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Post n° 54 – L’opera

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Post n° 54 – L’opera

Immagini del Gusto – 2008 – Marinella Zonta

L’opera.

Dopo lo scatto, il momento dell’ideazione scende dallo stato mentale delle intenzioni a quello materiale dell’immagine ormai fissata sul supporto. Qui inizia il percorso dell’editing che ci porterà alla completa realizzazione della nostra “opera”.

Non importa se il genere dell’opera è la fotografia singola, o il portfolio, oppure l’audiovisivo, il problema è sempre lo stesso: produrre un’opera vuol dire ambire a realizzare un’immagine, o una serie d’immagini, che sviluppano compiutamente una precisa idea.

Ora la nostra azione di fotografi non è più giocata direttamente con la realtà ma con la sua rappresentazione ottenuta con lo scatto. Siamo a metà del percorso che porta alla realizzazione dell’opera e, come in un negativo si invertono i toni, cambia specularmente il nostro fare: mentre allo scatto dovevamo vedere nella realtà gli elementi portatori di senso, ora invece dobbiamo leggere nell’immagine iniziale le potenzialità di senso raccolte.

Ora cambia anche il significato delle scelte primarie compiute allo scatto: il cosa della realtà diventa la denotazione nell’immagine, il come dello scatto diventa la connotazione nell’immagine.

Mentre la denotazione non la si può cambiare, salvo che si voglia elaborare l’immagine annullando la sua natura documentaria, la connotazione, invece, è lo spazio creativo dell’editing che comprende la post-produzione e ogni altra scelta determinante l’aspetto finito della fotografia, pronta all’esposizione: dall’icona, alla scelta del supporto, alle dimensioni della foto, alla presenza o meno di passepartout, di cornice, ecc… .

Occorre studiare l’immagine iniziale per capire, alla luce delle ragioni dello scatto ed il senso ottenuto nella foto, i limiti e le potenzialità che essa possiede. L’immagine finale che otterremo fonderà insieme l’idea primaria dello scatto, con la casualità dell’inconscio ottico e l’autoreferenzialtà dell’immagine tecnica.

L’errore che spesso si compie in questa fase è quello di complicare l’opera, pensando così di conferirle importanza. Dobbiamo invece pensare che la qualità decisiva di un’opera è l’efficacia nel parlare al lettore. I fattori chiave per ottenere ciò sono: la semplicità strutturale e la chiarezza concettuale.

La vera sfida è quella di superare le complessità che sorgono nel rendere semplice e chiara la propria opera.

Silvano Bicocchi

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