Le molteplici espressioni imperfette dell’ideale di famiglia

Le molteplici espressioni imperfette dell’ideale di famiglia

Eccole qui le foto del giochino di ieri, nel loro contesto originario…

Ovviamente vi siete accorti subito (mi riferisco ai commenti sulla pagina FB www.facebook.com/lafamigliainitalia/) che si tratta di una rappresentazione che fa riferimento ad un modello idealizzato di famiglia, quella perfetta e felice in stile “Mulino Bianco” della pubblicità.

Eppure quel modello rappresentativo, diventato uno stereotipo visuale, non è stato “inventato” dalla pubblicità, ma proviene dalla stessa fotografia di famiglia: avete mai visto foto di famiglia che non siano il ritratto della felicità? Come scrive Martin Parr, uno che nel rappresentare certe realtà non si fa problemi di essere tacciato di cinismo, “la fotografia di famiglia è una forma di  propaganda”, una promozione cioè della nostra immagine familiare ad uso e consumo degli altri, a cominciare da vicini di casa, parenti e colleghi, per finire con gli sconosciuti occasionali.

Quindi la prima tappa del nostro percorso nella famiglia è una presa di consapevolezza, che la realtà è fatta cioè  di molteplici espressioni imperfette dell’ideale di famiglia; e sono appunto questi i due fili conduttori della nostra esplorazione fotografica, la molteplicità, e l’imperfezione, intesa come stato temporaneo del divenire  (ma la provvisorietà, non è in realtà uno stato permanente?)

Ricordate quello che diceva Uma Thurman a Robert De Niro in “Lo Sbirro, Il Boss E La Bionda”? “La vita consiste in quello che fai mentre aspetti il tuo treno”… ecco, così è la famiglia, un insieme di forme e di rapporti che fanno il nostro quotidiano, mentre si sogna (e si rappresenta in foto) la perfezione…

Attilio Lauria

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