Le ali di Icaro

Da venerdì 6 aprile al 08 aprile 2018 presso la Galleria FIAF “Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni”, Ronco Rossi, 12 – Augusta avrà luogo “Le ali di Icaro” mostra fotografica dedicata ai ragazzi diversamente abili dell’associazione Progetto Icaro.

Cari compagni di avventura e di poesia,

oggi mi affaccio anch’io (d)alle finestre che avete costruito per questa sala, la nostra,la vostra, giovane Galleria.

La vostra visione, infatti, fiduciosa della collaborazione che solo può dare lo strumento fotografico, buca le pareti dello spazio e del tempo e mi coinvolge nella rappresentazione del mondo.

Anch’io vivo di emozioni e di sensazioni e ho bisogno anch’io di darne una vera e sincera rappresentazione: oggi, il frutto di tanto impegno e di tanto lavoro, indica una traccia importante anche al mio modo di fotografare.
Oggi, il vostro lavoro mi dice di non intendere l’immagine fotografica solo come “uno specchio con la memoria”, ma di guardare ad essa come si guarda ad una finestra; quindi, un’apertura, un foro, una breccia, o una soglia dalla quale vedere, oltrepassare, la realtà dei sensi e, insieme, spingerci verso l’accettazione delle piccole cose, quelle rivelate ai piccoli, quelle cose “accanto alla nostra porta”, quelle a portata di mano. E vederle, e trattenerle nell’immagine fotografica con sincera evidenza perché ci sono divenute chiare.

Chiara è la nostra Chiesa, chiara la Nostra Madre, chiari i nostri vecchi, chiaro il nostro mare, chiari i nostri giochi, chiari i nostri silenzi, chiari i nostri colori, chiare le nostre assenze, chiare le nostre difficoltà, chiaro l’impegno comune.
La vostra “claritas” investe tutto questo ricordandoci che davanti all’obbiettivo non stanno più gli oggetti ma le “cose”, con la loro storia e la loro vicenda, e gli individui non sono più tali ma sono per-sone con un loro suono e una loro voce.
I temi e i contenuti, affrontati e raffigurati in questa nostra sala, si sono depositati nell’immagine fotografica senza vanità, senza pregiudizio, obbedendo solo al piacere dell’incontro, della sorpresa e della confidenza discreta; cosicché dell’idee, degli affetti, dei simboli, di cui spesso non comprendiamo il senso, oggi proviamo a intuirne la necessità.
Ci dicono gli Autori: più saremo in grado di recuperare questo bisogno, e integrarlo nel nostro orizzonte mentale ed emotivo, più il mondo si allargherà e acquisterà profondità.

Piccoli gesti, trasmessi da chi è più capace di noi, hanno permesso a questa comunità di riprendere il significato di un progetto che guarda a Icaro non solo come alla sfida dell’uomo contro le cose difficili ma anche al suo desiderio di libertà e di uscire dal labirinto del pessimismo e della mancanza di passione.
Ecco, ho detto proprio passione: quella che nasce nel momento in cui il kaos del mondo che ci circonda incontra il logos dei vostri liberi pensieri esprimendosi nel pathos del gesto fotografico.
In un mondo che sa solo vedere e fotocopiare (satelliti, droni, selfie) voi avete riportato l’immaginazione che è poi l’inizio di ogni nuovo progetto, di ogni nuovo percorso. Grazie.

Domani, allora, Dedalo tornerà a costruire, e Mnemosine gli ricorderà di questa mostra, e speriamo che questa volta le ali reggano.
Intanto, durante quel cammino non chiederò al Sole spiegazioni che non giungeranno; chiederò a Voi, cari amici di avventura e di poesia, i perché di questa vostra impresa: ma già vi sono compagno e, come a Emmaus, riesco a comprendere il segno, misterioso e chiaro, con cui mi parlate.
Pippo Pappalardo B.F.I. Sem.FIAF

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ROBERTO