Riti, feste e tradizioni nei calendari esistenziali delle famiglie

Riti, feste e tradizioni nei calendari esistenziali delle famiglie

Ancora dei ritratti familiari staged con Patrick Willocq, che ricostruisce un particolare rito della società dei Pigmei Ekonda della Repubblica Democratica del Congo, legato alla nascita del primo figlio, l’evento più importante nella vita di una donna Ekonda.

Dopo tale nascita, la giovane madre (chiamata Walé, “madre primipara”), torna dai suoi genitori, dove rimane reclusa da due a cinque anni.

Oltre all’isolamento, questo rito d’iniziazione prevede il rispetto di diversi tabù, soprattutto sessuali, che le fanno acquisire uno status simile a quello di un patriarca.

La fine del suo isolamento è segnata da danze e canti rituali composti originalmente da ciascuna Walé, con i quali canta la storia della sua solitudine.

“Oggi molti riti di iniziazione nel Congo scompaiono – scrive l’Autore nello statement di questo “I am Walé Respect Me” -;  il rituale della donna Walé ha resistito alle pressioni della vita moderna, ma per quanto tempo ancora?”.

Una domanda che potremmo porci anche noi per le tante tradizioni e riti della nostra società che vanno scomparendo; a differenza delle feste collettive che coinvolgono tutta la comunità, nelle quali la ritualità è più rigida e prescrittiva, le modalità del fare festa all’interno della famiglia si adattano ai desideri e alle decisioni dei protagonisti, e dunque nel tempo possono discostarsi dai modelli tradizionali e consolidati.

Nel tempo il significato della festa diventa sempre più opaco, e spesso non ci s’interroga più su pratiche e abitudini, che rischiano di diventare iterazioni svuotate del senso originario, per cui la nostra ricognizione sulla famiglia contemporanea in Italia può essere anche l’occasione per rintracciare ritualità e tradizioni: cosa rimane ad esempio delle feste della migrazione, in cosa si sono trasformate; e le feste della nascita, si celebrano ancora? E le usanze legate alle feste matrimoniali?…

Fra le tante differenze o analogie, si possono indagare ad esempio:

  • le festività nei diversi calendari delle famiglie che vivono in Italia, ma le cui radici affondano in altre culture (nel 2017 il Capodanno Ebraico sarà la notte tra il 20 ed il 21 settembre, Tishrì dell’anno 5778; il Capodanno musulmano, il Muharram dell’anno 1438 cadrà invece il 22 Settembre)
  • il luogo della festa e i suoi cambiamenti, con gli oggetti, gli addobbi, la preparazione e il cibo della festa;
  • i riti, le formule, i gesti e i protagonisti della festa;
  • le narrazioni, le parole, i canti, le danze che accompagnano l’evento;
  • i significati religiosi, civili, sociali e personali delle diverse occasioni.

I riti, le feste e le tradizioni che segnano i calendari esistenziali delle famiglie costituiscono dunque per il nostro progetto un campo d’indagine decisamente ampio e interessante.

Attilio Lauria

Tutte le foto © Patrick Willocq

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