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IL PROGETTO

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Con il progetto PASSIONE ITALIA è stata realizzata un’opera collettiva di dimensioni nazionali, attuando l’idea di UNA GIORNATA ITALIANA fotografica dedicata a rappresentare il Paese e i suoi cittadini a 150 anni dall’Unità.

Il 28 gennaio 2011 il Governo Italiano dichiarò il 17 marzo 2011 Festa Nazionale, sulla spinta di un sentire popolare che andava esprimendosi e che poi fu il protagonista di una celebrazione inaspettatamente partecipata lungo tutta la penisola.

Il Comitato Organizzatore del progetto decise allora che UNA GIORNATA ITALIANA doveva essere uno spazio di tempo lungo 48 ore, fatto di una vigilia lavorativa, il 16 marzo, e di un giorno festivo, il 17 marzo.

Durante questo due giorni si sarebbe dovuto concretizzare il concetto dell’ideale catena degli intenti dei partecipanti: lavorare insieme, nel breve periodo temporale previsto, avrebbe significato rendere viva e visibile un’Unità fatta di obiettivi comuni e di condivisione della tradizione e della cultura nazionale.

Ai partecipanti è stata proposta una serie di tematiche da sviluppare, in modo che la descrizione della realtà contemporanea risultasse la più completa possibile. Chiunque ha potuto partecipare, in qualsiasi forma – singolo, gruppo, circolo – per realizzare le mostre locali previste in accompagnamento alla mostra nazionale. E ognuno ha potuto presentare una scelta delle immagini realizzate al Centro Italiano della Fotografia d’Autore per partecipare alla selezione nazionale. È stato fissato il periodo del 24/25 settembre 2011 come momento di apertura contemporanea della mostra nazionale e delle mostre locali. Al progetto si sono iscritti oltre 4.200 fotografi da tutta Italia con una diffusione importante, anche se non omogenea, su tutte le regioni e su tutte le provincie italiane. Ad ognuno dei partecipanti è stato inviato il Kit del Partecipante: foulard, distintivo, istruzioni e modelli per le liberatorie hanno raggiunto quasi tutti gli iscritti e si sono diffusi sulla Penisola. Se sono stati 4.200 gli iscritti, coloro che hanno partecipato sono stati effettivamente molti e molti di più. Le loro testimonianze sono state in buona parte raccolte dai circoli per le 200 mostre locali organizzate. A queste è stato dedicato un libro specifico che documenta la diffusione delle esposizioni e la volontà di partecipazione.

I TEMI PROPOSTI

Le tematiche, così come elencate nel bando di partecipazione, erano le più ampie e diverse: argomenti che consentissero a tutti i partecipanti di scegliere i temi più praticabili e più consoni al loro sentire fotografico. L’unico vincolo posto era quello di realizzare gli scatti unicamente nelle giornate del 16 e del 17 marzo 2011.

Per il tema Storia e identità si è posto al centro del percorso il lento, difficile ma incessante processo attraverso il quale si sono “fatti gli Italiani”. L’unificazione del paese è il risultato di una progressiva integrazione di identità e appartenenze differenti. I soggetti fotografici sono stati le piazze, le strade, i monumenti collegati all’Unità d’Italia, in cui la storia passata o più recente hanno lasciato i segni di un percorso culturale e sociale ancora in corso.

Per il tema Lavoro, scienza e tecnologia si è chiesto di eseguire un ritratto dedicato al mondo del lavoro, fulcro della storia e della vita degli Italiani, per verificare come sia cambiato il mondo del lavoro negli anni modificandosi le condizioni sociali e la cultura nazionale. Sono stati oggetto della ricerca fotografica i luoghi in cui gli Italiani lavorano, i prodotti che realizzano, le innovazioni scientifiche e tecnologiche che hanno rivoluzionato i sistemi produttivi.

Per Ambiente ed energia si è analizzata la nuova cultura ambientale: la ricerca fotografica si è rivolta ai segni della maggiore attenzione della popolazione alle risorse ambientali ed energetiche.

