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BIDAF Biennale d’Arte Fotografica

Si inaugura il 15 luglio, presso il Palazzo Delle Esposizioni di Praja a Mare, la VII edizione della

BIDAF, Biennale Internazionale d’Arte Fotografica Riviera dei Cedri, dedicata al tema dell’ “Identità e inclusione, Umanità in cerca di redenzione”.

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La biennale di quest’anno, che resterà allestita fino al  16 settembre,  nasce da questo sentimento, il progetto di una nuova società, di una visione: riannodare il filo della solidarietà, tendere le mani ad una speranza, aprirsi a un nuovo sogno.

Il senso di identità e di inclusione, il bisogno di futuro e intelligenza si combina in un gioco alchemico in cui prevale la ricerca, l’equilibrio, l’intelligenza attraverso connessioni diverse, ricordi di un passato recente e di prospettive lunghe.

“Emancipatevi dalla schiavitù mentale Solo noi stessi possiamo liberare la nostra mente…”

(da Redemption song di Bob Marley)

L’edizione 2017 chiude il tema dedicato al nomadismo, tema attualissimo e sviluppato da “L’uomo nomade” (ed. 2015), riproposto da “Senza frontiere” (ed. 2016) e riverberato da “Il filo della speranza”.

Una riflessione sulla migrazione, attività sempre esistita che ha caratterizzato e accompagnato la civiltà dell’uomo e le grandi trasformazioni, un fenomeno ciclico che genera cambiamenti e rigenera un modo di porsi rispetto all’accoglienza, ma anche una considerazione sul mondo globalizzato, sulla quintessenza del cambiamento.

Un racconto di speranze che hanno animato se non ispirato spostamenti,

di illusioni, di solidarietà, di storie personali intrecciate a quelle collettive e che trovano nella fotografia un mezzo per documentare e veicolare conoscenze.

E’ un viaggio interiore alla scoperta del senso di appartenenza,

dove le mete non sono solo il luogo geografico ma i luoghi del sentimento, del cuore,

della rinascita, di memorie, degli incontri tra culture.

Il racconto di popoli in viaggio da terre dell’abbandono a terre della speranza, tra passato recente e nuovi nomadismi,

un racconto di resistenze, di diritti negati, di percorsi emozionali, di diaspore, di tolleranze. Dedicata a tutti i fuggitivi della terra, passati e presenti,

agli spostamenti a qualsiasi latitudine riferiti.

Dedicata a tutti i poeti transumanti

e ai nuovi migrantes alla ricerca di un futuro in un viaggio senza fine.

Direzione artistica: Atelier du faux semblant