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Post n° 11 – Cio’ che non puo’ mancare

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Post n° 11 – Cio’ che non puo’ mancare

Mirko Scoccia. la. Elcolab, Belforte del Chienti (MC),
Daniele Cinciripini Stab. Poltrone Frau Tolentino (MC)

Ciò che non può mancare

Se scorriamo l’elenco dei “Temi proposti” e pensiamo che dovranno essere moltiplicati per tutte le numerosissime località italiane, ci rendiamo conto che l’elenco diventa enorme e necessariamente s’impone una scelta. Allora occorrerà decidere tra i vari possibili soggetti, rappresentativi del proprio territorio, quelli che non possono mancare nelle nostre foto.

Essi sono quegli argomenti necessari o perché attesi dal pubblico, che guarderà l’opera finale, oppure perché essendo molto importanti, nel marcare l’identità locale, sono assolutamente da far conoscere.

Il visitatore della nostra mostra finale, nel vedere la completezza tematica, percepirà la nostra forte determinazione nel realizzare il progetto.

Se in una giornata dovremo fotografare la penisola intera, occorrerà pianificare l’azione di decine o centinaia di fotografi operanti in ogni regione.

Dovremo coordinare la loro azione perché vengano raggiunti gli obiettivi irrinunciabili, evitando che alcuni siti siano fotografati da più partecipanti mentre altri vengano dimenticati. Alla fine della giornata la campagna fotografica sarà conclusa e la lista dei temi sarà dettata solo da quelli realmente fotografati.

In base a quale criterio scegliere “ciò che  non può mancare”? Una volta definito il territorio di riferimento, i fotografi abitanti in quella zona redigeranno l’elenco di questi soggetti speciali: piazze, monumenti, fabbriche, prodotti, scene di vita tipica. E’ giusto non escludere dalla lista anche i soggetti minori e tenerli a disposizione se sarà possibile rappresentarli. Tutto dipenderà dal numero dei partecipanti sul quale si potrà contare.

Sarà utile eseguire una mappatura del territorio di pertinenza indicando i siti con a fianco i nomi di chi li fotograferà. Si dovrà mappare anche il tempo, dalle 00,01 alle 24,00, di quel giorno determinando i percorsi di ognuno. Le fotocamere digitali permettono di effettuare un notevole numero di scatti nell’arco della giornata, sarà quindi possibile da parte di uno stesso autore affrontare diversi soggetti.

Ma se lavoreremo in un gruppo coeso, in quel giorno, saranno numerosissimi anche gli sms e le telefonate per condividere l’attuazione di ogni fase della pianificazione preparata e risolvere eventuali problemi che potrebbero insorgere.

Solo se oggi progettiamo chi, cosa e quando dovrà fotografare, potremo per tempo chiedere qualche ora di ferie e le autorizzazioni necessarie per accedere ai siti inaccessibili. Sto parlando di quelli decisivi come: attività istituzionali, strutture industriali, strutture sociali di vario genere. E’ indispensabile rispettare le regole della Privacy  perché altrimenti le nostre fotografie saranno inutilizzabili.

Grazie al progetto “Passione Italia” si potranno fotografare ambienti ben difficilmente disponibili ad aprirsi all’occhio fotografico, quindi un’occasione imperdibile. Ciò che dovrà trasparire nell’opera finale è quella di una fotografia nata dall’interno della società italiana intera perché ognuno fotograferà anche le realtà quotidiane in cui vive oltre alle realtà esclusive.

Una volta definiti i propri soggetti, ogni autore si rechi preventivamente sul luogo e comprenda a quale ora troverà la luce più interessante, cerchi i vari punti di vista dai quali fotografare, in tal modo, il giorno dello scatto, la sua attenzione sarà posta solo sulle variabili date dal momento perché l’impostazione l’avrà già risolta.

Solo una struttura organizzata ben articolata nel territorio come quella della FIAF può affrontare questa splendida sfida, proprio in virtù della progettualità che può esprimere. L’opera che ne uscirà farà trasparire forte l’unità d’intenti che ha animato il nostro fare, questa energia unitaria sarà l’anima del senso dell’Unità d’Italia che noi rappresenteremo.

Silvano Bicocchi

  1. Roberto Biggio dice:

    Silvano il 2 giugno siamo usciti in 30 soci del nostro Gruppo Fotografico DLF Chiavari, in ordine sparso per coprire il nostro territorio al meglio. ci sono situazioni da migliorare nel coprire tutte le tematiche, però ti dico sinceramente che non mi aspettavo un interese ed una partecipazione così numerosa, il che mi fa ben saperare per il 17 marzo prossimo.
    Ho capito che la gente ha bisogno di unità, sarà dovuto ai tempi di crisi o all’ isolamento quotidiano della nostra mente, o a qualcos’ altro di inconscio che abbiamo dentro di noi, stà di fatto che il progetto FIAF piace e questo è la premessa del successo dell’ iniziativa.

    • Silvano Bicocchi dice:

      La tua testimoninanza pone in evidenza un aspetto molto importante di questo progetto fotografico: il movimento collettivo verso una stessa meta, con una stessa volonta di costruire qualcosa di importante e di comune.
      Di certo siete riusciti a presentare molto bene il progetto ed avete intrattenuto con i vostri amici un bel rapporto umano che come ogni buona pianta dà degli ottimi frutti. Auguro a tutti di sperimentare un’esperienza umana così bella, da diventare indimenticabile.

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