Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia

Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia

“Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”: recita così una delle formule del rito matrimoniale religioso cattolico. Ed ecco un lavoro di Nancy Borowick, secondo classificato nella categoria “Storie”, “Long-Term Projects” del World Press 2016, dedicato appunto ad una storia di amore e solidarietà.

Laurel e Howie Borowick hanno vissuto l’ultimo anno dei 34 del loro matrimonio combattendo insieme il cancro. A Laurel era stato diagnosticato un tumore al seno circa 17 anni prima, mentre nel dicembre 2012 Howie fu informato di avere un cancro pancreatico terminale. Scelgono di trascorrere gli ultimi mesi creando nuovi ricordi, piuttosto che preoccuparsi per i loro problemi. Howie è morto il 7 dicembre 2013, un anno e un giorno dopo la diagnosi di cancro. Anche Laurel peggiorò, e morì il 6 dicembre 2014.

Nancy Borowick è la figlia di Laurel e Howie, e ha scelto di documentare i capitoli finali dei suoi genitori per tener conto della loro memoria e per catturare la loro forza in un momento difficile.

 Avete anche voi da raccontare storie di momenti in cui la famiglia esprime tutta la propria essenza?

Attilio Lauria

Tutte le foto © Nancy Borowick

www.nancyborowick.com/cancer-family/the-family-imprint/

3 Risposte a “Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”

  1. Lavoro fotografico particolarmente intenso. Il racconto della Vita e della morte trattato con con molto tatto e Amore. Foto essenziali per raccontare un momento particolare.

  2. Lavoro particolarmente toccante e doloroso che documenta un calvario purtroppo comune all’interno delle famiglie e che si colora qui di grande coraggio e coinvolgimento affettivo, dato che la fotografa è la figlia della coppia protagonista del portfolio. Queste fotografie ci colpiscono e ci commuovono. Grazie all’autrice per il grande coraggio dimostrato.

  3. visto al world press photo del 2016 mi ha commossa come pochi altri lavori fotografici. intenso e doloroso ma altrettanto vero.

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