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Fabio Itri – Scomparsi

Opera finalista Portfolio Italia 2018

di Attilio Lauria

“Sono uno dei carcerieri di vostro marito, sono pentito di fronte a Dio e devo dire una cosa importante per la mia coscienza, mi sono pentito della mia azione (…) capisco la vostra sofferenza quindi non riesco più a tenermi questo peso e voglio che possiate almeno riavere le ossa di vostro marito.
(…) Io però vi supplico di perdonarmi”.

Con questa lettera anonima uno dei carcerieri consentì alla famiglia di Adolfo Cartisano di ritrovarne il corpo, dieci anni dopo il rapimento, avvenuto la sera del 22 luglio 1993. Di altri 8, dei 128 rapiti in Calabria fra il 1969 e il 1998, Vincenzo Macrì, Mariangela Passiatore, Giuseppe Gullì, Antonio Colistra, Giuseppe Bertolami, Alfredo Sorbara, Vincenzo Medici e Pasquale Malgeri non si seppe più nulla, ingoiati dalle montagne dell’Aspromonte, impenetrabili come i suoi segreti.

“Scomparsi”, di Fabio Itri, ne racconta la storia riportando alla memoria la lunga stagione dei rapimenti in Italia, 649 in 29 anni, con una media di 22 persone l’anno. E lo fa come un tributo necessario alla propria terra e ad un uomo, Adolfo Cartisano, detto Lollò, al quale lo unisce un forte legame etico. Cartisano era un fotografo, di quelli con il coraggio dell’impegno civile come testimonianza quotidiana, estremamente difficile da sostenere in un ambiente sociale e in un territorio dominati dalla ‘ndrangheta: finì nel mirino del racket e denunciò immediatamente, facendo arrestare i suoi estorsori.

Itri sceglie dunque la sfida non facile del racconto indiziario di un’assenza, che risolve brillantemente con l’uso di registri linguistici diversi, dando vita ad una sorta di docufiction che si muove fra il reportage e l’evocativo. Un racconto indiretto, che prende le mosse da una preziosa ricerca d’archivio da giornalismo d’inchiesta, presentata nello stile dello still-life, per poi immaginare il possibile punto di vista dei rapiti, costretti nei lunghi mesi della prigionia a faticose marce per sentieri, intravvedendo – dalle buche nel terreno in cui erano nascosti – squarci di cielo al di la della chioma degli alberi.

Buche nelle quali, come radici, come tutto ciò che è ancora sepolto nel mistero, quei corpi mai più ritrovati giacciono senza veglia.

Biografia

È fotografo documentarista con base in Calabria. Nel 2013 ha studiato fotografia di reportage all’ISFCI di Roma. Collabora con diversi media e magazine. Le sue immagini e i suoi lavori sono stati pubblicati su Der Spiegel, Stern, Internazionale, l’OBS, pagina99, The Best of LensCulture vol.1, Maps-Magazine, Amnesty International, The Fifa Weekly, Left, il Manifesto, Grazia. I suoi lavori personali sono stati premiati a Festival e Contest tra cui LensCulture Emerging Talent Award, Leica Photographers Award, International Photography Award, FotoLeggendo, Ragusa Foto Festival e Portfolio Italia. Dal 2015 è membro di UlixesPicture – collettivo di ricerca fotografica e documentazione – con base a Roma. Dal 2016 è docente presso la scuola di Fotografia Il Cerchio dell’Immagine a Reggio Calabria.