Natura e paesaggio sono i paesaggi naturali delle bellezze nazionali, i paesaggi urbani delle città d’arte, i paesaggi delle periferie e delle nuove edificazioni: un modo di raccontare il diverso rapporto con lo spazio e con le attività sociali e produttive.

In Vita quotidiana si descrive un paese fatto di cittadini intenti alle diverse attività con particolare riferimento alle comunità. Il lavoro fotografico è stato svolto entro le scuole, nei luoghi di lavoro, in famiglia, nei luoghi di ritrovo per rappresentare le condizioni di condivisione degli spazi e dei servizi.

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E LA COMUNICAZIONE

Per la realizzazione del progetto è stato di fondamentale importanza il lavoro di informazione e di formazione che tutti gli organi FIAF si sono impegnati a dare per tutta la durata del progetto. Attorno al Comitato Organizzatore si è articolata una struttura di supporto diffusa, con lo scopo di coprire le esigenze di tutto il territorio italiano: una presenza capillare ed attiva costituita dai Delegati Regionali (DR) e dai Coordinatori Artistici Regionali (CAR), oltre a un gruppo di selezionatori regionali con compiti legati all’attività concorsuale.

DR e CAR hanno lavorato localmente con incontri periodici presso le sedi dei circoli, gestendo le informazioni relative al progetto, risolvendo i dubbi di interpretazione delle tematiche, in generale diffondendo l’importanza della partecipazione al progetto nazionale.

La comunicazione è stata affidata a una serie di iniziative della durata di oltre un anno, un modo di costruire consapevolezza e progettualità, sviluppando anche la potenzialità formativa del progetto: conoscere per fotografare, fotografare quello che si conosce, scegliere e trasferire le informazioni raccolte.

Le principali iniziative attivate sono state:

• i Tavoli 150

• il Blog di PASSIONE ITALIA – UNA GIORNATA ITALIANA

• lo spazio mensile sulla rubrica Fotoit, una serie di saggi sul rapporto tra conoscenza storica, memoria e fotografia in Italia a partire dalla sua unificazione dal titolo OH MIA PATRIA.

I TAVOLI 150 sono stati predisposti in tutte le principali manifestazioni fotografiche di piazza. Sono stati punti di scambio per chiarire dubbi organizzativi o legati allo sviluppo delle tematiche.

Il BLOG DI PASSIONE ITALIA è stato il vero punto di forza della comunicazione: pieno di contenuti riguardanti le fasi del progetto è stato momento di informazione e di formazione. Silvano Bicocchi ha pubblicato quasi 50 Post commentando immagini e proponendo modalità di scatto, entrando dentro il linguaggio fotografico e il suo utilizzo e mantenendo vivace e serrato il confronto con i lettori.

Uno spazio mensile dedicato al progetto su FOTOIT è servito a tenere alta l’attenzione sul progetto, rimandano gli approfondimenti agli spazi in rete e ai contatti diretti con i responsabili dell’Organizzazione centrale. Sulle pagine della rivista, per oltre un anno, Pippo Pappalardo ha tenuta una rubrica dal titolo OH MIA PATRIA – LA FOTOGRAFIA CHE HA FATTO GLI ITALIANI che meriterebbe una pubblicazione autonoma per l’enorme quantità di appunti e riferimenti alla storia d’Italia e alla sua rappresentazione fotografica.

Dal luglio 2010 al settembre 2011 Pappalardo ha trattato i temi del ritratto dei personaggi storici che contribuirono all’Unità d’Italia, dell’album di famiglia come risorsa per comprendere l’eccezionalità della quotidianità, dei libri fotografici che ci hanno reso consapevoli del paesaggio che cambia e delle nuove percezioni dello spazio. Ha parlato delle immagini del dolore scattate durante gli eventi storici di maggiore rilievo e impatto sociale, ma anche delle opere fotografiche che hanno fatto in modo che l’Italia si svelasse a poco a poco a tutti gli Italiani. Tanti altri temi sono stati trattati, tra memoria storica e visiva; la religiosità, la questione femminile, la libertà, il lavoro, il tempo libero.

