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Premio di fotografia Arturo Ghergo – Montefano

Il Premio “Arturo Ghergo”, dopo un primo approfondimento nel mondo della fashion photography con Ferdinando Scianna, ed apertosi alle esperienze della fotografia creativa assegnando, per l’edizione 2016-2017, il premio a Maurizio Galimberti, vero capofila della scuola sperimentalista italiana, in questa terza edizione vedrà premiato Piero Gemelli, artista di fama internazionale  conosciuto nel mondo per le sue immagini di moda, di ritratto e di still-life.

Il premio al giovane talento viene invece assegnato a due giovani promesse Matteo Natalucci e Federica Mazzieri.

Il Comune di Montefano  e l’Associazione Effetto Ghergo sono lieti  di invitarvi alla giornata di premiazione che si svolgerà sabato 24 marzo ore 17,00 presso il teatro La Rondinella secondo il programma allegato.

Il Premio “Arturo Ghergo”
La genesi del premio “Arturo Ghergo” va ricercata nella prima metà del XX secolo, quando
il fotografo marchigiano lasciava Montefano e giungeva a Roma dove, ben presto,
conobbe la seduzione del cinema, delle sue luci e delle sue finzioni. In pochi anni il suo
sguardo si distinse per l’ideale di bellezza e di eleganza che riusciva a comunicare sulla
messa in scena o dietro le quinte di un film, dove i volti e le pose assumevano la
raffinatezza del glamour. La visione che Arturo Ghergo fece propria riuscì a diffondersi
come una leggenda, perché leggeva negli animi della gente e interpretava i gusti e la
cultura di un’epoca. Lo stile modernista e corposo dei suoi ritratti, unito alla sapienza del
tratto pittorico di una fotografia ancora analogica e “artigianale”, esprimevano un’estetica
nuova che apparteneva ad una società progredita e sofisticata, in cui la donna diveniva il
simbolo di una cultura visiva tutta italiana.
In questo senso, le fotografie di Arturo Ghergo hanno contribuito a modellare e a
diffondere quel gusto e quello stile che ben presto avrebbero distinto la moda italiana nel
mondo, a partire dai primi anni Trenta.
Ed è in onore di tale sapiente contributo che il Premio di fotografia “Arturo Ghergo” si
rivolge, da un lato, ai nuovi talenti dell’arte fotografica (sezione “fotografia emergente”) e,
dall’altro, a noti e affermati artisti fotografi (sezione “riconoscimento alla carriera”). Il
settore di riferimento, dunque, è quello della fotografia capace di esprime progettualità e
consapevolezza, senza volutamente soffermarsi su specifici generi professionali. Ciò che
si intende premiare è senza dubbio la capacità della fotografia e dei suoi migliori e più
promettenti autori di fondere la società contemporanea insieme ai valori etici ed estetici. Si
vuole premiare, insomma, la capacità di vedere, di inventare e di innovare.
Dopo un primo approfondimento nel mondo della fashion photography con Ferdinando
Scianna, apertosi successivamente alle esperienze della fotografia creativa nell’edizione
2016-2017 con Maurizio Galimberti, vero capofila della scuola sperimentalista italiana,
in questa terza edizione la commissione del Premio “Arturo Ghergo”, composta da Denis
Curti, critico fotografico e direttore de Il Fotografo, nonché direttore artistico del premio,
Cristina Ghergo, fotografa professionista e Pasquale Pozzessere, regista, ha deciso di
assegnare il premio alla carriera a Piero Gemelli, artista di fama internazionale conosciuto
nel mondo per le sue immagini di moda, di ritratto e di still-life.
Le motivazioni del premio alla carriera sono legate al mondo della creatività: Gemelli,
protagonista della fotografia editoriale e pubblicitaria da oltre trent’anni, ha sempre
prestato molta attenzione ai temi della sperimentazione e della ricerca, intrattenendo
relazioni professionali con i più importanti magazine internazionali e con i più importanti
marchi legati al tema della bellezza. Lo studio delle luci, la scelta di punti di vista
innovativi, la capacità di mettere in scena corpi e volti di incredibile forza seduzione..
Piero Gemelli; fotografo, architetto, scultore, direttore artistico e artista completo capace di
passare da un progetto all’altro con grande spontaneità, nasce a Roma e nel 1983 si
trasferisce a Milano, dove inizia a lavorare con le principali testate di moda, in particolare
la collaborazione con il mensile Vogue e la sua peculiare cifra stilistica portano
immediatamente il nome di Gemelli a brillare insieme a quello dei grandi maestri della
fotografia di moda.
«Il dualismo, la contrapposizione di forze, gli opposti in contrasto sono il motore della
creatività, ma soprattutto del mio sentire sempre alla ricerca di quel punto di equilibrio tra
desiderare e avere. Ne ho fatto la mia cifra creativa portando avanti una scelta che metto
in continua discussione per verificarne la validità, cercando di darle più forza indagando le
ragioni della sua corrispondente opposta. Vivo immerso nella tensione tra essere e
divenire che cerco di fotografare, per far mio quell’attimo esistito solo per me e in quel

