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Tiziana Ruggiero – S’Accabadora

Opera finalista Portfolio Italia 2019

di Massimo Agus

La figura sarda della femina accabadora si situa al confine tra mito e tradizione, in una terra di mezzo dove verità e leggenda si confondono. Gli stessi antropologi sollevano dubbi sulla reale esistenza di una donna che dona la morte a chi non ha più speranza, non essendoci nessuna prova certa della sua verità storica. Ma il mito è affascinante e muove molti sentimenti e tematiche che ci coinvolgono tutti, e ben si presta a storie che raccontino il sottile passaggio tra antico e moderno. Per questo la figura dell’accabadora è stata d’ispirazione per varie opere che l’hanno fatta rivivere, cercandone un significato attuale. Prima fra tutte quella della scrittrice Michela Murgia, che l’ha resa nota al pubblico con un denso e affascinante romanzo dalla scrittura poetica ed evocativa, conferendole una dimensione quasi epica. La figura leggendaria le è servita per affrontare tematiche complesse e attualissime come il nostro rapporto con la morte, l’eutanasia, il senso materno e l’adozione. Prendendo spunto dal romanzo, il film del regista Enrico Pau ha ambientato la storia in una Cagliari distrutta dai bombardamenti del 1943, facendo emergere il tema del contrasto tra fede e scienza, tra pietà e sofferenza, riletti in una dimensione metafisica e rarefatta.

Anche il lavoro fotografico S’Accabadora di Tiziana Ruggiero si ispira al romanzo di Murgia, e sceglie di mettere in evidenza la presenza della bambina ed il suo sguardo come fulcro indagatore sulla vicenda raccontata, ambientata in un immaginario tipico della provincia contadina italiana. La sequenza del racconto, dal taglio quasi cinematografico, è ben sceneggiata e strutturata, con una scelta di inquadrature funzionali alla narrazione, nelle quali i tagli, i diversi campi, la luce, la scenografia, i costumi, il cromatismo, creano una porzione di mondo, cupo e dolente, all’interno del quale si organizza la messa in scena della narrazione. La figura misteriosa dell’accabadora esercita ancora il suo fascino, e l’antica leggenda si tramuta in uno stimolo interiore portatore di tanti interrogativi e di nessuna certezza, se non quella di indurci a riflettere sull’inevitabile e drammatico confine trala vita e la morte.

Biografia

Classe 1970, le piace sintetizzare la sua grande passione per la fotografia con una frase: “Io non scatto fotografie, fermo un’emozione nel mio cuore”. La fotografia infatti, dal 2010 rappresenta per lei il mezzo attraverso il quale riesce a comunicare i suoi pensieri, le sue emozioni, ma soprattutto le dà la possibilità di raccontare storie, quelle storie che sono nascoste in ogni persona che s’incontra, in ogni sguardo, gesto, espressione del corpo.
Ha vinto diversi concorsi fotografici nazionali ed internazionali; alcune delle sue fotografie sono state pubblicate su copertine di libri, antologie e cataloghi italiani e stranieri, su riviste fotografiche, quotidiani locali e nazionali e mandate in onda attraverso canali televisivi nazionali (Rai) e privati (Sky). Ha curato una campagna pubblicitaria nazionale contro la macellazione dei cavalli da corsa a fine carriera. Attualmente è impegnata in un progetto fotografico a favore dei malati di Alzheimer.
Da sempre impegnata nel sociale, ha fatto sì che la fotografia potesse diventare per lei anche strumento per aiutare chi vive situazioni di disagio. Nel 2010 ha fondato un gruppo di condivisione per questa meravigliosa passione “Welcome in Passione Foto”, che raggruppa circa 7000 fotografi da tutto il mondo, e con il quale organizza mostre fotografiche solidali nazionali e internazionali, con lo scopo di mettere la fotografia al servizio di chi ha più bisogno attraverso raccolte di fondi.