Nell’ultimo appuntamento della rubrica Pappalardo scrive: “Occorre, allora, ritornare a fotografare guardando con attenzione la realtà e quell’attenzione affinarla nella confezione del segno nuovo delle cose affinché le vecchie immagini legate alla nostra contemporaneità ci affidino il senso passato e presente di questa vicenda politica per capirne il futuro”.

PREPARARSI ALLO SCATTO

Nel dicembre 2010 su Fotoit fu pubblicato un testo di Manfredo Manfroi, il suo personale invito ai tanti partecipanti, che ci piace qui riportare in ampio stralcio: Il compito che la Federazione si è data è assai impegnativo ma perché esso sia veramente, com’è tracciato nel programma, “la rappresentazione della vita contemporanea… il valore dell’idea che si realizza con il contributo di un’intera popolazione: un modo per riconoscerci e tramandare la forza della volontà collettiva”, non può prescindere dalla “polis” cioè la raccolta, fotograficamente agendo, dei comportamenti, delle storie, delle aspirazioni della collettività nazionale. Questo si proposero i registi del neorealismo cinematografico nell’immediato dopoguerra non andando a cercare tra la popolazione sofferente situazioni paradossalmente consolatorie ma gli esiti di una immane tragedia narrati con una volontà di riscatto e una speranza nel futuro rimaste sino ad oggi ineguagliato. Il mondo capì, e per l’Italia fu l’avvio della rinascita morale e intellettuale prima che fisica. Oggi, fortunatamente, la situazione è diversa ma l’occasione che si dà e che ci dà la FIAF è troppo importante per essere sprecata. Non si badi tanto a rassicurare i contemporanei quanto a fornire a chi verrà delle tessere quanto più sincere e obiettive che andranno a comporre il mosaico della storia, cui la fotografia può dare, se ben applicata, un contributo ineguagliabile. Ognuno, secondo le proprie attitudini e sensibilità, si senta attore e compartecipe di questa vicenda pensando di lasciare il suo piccolo contributo non già ai terzi ma ai propri figli, una viva testimonianza di quella che oggi è l’Italia non di quella che si vorrebbe fosse. Si miri al cuore e alla mente della gente, non ai tramonti o alle pecore al pascolo. Si fotografi la vita che scorre in quel 17 marzo, i piccoli eventi che probabilmente si ripeteranno nei giorni successivi, poco importa. Non ci si lasci fuorviare dalla retorica degli alti sentimenti; la Patria si costruisce nelle campagne, nelle fabbriche, nelle scuole, dovunque il fare, l’impegno e il sacrificio hanno la meglio sull’ignavia e sul disinteresse; al tempo stesso non si omettano quelle situazioni di difficoltà e malessere che, si voglia o meno, fanno parte integrante della nostra vicenda quotidiana.

Ai selezionatori il difficilissimo compito di rendere coerente tutto questo.

Il loro impegno sarà sotto certi aspetti superiore a quello degli operatori poiché a loro spetterà il compito di dare struttura organica e significato complessivo alle tante proposte che giungeranno da ogni parte d’Italia. Per quanto possibile si eviti di premiare l’estetica ma si scelgano invece immagini che contengano davvero qualche bagliore di verità. Si costruisca un percorso che tenga conto delle tante “patrie” locali ma al tempo stesso possa aiutare in futuro a capire la realtà complessiva di questo Paese in cui sono certamente presenti evidenti differenze e motivi di contrasto. (…) Se così sarà, avremo contribuito, ognuno per la propria parte, a definire in modo attendibile l’idea di unità, con le sue contraddizioni ma anche con i suoi punti di forza. Ambiziosamente, ma neanche tanto, avremo rappresentato l’Italia degli Italiani.

UNA RIFLESSIONE PRIMA DELLO SCATTO

Il numero di FOTOIT di marzo 2011 conteneva un’ultima riflessione prima delle giornate di scatto del 16 e 17 marzo, scritta da Silvano Bicocchi. Un appello appassionato di chi si sente parte integrante della grande manifestazione. Scrive Bicocchi: Tutto si concluderà nella perfetta solitudine che ognuno di noi vivrà nei propri scatti fotografici; nessuno ci dirà cosa e come fotografare. Pensare che nello spazio di poche decine di ore saranno scattate in Italia molto più di 600.000 fotografie, impressiona e deve farci pensare; per comprendere fino in fondo l’evento storico che sta diventando realtà attraverso la determinazione collettiva del nostro agire. Se scatteremo con gli occhi, o con la mente, o col cuore, oppure mettendo in una linea tutti e tre, come faceva H.C.Bresson, dipenderà dal soggetto… dal momento… da come sentiremo l’urgenza di quell’atto fotografico.

