PREMIO NOVEIS 2017 ott07

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PREMIO NOVEIS 2017

Comitato organizzatore Premio “Noveis”

 

Guardabosone, 01/09/2017

 

Comunicato stampa

Il Premio “Noveis”, simbolico riconoscimento biennale, è conferito a personalità che per mezzo dell’arte fotografica hanno comunicato testimonianze della nostra storia, dalla quotidianità alle vicende più importanti, con una visione soggettiva delle armonie e dei conflitti del nostro tempo.

 

Il Premio “NOVEIS” 2017 è stato conferito a: VIRGILIO CARNISIO

con la seguente motivazione:

“Per la documentazione dei cambiamenti sociali attraverso la fotografia di reportage,
in particolare per la dedizione nel raccontare luoghi e abitanti della Valsesia”.

 

La consegna del Premio avverrà domenica 15 ottobre alle ore 15,30
presso il Teatro di Guardabosone (VC)

 

Virgilio Carnisio si avvicina al mondo fotografico nel 1961-62 frequentando un corso di fotografia pubblicitaria presso l’Enalc (Ente nazionale addestramento lavoratori commercio). Dal 1968 inizia un lavoro di documentazione analitica del capoluogo lombardo, mosso dall’esigenza interiore di immortalare quegli aspetti della città destinati a scomparire. Soggetti privilegiati sono vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe, attraverso cui intende restituire l’immagine della cosiddetta “vecchia Milano”. Paesaggio, architettura ed insegne commerciali diventano il mezzo privilegiato attraverso cui Carnisio riesce, nel corso degli anni, ad offrire un ritratto completo della città, non solo dal punto di vista paesistico, ma anche dei cambiamenti sociali in atto.

Da allora affina sempre più la sua ricerca, finalizzando il proprio linguaggio espressivo nell’ambito del reportage in bianconero di impostazione prevalentemente sociale, con cui affronta con successo altre realtà significative, come la sua amata Valsesia, l’Italia, l’Europa, l’Asia, fino all’America.

Numerose sue fotografie sono apparse su giornali e riviste, libri e enciclopedie. Sue fotografie fanno parte di collezioni pubbliche e private, e di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti giornalisti, critici ed esperti del settore, pubblicando redazionali su prestigiose testate.

Ha partecipato a più di cento mostre collettive e realizzato centonovanta mostre personali, in ogni parte del mondo.

Carnisio prosegue ancora oggi la sua indagine fotografica e negli ultimi anni si è dedicato a osservare le radicali trasformazioni del quartiere Isola di Milano.

Ad aprile 2010, presso l’Università degli Studi di Milano, Manuela Ciriacono ha discusso una tesi intitolata “Milano nella fotografia di Virgilio Carnisio”, relatore il Professor Antonello Negri. Copia della tesi era stata donata alla Biblioteca di Varallo, inserita tra le pubblicazioni del fotografo come chiave interpretativa della sua arte di scrivere con la luce.

 

 

 

La Valsesia

Grande importanza ha avuto per lui un altro luogo: la Valsesia, verso cui ha dimostrato dedizione nel raccontare i suoi luoghi e i suoi abitanti in tutti questi anni.

Le prime foto risalgono ai primi anni sessanta. Le località immortalate da questo momento in avanti saranno pressoché sempre le stesse, con un’attenzione particolare alle principali (Valsesia, Crevola,  Alagna, Varallo, Borgosesia), ma comprendendo anche i borghi più piccoli di tutta la valle del vercellese.

La prima pubblicazione in assoluto che Carnisio dà alle stampe nel 1974, ancor prima dell’uscita de
“La ringhiera”, è proprio “Vecchia Varallo”, in cui confluiscono le immagini raccolte a partire dal decennio precedente e poi integrate con scatti realizzati nel 1973.

Gli altri foto-libri dedicati alla Valsesia sono: “Valsesia del Silenzio”, “Crevola, un paese della Valsesia”, “Borgosesia Borgosesia”, “Varallo: il volto e il cuore”, “Guida alla Valsesia. Arte e Natura” (con P. Lazzarin e M. Soster), “Varallo…più che un ricordo”, “Il Cimitero Cittadino di Varallo”.

 

Nel settembre 2009 Virgilio Carnisio, uno tra i maggiori fotografi italiani, ma soprattutto amante e profondo conoscitore della Valsesia e dei Valsesiani, donò alla biblioteca civica “Farinone-Centa” di Varallo 1400 immagini, stampate su carta originale vintage, di Varallo, Crevola, Borgosesia e Valsesia in generale, in parte utilizzate per le pubblicazioni e in parte inedite. Fu costituito il “Fondo Valsesiano del fotografo Virgilio Carnisio”, procedendo all’inventariazione e catalogazione delle immagini, affidate a Carla Cattaneo, collaboratrice della Biblioteca, il cui lavoro è stato reso più completo grazie alle preziose indicazioni di Renzo Zenone, Primo Di Vitto e Carlo Sassi.

Con le fotografie di Carnisio in biblioteca furono allestite due mostre: una nel 2010 dedicata a Varallo, Crevola e ai taragn valsesiani e una nel 2011, dedicata a Borgosesia.

 

Note:

• Virgilio Carnisio ha ricevuto numerose onorificenze per i suoi lavori: nel 1981 il BFI (Benemerito della Fotografia Italiana) ; nel 1982 l’AFIAP (Artiste de la Fédération Internationale de l’Art Photographique)e nel 1992 il BFA (Benemerito della Fotografia Artistica); nel 2006 riceve il Premio Nazionale di Fotografia Pino Fantini e nel 2007 l’Onoreficenza di M.F.A. (Maestro della Fotografia Artistica).

• Il 26 maggio 2010 Manuela Ciriacono ha conseguito, con la votazione di 110/110, la Laurea Magistrale in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Lettere e Filosofia discutendo la tesi “ Milano nella fotografia di Virgilio Carnisio “ – Relatore Prof. Antonello Negri. La tesi è stata accolta ed archiviata presso la Biblioteca del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

• Il 25 novembre 2012 viene assegnato a Virgilio Carnisio il Premio alla Carriera AFI – Archivio Fotografico Italiano 2012, con la motivazione “ premio alla carriera a Virgilio Carnisio, Narratore visivo, che con le sue immagini ha raccontato con sentimento Milano, l’Italia e il mondo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono stati insigniti del premio Noveis i fotografi:

1995 – Gianfranco Bini, per i suoi numerosi libri fotografici sull’ambiente montano.

1997 – Can. Don Tino Temporelli, per la documentazione sull’iconografia Mariana.

1999 – Alfonso Sella, per la ricerca fotografica dell’ambiente biellese.

2001 – Michele Ghigo, per l’apporto dato alla fotografia Italiana.

2003 – Davide Camisasca, fotografo e guida alpina, per i suoi panorami di alta quota.

2005 – Lella Beretta e Giulio Veggi, Lei per i suoi ritratti, Lui per i suoi reportage.

2007 – Giuseppe Simonetti, per i suoi libri fotografici.

2009 – Antonio Canevarolo, per la fotografia documentaria.

2011 – Pepi Merisio, per aver documentato la tradizione contadina e popolare italiana.

2013 – Gianni Berengo Gardin, per la documentazione della civiltà delle nostre terre di risaia.

2015 – Vincenzo Mirarchi, per l’ideazione e l’utilizzo di nuove tecnologie applicate alla fotografia digitale.

 

Il Presidente

Stefano Ferraris