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Post n° 20 – Passione Italia e la “Privacy”

21 commenti
Post n° 20 – Passione Italia e la “Privacy”

Marisa Betti, Pesaro, Fermata dell’autobus in Viale Fiume

Passione Italia e la “Privacy”

Le immagini fotografiche hanno sempre affascinato per la loro capacità di rivelare le realtà nascoste o lontane, e in quei contesti per riuscire a cogliere i volti delle persone segnati dalle loro condizioni di vita.

Noi fotografi, con l’avvento della privacy, abbiamo perso in larga misura quella fantastica libertà, di poter rappresentare tutto a tutti, che ha tanto contribuito a scrivere bellissime pagine nella storia della Fotografia.

La legge sulla privacy pone un limite alla rapacità della fotografia, imponendo al fotografo l’osservanza di una nuova etica nell’uso delle immagini, in quanto per pubblicare le proprie fotografie deve ricevere il consenso (la famosa liberatoria) da parte del soggetto ritratto.

Se ci poniamo ad osservare la privacy dal punto di vista della persona fotografata, riconosciamo che il “diritto all’immagine “ è un fondamentale diritto della persona. Infatti questo ci consente di tutelare l’uso che altri possono fare della nostra immagine.

Nel progetto di Passione Italia “Una giornata italiana” tutti i Partecipanti sono tenuti a rispettare la legge sulla “Privacy”.

Nella nostra campagna fotografica non possiamo avvalerci del “diritto di cronaca “ e del “diritto di critica” che vigono nel fotogiornalismo. In base all’uso che faremo delle nostre fotografie, mostre e libri, al più possiamo avvalerci del “diritto dell’arte”. Ma anche il “diritto dell’arte” deve sempre rispettare il “diritto all’immagine” di chi viene rispreso da parte del fotografo.

Anche nel caso di una campagna fotografica come la nostra, precisiamo che gli unici responsabili nei confronti della legge a tutti gli effetti sono i Partecipanti.

L’organizzazione di “Passione Italia”, a garanzia del rispetto del “diritto all’immagine” dei soggetti rappresentati, per le fotografie da pubblicare richiede agli autori di possedere le necessarie liberatorie.

Detto questo, vediamo  come si possono realizzare immagini fotografiche legalmente corrette anche nelle situazioni in cui non è possibile farsi firmare le liberatorie, ad esempio nel caso della Street Photography (fotografia di vita di strada).

L’elemento più importante che scatena la necessità della liberatoria è la riconoscibilità delle persone ritratte. Pertanto se non sono riconoscibili i soggetti la fotografia non lede il “diritto d’immagine” di alcuno e pertanto non richiede liberatorie.

La fotografia attraverso le scelte tecniche di ripresa può controllare la riconoscibilità, con: il mosso, lo sfuocato, la piccola proporzione, la gestualità delle persone. Quindi quando scattiamo fotografie per strada, tra le tante scegliamo quelle che non rendono riconoscibili le persone ritratte.

Se invece riteniamo che nelle nostre immagini sia necessaria la viva ed aperta espressione delle persone fotografate, allora dovremo chiedere la loro collaborazione ed ottenere le relative liberatorie.

La privacy condiziona il nostro linguaggio fotografico ma anche ci insegna a tenere il giusto rispetto del “diritto all’immagine” dovuto ad ogni persona.

Silvano Bicocchi

  1. Avendo la possibilità di fotografare sia in un giorno lavorativo, sia in un giorno festivo, ho deciso di cercare di affrontare almeno due delle tematiche proposte, una delle quali è quella relativa al lavoro.
    Le persone che fotograferò già mi hanno dato il permesso di andare sui luoghi di lavoro a scattare, ma le fotografie che ritraggono persone che verranno inviate dovranno essere correlate da relativa liberatoria? oppure è importante solamente che l’autore ne sia in possesso?

  2. Cristina Paglionico dice:

    L’autore deve essere in possesso di tutte le liberatorie necessarie all’uso delle foto. Le liberatorie non vanno spedite, ma debbono essere disponibili in caso di richiesta da parte dell’organizzazione centrale.
    Serve una liberatoria per ognuna delle persone ritratte.

  3. Elisabetta Masi dice:

    Avrei necessità di avere al più presto un facsimile di liberatoria (fotograferò minori e dovrò organizzarmi con congruo anticipo) Si può scaricare dal sito? Non ne ho trovato traccia. Grazie

  4. cinzia dice:

    ho preso contatti con alcune fabbriche per fotografare la produzione:
    da parte del titolare (che non verrà ritratto) è sufficiente un ok verbale o deve dare liberatoria scritta?
    inoltre è possibile fotografare marchi, loghi, scritte o c’è il rischio di fare pubblicità? l’argomentoè regolamentato?

    grazie

  5. Cristina Paglionico dice:

    Serve la liberatoria scritta. Per le marche non c’è nulla di specificatamente regolamentato, ma è meglio usare molto giudizio. Del resto ci sono marche che hanno fatto la storia d’Italia…..

