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Raffaele Petralla – Cosmodrone

Opera vincitrice Portfolio Italia 2019

di Filippo Venturi

In un territorio remoto, dove freddo e ghiaccio sono padroni, vive una popolazione che conosce bene quanto la natura possa essere ostile e severa. Lo scandire delle stagioni ha ancora il potere di stravolgere le attività e la vita degli uomini, dettandone i ritmi e consentendo solo in certi mesi la pesca e la caccia, la raccolta di viveri e prodotti che serviranno nei periodi più difficili. Non di rado accade che oggetti metallici e misteriosi cadano dal cielo, come doni divini, e vengano recuperati in primavera dalla tundra, quando è possibile navigare nei ghiacci sciolti, per riciclarli per gli scopi più disparati. Sembra quasi l’ambientazione di un romanzo di fantascienza, invece si tratta della realtà che il fotografo Raffaele Petralla ha scoperto e raccontato nel nordovest della Russia, nella regione di Mezenskij. In questa area di frequente cadono rottami di razzi, satelliti e altri detriti derivanti dai test e dai lanci spaziali effettuati nel “vicino” Cosmodromo di Plesèck, che la popolazione ricicla per costruire slitte, piccole barche e altri oggetti utili nella quotidianità. Alcuni metalli sono riconoscibili e rivenduti o riutilizzati, altre sostanze invece sono sconosciute e, in diversi casi, risultano nocive per la salute delle persone.

Cosmodrome, così si intitola il lavoro fotografico di Raffaele Petralla, mi ha colpito fin dalla prima volta che l’ho visto perché racchiude tutti gli elementi che definiscono un grande progetto fotografico. La Russia è una terra misteriosa e complessa, visivamente molto affascinante. Petralla però è andato oltre, trovando una storia inedita, potente e attuale, accedendo ad un posto inaccessibile, dedicandogli il tempo necessario per approfondirlo e lavorando con talento ed esperienza, portando a casa una sequenza di immagini dallo stile contemporaneo ed efficace, capace di suggerire all’osservatore quanto quel territorio possa essere idilliaco e atroce, quanto le attività più futuristiche dell’uomo possano avere conseguenze inattese e pericolose e quanto l’inquinamento ambientale si celi anche dietro il sogno del progresso. Cosmodrome è un progetto destinato a lasciare una profonda traccia nella fotografia.

Biografia

È nato a Matera nel 1981. Vive a Roma. Ha conseguito il diploma al Liceo Pedagogico Sperimentale “Margherita di Savoia” di Roma e il diploma di master triennale presso la “Scuola Romana di Fotografia”.
È un fotografo documentarista che pone il suo interesse su tematiche antropologiche, sociali e ambientali. Lavora su progetti personali di approfondimento, come fotografo, videomaker, inviato per magazine o giornali di tutto il mondo e in qualità di tecnico delle luci sui set cinematografici. Dal 2015 è membro dell’agenzia fotografica “Prospekt Photographers”. Dal 2018 è docente di fotografia presso la scuola di fotografia e filmmaking “Spazio Tempo” di Bari. Le sue opere sono state pubblicate su quotidiani e periodici nazionali e internazionali. Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti. Fra questi, il “Premio Voglino” nel 2018 e il “PDN Storytellers” nel 2016.