Isolation di Alessandro Scattolini – Potenza Picena set05

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Isolation di Alessandro Scattolini – Potenza Picena

Nell’isola di Olkhon, l’assurdo viene vissuto come modo per dare sfogo alla propria libertà di essere. In questa isola tutto è immaginazione e niente che non sia stato prima immaginato può accadere. L’isola di Olkhon, quindi, in questo progetto diventa tramite del concetto dell’assurdo e dell’isolamento, attraverso la visione di una realtà quotidiana, umana e naturale con un focus sugli oggetti che le persone creano in essa.

Sabato 16 settembre, alle ore 18, presso i locali della Fototeca di Potenza Picena, verrà inaugurata la mostra fotografica “Isolation“ di Alessandro Scattolini.

In occasione della settimana del Grappolo D’Oro, la mostra rimarrà aperta anche durante le ore notturne.
Ingresso libero.

 

CHAPTER 1

ISOLATION

 

Un’isola racchiude dentro di sé un microcosmo, isolato dagli altri, che cerca un continuo contatto con la terra ferma se pur non ne ha bisogno essendo essa indipendente. “Isolation” è il primo capitolo di un progetto comprensivo di sei parti. Ognuna di esse si concentrerà su di un’isola del mondo diversa e porterà con sé un argomento.

 

Il primo della serie, “Isolation”, tratta dell’isolamento, non come senso di solitudine ma bensì dell’arte di reinventarsi, di sopravvivere e di trovare il proprio equilibrio di fronte ad una natura tirannica. L’isola di Olkhon, situata al centro del lago Baikal nel distretto siberiano, è abitata da circa mille abitanti. Leggende narrano del grande Baikal, un uomo potentissimo che aveva 337 figlie. Una di esse, Angara, bellissima e saggia, venne a conoscenza, tramite i gabbiani, dell’esistenza di un uomo valoroso e formidabile, IRKUSK. Se ne innamorò e tentò di scappare dall’isola per raggiungerlo, seppur consapevole del vincolo che la legava a quella terra. Baikal, furioso per il disonorevole gesto, le scaglio contro un enorme roccia che schiacciò la folle innamorata Angara. I fiumi di tutta l’isola di Olkhon prendono il nome dalle figlie di Baikal mentre una delle rocce sacre, che si affaccia verso IRKUST, è stata nominata Angara.

 

Il ghiaccio è l’elemento sacro di questo progetto ed è fondamentale sia per l’isola che per i suoi abitanti: crea un ponte naturale per circa due mesi l’anno che permette il transito di mezzi pesanti, collegando gli abitanti al mondo esterno in modo rapido e veloce. Così il ghiaccio, invece di dividere, unisce le due realtà cambiando le abitudini e gli stili di vita. Fondamentale per gli abitanti è creare, nell’isola, momenti di svago che lasciano scorgere una sorta di ammirazione verso il mondo esterno. L’assurdo è dato da animali che vivono in assoluta libertà e da persone che creando angoli di mondo recintati dove vivere in sicurezza. Le loro case sono calde, accoglienti e ricche di vissuto in contrasto con il clima freddo e ostile. La loro pelle assorbe tutto ciò che li circonda ricordando talvolta il ghiaccio, talvolta gli oggetti del quotidiano. I giorni sono pieni di cose semplici, esse sono la chiave di una vita serena, noncurante della lontananza da metropoli o da problemi politici. Il tempo qui viene scandito con lentezza ed ognuno ha il giusto tempo per dedicarsi a ciò che ama, ricreando tra le mura domestiche il teatro, un’altalena o costruendo la propria abitazione con orgoglio e dedizione. Centro del progetto sono momenti quotidiani, uniti a situazioni dell’assurdo per il mondo occidentale o cosiddetto tale. Nell’isola di Olkhon, l’assurdo viene vissuto come modo per dare sfogo alla propria libertà di essere. In questa isola tutto è immaginazione e niente che non sia stato prima immaginato può accadere. L’isola di Olkhon, quindi, in questo progetto diventa tramite del concetto dell’assurdo e dell’isolamento, attraverso la visione di una realtà quotidiana, umana e naturale con un focus sugli oggetti che le persone creano in essa.

Locandina Scattolini A4