La normalità del caos

La normalità del caos

Dunque, come abbiamo visto, la pubblicità è ingannevole, come del resto lo è anche l’autorappresentazione che aspira a quei modelli di perfezione proposti dalla pubblicità.

Quello che vi proponiamo oggi è un esempio di un gruppo di artiste e madri che ha provato a ribellarsi ad una rappresentazione falsa e stereotipata della famiglia, dando vita a “Sham of the Perfect” , progetto fotografico che racconta momenti di vita reali, quelli che qualsiasi famiglia si trova a vivere quotidianamente. “Il nostro progetto è dedicato alla fotografia documentaria familiare ed al caos – racconta Erika Roa, una delle fondatrici con Lacey Monroe e Natasha Kelly -, ai capricci, alla gioia assoluta, ai momenti memorabili che viviamo quando non siamo impegnati a far sembrare tutto perfetto”.

Ma lo stereotipo è talmente radicato, che le tre fondatrici, alla quali si sono unite in seguito fotografe da altre nazioni, hanno ricevuto critiche per aver scattato immagini “non sufficientemente pulite”, o “libere da distrazioni”…

Eppure, proprio l’uso di questo linguaggio intende enfatizzare la percezione di “realtà” di quanto documentato, che ne dite?

Susanna Bertoni

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