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Lungo il fiume PO – Mostra fotografica di Gigi Montali

 

Come in tutti i messaggi l’autenticità dei sentimenti la si legge nei dettagli e nella connotazione con la quale l’autore li compone. Le immagini di Gigi Montali rappresentano quella realtà fluviale con colori pallidi, come se su di essa si fosse seccato il limo dell’acqua del Po’. Questa velatura chiara di argilla si nota in tutte le presenze naturali o artificiali che sono prossime alla riva e pertanto sono sommerse dai mutamenti di livello del grande fiume. Le immagini di Gigi Montali fanno parte di un progetto fotografico che il fotografo ha realizzato durante i suoi viaggi lungo il grande fiume, raccontano dei luoghi comuni dove la terra è parte integrante della cultura della gente che la vive.

Vivere il Po nel variare delle stagioni, nelle secche e nelle piene, è essere a contatto con il territorio dominato dal grande fiume che ha mostrato la sua forza travolgente all’uomo di ogni epoca. Il rapporto col Po, come con qualunque altro indomabile fenomeno naturale, impone nell’uomo sensibile dei forti legami interiori tanto che, quando si è lontani da esso, nasce incontenibile la nostalgia. Cesare Zavattini ci ha narrato ampiamente di questa nostalgia che ha la forza insopprimibile simile a quella provata per i propri genitori. Anche Gigi Montali è un figlio del Po e prova un forte sentimento d’appartenenza a questo habitat selvaggio nel quale trova momenti di pace. Ecco perché lui ha scelto questa connotazione cromatica, tutto ciò che appare nelle pagine di questo libro sembra stato lambito dall’acqua del Po; esso pertanto è segno di appartenenza alla storia del fiume! Un linguaggio fotografico è vero e sincero quando chi lo esprime segue l’orientamento per proprio gusto nel dar valore alle cose, senza preoccuparsi del perché compie quell’atto fotografico.

Ecco che le fotografie di Montali doventano allora un sapiente “gioco dell’oca” geografico, in cui le varie caselle allineate ci fanno comprendere come i paesaggi siano inscindibilmente legati agli assetti produttivi che stanno alla base dei cibi tipici. Di come dunque i pascoli (in montagna o in pianura) siano la base paesaggistica dei formaggi, i vigneti la matrice territoriale dei vini, le acque dei fiumi e dei canali la conditio sine qua non dei piatti a base di pesce; o, invertendo l’ordine dei fattori, il pane tipico ferrarese (la coppia) non potrebbe esistere senza i campi di frumento, le mostarde senza i distretti frutticoli del Piemonte e della Romagna, i meloni senza gli artificiali paesaggi di plastica delle serre.

A cura di: Silvano Bicocchi (direttore dipartimento cultura della FIAF).

Promossa da: Comune di Correggio

Luogo mostra: Galleria Esposizioni Palazzo dei Principi,

corso Cavour 7 42015 Correggio (Re)

Apertura: dal 21/05/16 al 26/06/16,sabato 15.30 -18.30, domenica e festivi 10.00 -12.30/ 15.30-18.30

aperture straordinarie per la Notte dei Musei (21 maggio: dalle 21 alle 24)

Fiera di San Quirino (sabato 4 giugno: 15.00 – 23.30; domenica 10.00 – 13.00 15.00 – 23.30).

Inaugurazione: 21/05 ore 17.30

Referente: Gabriele Fabbrici                      Email: gfabbrici@comune.correggio.re.it   Tel: 0522691806

Email: museo@comune.correggio.re.it                                                    Sito: www. museoilcorreggio.org

 

Note biografiche:

Gigi Montali

Fotografo di Reportage e paesaggista freelance, fondatore del Color’s Light Colorno. Ama rappresentare il territorio dove vive con un linguaggio semplice ma mai banale, cogliendo particolari momenti apparentemente  normali che attraverso lo scatto acquisiscono un significato profondo, ama anche scoprire la vita dei popoli, durante i viaggi indaga sulla quotidianità dei luoghi. Ha all’attivo diverse collaborazioni con enti locali, tra cui la provincia di Parma e diversi comuni dell’Emilia, nonché alcune testate giornalistiche nazionali. Negli anni ha arricchito la propria esperienza fotografica con la produzione di audiovisivi fotografici, che lo hanno portato a partecipare  ad alcuni tra i più importanti festival Europei.

Silvano Bicocchi

Critico di Fotografia, Docente FIAF, dal 1995 è componente del Dipartimento Attività Culturali (DAC) della Federazione, dal 2011 è il Direttore del nuovo Dipartimento Cultura della FIAF. Ha contribuito con articoli di lettura dell’immagine fotografica su Il Fotoamatore e successivamente, con il ruolo di responsabile del Settore Opere, su Fotoit. Ha curato la realizzazione di testi di introduzione ai libri della collana FIAF Foto creativaFotografia e realtàL'Emilia Romagna fotografaIl Pellegrino del 2000L'Emilia Romagna si fotografa - 2,Giuseppe FaustoErmanno ForoniGianni e Diego BracciMichele BattistelliMario VidorSergio CarlessoArmando Di LoretoEva FrapicciniGiuseppe IalunaGiovanni MarrozziniAlberto Di Cesare ePatrizia Casamirra. Nell’ambito di ricerca e lavoro editoriale ha trovato profonde conoscenze nel curare gli Autori dell’Anno FIAF 1998 (Stanislao Farri), 1999 (Mario Cattaneo), 2000 (Giuliana Traverso), 2001 (Rinaldo Della Vite), 2002 (Ernesto Fantozzi), 2003 (Filiberto Gorgerino), 2004 (Giorgio Rigon), 2005 (Ivano Bolondi), 2006 (Ferruccio Ferroni), 2007 (Alfredo Camisa), 2008 (Enzo Cei), 2009 (Giorgio Tani), 2010 (Antonella Monzoni) e 2011 (Giovanni Marrozzini). Ha inoltre condotto un’intensa attività di coordinamento artistico e consulenziale prevalentemente presso i Circoli FIAF, volta a promuovere in tale ambito l’evoluzione della propria ed altrui capacità espressiva con il mezzo fotografico.