preciso momento, forse illusorio, di una realtà immaginata e mai realmente esistita. Quel
che resta fissato nella pellicola già sensore è un’immagine che racconta solo parzialmente
una visione, lasciando a chi guarda il compito di offrire la sua personale interpretazione,
guardandola con gli occhi della propria emotività e della sua memoria intima», racconta
Piero Gemelli.
Le composizioni fotografiche di Gemelli, sobrie ed eleganti, sono l’equilibrio esatto tra
onirico e reale, dove i soggetti subiscono metamorfosi e trasformazioni, dove gli opposti si
contrastano e contemporaneamente si completano.
Dal punto di vista estetico e formale sono immagini perfette, essenziali, non unicamente
icone pubblicitarie ma vere e proprie opere d’arte che svelano facilmente la formazione di
architetto e scultore di Piero Gemelli; egli stesso così racconta la propria carriera: «Ho
sempre cercato un punto di equilibrio tra la libertà creativa e i limiti racchiusi nelle richieste
dei clienti. In questa continua ricerca tra la progettualità dell’architetto e l’anarchia emotiva
del creativo, ho sempre trovato il modo di raccontarmi; per fortuna, senza avere mai avuto
la sensazione di esserci riuscito fino in fondo, altrimenti il gioco sarebbe già finito».
In occasione del Premio Ghergo sono esposte 12 scatti originali che ripercorrono le tappe
salienti della carriera fotografica di Piero Gemelli e che ci mostrano quanto il suo lavoro,
pur completamente immerso nel mondo della moda e della pubblicità, sia sempre rimasto
estraneo a certe convenzioni grazie all’innata eleganza del fotografo, al suo sguardo
originale e fortemente immaginativo e alla sua ferma convinzione che la fotografia non sia
unicamente strumento per immortalare e apparire ma soprattutto per raccontare e
dialogare, con i soggetti ritratti e con il pubblico.

Denis Curti

Piero Gemelli 1

 

 

La giuria del Premio Ghergo ha deliberato di assegnare Ex aequo il premio GIOVANE TALENTO a
Federica Mazzieri e a Matteo Natalucci.

Queste le motivazioni:
Federica Mazzieri per il progetto fotografico La Rivière de l’Ophélia:
Per aver saputo costruire con grande senso estetico un omaggio sincero ai versi di Amleto e al celebre quadro del pittore
prerafaellita Everett Millais “Ophelia” del 1852. La serie di immagini proposte dalla giovane fotografica marchigiana si distingue
per originalità e continuità stilistica, per il sapiente impiego della luce e della messa in scena e per la coerenza narrativa dell’intera
sequenza.
Matteo Natalucci per il reportage Rainbowland.
per aver saputo sviluppare un racconto fotografico di forte impatto emotivo e per aver privilegiato un linguaggio diretto e senza
mediazioni. Per aver messo in evidenza alcuni aspetti contradditori legati al territorio marchigiano, senza mai rinunciare a una
visione sottile, garbata ed elegante. Per l’originalità del punto di vista e per aver risolto il racconto, superando pregiudizi e luoghi
comuni.

Federica Mazzieri
Sono nata a Treia nel 1994. L’arte della fotografia mi ha appassionato fin dai primi ricordi d’infanzia, quando chiesi a mio padre,
affascinata dalla sua Olympus OM-1, di insegnarmi a scattare “fotografie belle come le sue”. Nacque tutto in quei momenti: la
prima volta che guardai nel mirino, che sentii il suono meccanico dell’otturatore e che riavvolsi il mio primo rullino. Iniziando
quindi per semplice curiosità, mi innamorai subito di quella che sarebbe diventata poi in futuro più di un semplice passione.
Diplomata in Arti visive e pittoriche all’Istituto d’Arte di Macerata nel 2013, ho proseguito gli studi presso l’Accademia di Belle
Arti, seguendo il corso di “Teoria e Tecniche della Comunicazione Visiva e Multimediale”, specializzandomi quindi sempre di più
nel campo della fotografia analogica e digitale.
Contemporaneamente agli studi, ho portato avanti la mia passione collezionando esperienze e soddisfazioni nella fotografia di
reportage e di ritratto, esponendo i miei scatti in varie mostre e partecipando a diversi concorsi.
Nel 2015 sono riuscita ad inserirmi nello staff di Bokeh Studio Tolentino come collaboratrice per la fotografia e multimedia,
affiancando alla mia solida ricerca nella fotografia artistica lo studio approfondito del reportage e della post-produzione. 

Nel 2017 ho terminato gli studi Accademici laureandomi con il massimo dei voti in Fotografia, presentando la mia tesi “L’anima nella Fotografia” e la relativa mostra personale “Ànemos”.

La mia è una ricerca costante: quella della luce, del colore, ma soprattutto dell’attimo; amo infatti scattare quasi di nascosto, quando i soggetti non sanno di essere ripresi. Adoro catturare frammenti di vita, volti, anime e sentimenti, “congelando” nelle mie fotografie ogni singolo momento di realtà che mi colpisce..  

Federica Mazzieri 1

Matteo Natalucci nasce ad Osimo nel 1993.

Inizia ad amare la fotografia da piccolo come “portaborse” di mio padre, anche lui appassionato di fotografia.

Principalmente interessato dalla fotografia di paesaggio come naturale risposta ad un suo bisogno di stretto contatto con la natura.

Dopo aver vissuto un anno a Londra nel 2013, questa passione è diventata sempre più una necessità da soddisfare. Decide, cosi, di intraprendere la strada della fotografia e si iscrive al master triennale di fotografia alla Scuola Romana di Fotografia e nel frattempo approfondisce post-produzione presso lo studio Interno Grigio.

Nel 2016 riceve la menzione d’onore nella categoria Landscape al concorso internazionale IPA.
Dal 2017 collabora come assistente per Andrea Jemolo e come stagista per lo studio Paolo Pellegrin a Roma.
Nel 2018 apre uno studio fotografico chiamato KabaPhotoStudio edè impegnatoin un progetto di reportage a quattro mani intitolato 
“Blue”.Matteo Natalucci 1

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