  6. Massimo dice:

    Il soggetto fotografato e’ riconoscibile deve firmare la liberatoria.
    Ma se presento 5 scatti con la stessa persona ritratta .. devo farmi firmare 5 liberatorie diverse?
    Perche’ nella liberatoria e’ presente il titolo della foto … non e’ detto che non si cambi idea … posso ometterlo?

    Grazie …

  7. Cristina Paglionico dice:

    Il titolo della foto serve a identificare l’oggetto della liberatoria. Se ci sono 5 foto con lo stesso soggetto vanno indicati i 5 titoli definiti al momento dell’invio al CIFA, magari nella stessa liberatoria. Non dimentichiamo, comunque, che le liberatorie non vanno inviate al CIFA, resteranno all’autore che ne è pienamente responsabile e le produrrà solo su richiesta specifica dell’Organizzazione (o del soggetto fotografato).

  8. Roberto dice:

    mi è stato concesso di fotografare all’interno dell’azienda e cercherò di non rendere riconoscibili le persone, che tipo di liberatoria occorre? Sul sito ho trovato solamente per le persone fisiche.. grazie.

  9. Roberto dice:

    Le liberatorie sono per il 17 Marzo, io scatto il giorno 16 (lavorativo), la liberatoria del 17 è valida?

    • Cristina Paglionico dice:

      Nella liberatoria c’è uno spazio per inserire la data e il modulo è quindi valido sia per il 16 sia per il 17 marzo.

  10. Cristina Paglionico dice:

    Nella liberatoria è riportato uno spazio per scrivere la data, che sarà quindi quella relativa allo scatto.

  11. maria cristina germani dice:

    Io e il mio gruppo abbiamo fotografato una manifestazione pubblica il 17 marzo dove sono stati coinvolti anche dei bambini di una scuola elementare, per gli scatti ai singoli bambini abbiamo richiesto l’autorizzazione ai genitori, ma avendo fatto anche delle foto d’insieme dove alcuni sono riconoscibili ed altri no come ci dobbiamo comportare? dobbiamo comunque richiedere la liberatoria? o essendo un amanifestazione pubblica è possibile fare senza? grazie

    • Cristina Paglionico dice:

      La liberatoria va chiesta solo per i bambini che sono riconoscibili. Putroppo il fatto che si stia fotografando una manifestazione pubblica non ci esime dalla necessità di ottenere la liberatoria per esporre le foto scattate.

  12. Alfonso Bruno dice:

    Richiedere la firma per la liberatoria, nei giorni 16 e 17 marzo, è stata per me un’esperienza abbastanza negativa. Trovandomi a fotografare nella confusione e nella calca dell’inaugurazione delle mostre di Torino, riscontrai subito che quell’incombenza mi faceva perdere attimi preziosi e irripetibili. Inoltre la risposta immancabile era che non era necessaria “faccia pure, va bene così…ecc” vedendo in me evidentemente all’opera un reporter della stampa o chissachì. Fu così che, disarmato dalle circostanze in cui mi trovavo, rinunciai definitivamente alla richiesta di ogni burocratica liberatoria. Avrò certamente perso l’opportunità di poter inviare determinati file finalizzati al concorso ma in compenso restano a me tantissimi ottimi scatti buonissimi per altri scopi. Questa è stata la mia esperienza. Grazie.

  13. Mi trovo in pieno accordo con Alfonso e un po’ in disaccordo con l’organizzazione tutta. Ovviamente tra i nostri punti di vista c’è di mezzo la legge, legge che mi sembra particolarmente restrittiva nel nostro paese. Siamo in una manifestazione scatto un’immagine il soggetto guarda in macchina e la sua espressione risulta rilassata e acconsenziente, mi sorride pure. Questa secondo me è già una liberatoria. Quando incontriamo qualcuno che non si vuol far fotografare, è difficile riscontrare un’ espressione serena ( a meno di non averla rubata). Ma poi, se sono in un luogo pubblico e non ritraggo persone in atti od espressioni che ledono la propria immagine , ma dov’è il problema?! Per fare la street bisogna andare all’estero, ma diciamo che ormai per fare qualsiasi cosa di buono bisogna andare all’estero. Mi dispiace essere velatamente polemico proprio per questo evento che dovrebbe unire, ma mi sembra che la voglia di unire è nelle corde di pochi. Grazie Pino

  14. Pietro dice:

    Ho fotografato in una scula superiore, accompagnato dal preside che mi ha detto che non ci sono problemi di liberatoria perchè al momento dell’iscrizione accettano la possibilità di essere fotografati o qualcosa di simile. (??)

    • Cristina Paglionico dice:

      Per gli usi interni della scuola, può essere che esista una liberatoria del genere. Nel momento che un fotografo esterno scatta immagini per un progetto che non ha a che vedere con l’attività didattica ho seri dubbi che la liberatoria possa valere. Consiglio di ottenere il permesso dei genitori per l’utilizzo delle immagini dei minori.

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