ricordi

Il cassetto dei ricordi

Il premio Nobel per la letteratura William Faulkner scrive: “Scopo di ogni artista è arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali, e tenerlo fermo ma in tal modo che cent’anni dopo, quando un estraneo lo guarderà, torni a muoversi, perché è vita”. In effetti, la fotografia riesce a fare proprio questo, fermare il tempo (delle cose, delle persone, delle emozioni) in quel preciso attimo, ed è sorprendente come, tenendo tra le mani una vecchia immagine, i ricordi riaffiorino o si scoprano cose inaspettate e mai viste. Può capitare a tutti di aprire un baule in soffitta oppure un cassetto in un vecchio comò. Questo è ciò che ci viene descritto nel lavoro di Jelena Blagović dal titolo “Obiteljsko srebro”, il cui significato – traducendo dal croato – è argento di famiglia. Frammenti di storia, schegge di vita, che rappresentano identità e memoria e compongono un archivio prezioso, un tesoro da custodire. Una descrizione fatta da vecchie fotografie, documenti, lettere, diari e oggetti. Pezzi che, racchiusi in un cassetto in maniera ordinata o alla rinfusa, permettono di creare una narrazione. In effetti, il cassetto nient’altro è che un contenitore, come del resto la nostra memoria, quella dalla quale riaffiorano i ricordi. In neuroscienze si parla di circuiti di memorizzazione, una raccolta d’informazioni, dei compartimenti celebrali, dove i ricordi sono organizzati. E così ecco un perfetto parallelismo. In questo lavoro concettuale l’autrice utilizza quella che possiamo definire modularità della presentazione, ossia mantiene la stessa griglia, lo stesso formato in tutte le fotografie. Ogni cassetto (sempre lo stesso) funziona da cornice e viene fotografato inquadrandolo dallo stesso punto di vista, esattamente nella stessa posizione, la stessa illuminazione. Quello che cambia è, esclusivamente, il contenuto che rappresenta il soggetto principale della narrazione. In questo modo, ogni cassetto diventa differente dall’altro e ci racconta una parte della storia. Idealmente aprendo i cassetti di quel comò è stato possibile ritrovare o scoprire un passato più o meno lontano che è per lei impronta, traccia. La sua identità, il suo punto di origine. Questo lavoro è un esempio di come possono essere utilizzate le vecchie fotografie, gli scritti e gli oggetti che sono appartenuti alla nostra famiglia per raccontarne le vicissitudini e le dinamiche.

Monica Mazzolini

Tutte le foto © Jelena Blagović

http://croatian-photography.com/en/author/jelena-blagovic-2/

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