Sarà la prima volta che parteciperemo a un progetto, oppure sarà l’ennesima, in ogni caso sarà emozionante, coinvolgente, come lo può essere solo il fotografare insieme a migliaia di appassionati come noi. Rendiamoci conto che il nostro non è un grande gruppo, è grandissimo!

Sarà l’immergersi senza riserve nelle realtà che amiamo, che avremmo voluto fotografare da sempre, ma che c’era mancata l’occasione che giustificasse, agli occhi degli altri, il nostro scattare foto in modo palese, appassionato, profondo. Se per noi può essere indifferente scattare in un giorno o in un mese, non lo sarà per chi guarderà le nostre immagini, perché nelle foto sarà sempre presente tra loro il legame della contemporaneità: il quel piccolo lasso di tempo, come da tante web camera, ecco simultaneamente mostrate tutte le regioni del nord, del centro, del sud d’Italia. E come con la vista satellitare, le didascalie faranno scendere gli esperti nelle più sconosciute e famose località italiane. Loro vedranno l’Italia come l’abbiamo voluta rappresentare noi; con uno sguardo libero, senza secondi fini, di certo animato dal fare emergere tutto ciò che amiamo e che non sempre è raggiungibile dai media. All’inverso di un mosaico Polaroid, che dilata un piccolo spazio, le nostre immagini comprimeranno uno spazio immenso, come lo è una nazione, dentro alle pareti delle nostre mostre. Vedrete su quelle pareti prendere sembianze un volto sconosciuto del nostro paese che inevitabilmente diventerà un riferimento di conoscenza e di estetica dell’Italia al 17 marzo del 2011.

Andiamo serenamente e consapevolmente insieme col nostro blog verso all’appuntamento del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ognuno con i propri valori e i segreti messaggi che renderanno preziosa la nostra grandissima opera collettiva.

I GIORNI DELLO SCATTO

I giorni dello scatto fu attivata la possibilità di inviare al sito di Passione Italia le immagini fresche di giornata, per tenere vivo il collegamento tra i partecipanti: tanti gli invii di foto, video e di messaggi di condivisione. Il Diario rappresenta la volontà di partecipare al di là di ogni risultato fotografico.

LA SCELTA DELLE IMMAGINI E LA PREPARAZIONE DEI LIBRI

Dalle 35.000 immagini inviate al CIFA per la selezione nazionale nasce il libro della mostra nazionale inaugurata a Bibbiena il 24 settembre 2011. Si tratta di 34.789 immagini che rappresentano il lavoro di 2.329 autori singoli e di147 Gruppi o Circoli fotografici. È uno spaccato d’Italia istantaneo ma completo, che mostra la voglia di raccontare e di raccontarsi. È un lungo racconto collettivo di differenze e similitudini, che comprende sia l’eccellenza italiana sia le problematiche del Paese, entrambe descritte con l’attenzione e la passione di una contemporaneità legata al passato ma con l’occhio vigile al futuro. È un’Italia fatta di persone che cercano ancora, spesso con fatica, la propria identità di cittadini in un mondo che cambia fin troppo velocemente. È un’Italia di italiani multietnici.

LA MOSTRA NAZIONALE E LE MOSTRE LOCALI

Alla mostra nazionale del Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena si affiancano oltre 200 mostre locali. Se nella mostra nazionale di Bibbiena sono rappresentati oltre 2.400 autori, si stima che le mostre locali presentino circa 45.000 fotografie in rappresentanza di oltre 4.500 autori. Non si conosce, prima d’ora, un movimento collettivo così ampio e un evento espositivo di così ampia diffusione. Il primo, certo, in Italia.

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