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Renata Busettini e Max Ferrero – La cicatrice

Opera finalista Portfolio Italia 2019

di Monica Mazzolini

Nell’analizzare il terzo capitolo della storia L’America alle porte, che si prefigge l’obiettivo di raccontare l’America dei giorni a noi più vicini, sono tre le considerazioni da fare. La prima riguarda il titolo, la seconda il paese che i due autori ci vogliono descrivere attraverso il loro sguardo semplice e la terza il soggetto principale e leitmotiv delle quindici immagini, ossia il confine. Già dalla parola cicatrice siamo indotti a pensare ad un’esperienza dolorosa. Un segno sulla pelle o uno stato d’animo che in questo lavoro diventano anche un segno iconico in quanto oggetto rappresentato da un muro come ferita metaforica nel paesaggio.

Con questa premessa, la lettura del contenuto e del significato delle fotografie è guidata nell’osservare gli sguardi, gli atteggiamenti, i simboli e quella sempre presente barriera. Da subito affiora alla mente un rimando verso altre barriere, altri muri, costruiti dall’uomo in diverse regioni del mondo. È utile considerare come, mentre la caduta del muro di Berlino iniziava alla fine del 1989, nell’anno successivo veniva avviata la costruzione, diventata oggi ancor più blindata, dello sbarramento lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. Una sottile sfumatura distingue il confine territoriale tra le Nazioni dalla creazione di una barriera fatta di mattoni, filo spinato e rete metallica. Quest’ultima ha insita in sé la difficoltà nell’essere attraversata. Un limite. Un ostacolo sempre più arduo da superare.

Osservando le fotografie che si susseguono, in questo reportage dallo schema classico, si viene immediatamente catturati dagli sguardi e dalle posture. Un linguaggio del corpo tipico del popolo messicano che già alla fine degli anni venti del ‘900 veniva descritto, e reso noto anche in Europa, da Tina Modotti con la sua accurata fotografia sociale. Quelli descritti dalla coppia Busettini-Ferrero sono occhi talvolta pensierosi ma anche speranzosi e colmi di dignità nel guardare diretti verso l’obiettivo che li cattura o l’orizzonte lontano che indica la meta da raggiungere. Sono adulti, bambini, forze dell’ordine, ognuno con le caratteristiche che li contraddistinguono e con il ruolo da svolgere. Emergono i contrasti sociali fatti di conquiste, sconfitte e contraddizioni evidenti nei simboli religiosi, familiari e del consumismo.

Biografia

Renata Busettini
Predilige la fotografia documentaristica e, negli ultimi progetti, ha scelto “il ritratto” come strumento di racconto. È una dilettante perché il diletto è il motore che sprona il suo desiderio di vedere il mondo attraverso la fotografia.

Max Ferrero
È un fotografo professionista che a volte sente la necessità di buttarsi in progetti che non abbiano solamente motivazioni commerciali. Ama la gente, soprattutto quella che ha storie da raccontare e che gli permette di farlo con la sua macchina fotografica.