Peripli – Topografia di uno smarrimento e stanze d’isola, Nicolosi (CT)

“PERIPLI – Topografia di uno smarrimento” è il titolo della mostra itinerante di fotografia e poesia che sarà esposta dal 17 al 31 agosto a Nicolosi (CT), presso il Centro Diurno ‘Giovanni Bargbagallo’ in via G.Garibaldi 38.
Le fotografie sono del socio FIAF Daniele D’Antoni, le poesie di Giovanni Asmundo.
Ingresso libero.

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COMUNICATO STAMPA

Si apre domenica 17 agosto a Nicolosi, presso il Centro Diurno G. Barbagallo, la
quarta tappa della mostra itinerante di fotografia e poesia “Peripli. Topografia di uno
smarrimento”, col patrocinio del Comune di Nicolosi.
Poesie e fotografie si incontrano e si saldano nella narrazione di un viaggio
immaginario, una peregrinazione via mare intorno a un’isola intrisa di atmosfere
mediterranee.
Le poesie di Giovanni Asmundo, sospese tra mitologia, profumi e realtà quotidiane,
tratteggiano un progressivo e simbolico smarrimento, in cui ogni approdo e
ripartenza nasconde un senso di perdita.
Gli scatti di Daniele D’Antoni, posti in serrato dialogo con esse, instaurano un gioco
di rimandi tra suggestioni letterarie e luoghi reali, rivelando che l’isola è tutt’altro che
immaginaria; le fotografie sono state scattate infatti tra il 2002 e il 2014 e raccontano
una Sicilia vista attraverso uno sguardo anticonvenzionale.
Giunta ormai alla sua quarta tappa, la mostra itinerante è ampliata dal capitolo
“Stanze d’isola”: il viaggio prosegue verso l’entroterra, lo smarrimento si rende più
vivo, alla ricerca di una forse possibile stabilità.
Il 17 Agosto si terrà l’inaugurazione della mostra.
Per gli eventi consultare il sito: http://peripli.wordpress.com
Un progetto del Cantiere Peripli

INFO
Dove: Centro Diurno G. Barbagallo, via G. Garibaldi n. 38, Nicolosi (CT)
Quando: dal 17 al 31 Agosto 2014
Orari: lun-ven 17-24; sab-dom 10-13 / 17-24
Ingresso libero
Inaugurazione: 17 agosto

01- Valle del Bove - Etna

01- Valle del Bove – Etna

             

 

 

 

 

 

 

 

 

 Parodo

Quando avremo finito di dimenticarci di noi stessi
e saremo scomparsi del tutto
resteranno soltanto le pietre,
restituite alle pietre.
Resteranno le querce immortali
sullo sfondo del bianco più solenne.
Il ronzio dell’ape insistente
nella calura che schiaccia.
E sciare nere che scivolano in mare
franando, di tanto in tanto.

 

02. Alicudi e Filicudi

02. Alicudi e Filicudi

                  

 

 

 

 

 

 

 

 

Penolepe

Una volta rimasta sola
le ore e le isole, vuoto orizzonte
unica differenza di giorno in giorno
la foschia del prossimo vento

a nulla vale ripassare a memoria ogni gesto
scorrere il libro o la tela a occhi chiusi
passare le mani sulle pareti
per placarne la sete

tutte le sere, spento l’orizzonte
tastare il viso alla cieca
polpastrelli un tempo febbrili, adesso lenti
controllare le rughe o il sale dei capelli

e prima di andare a dormire
lisciate le gambe con la pomice
indossati i gioielli tra i riccioli
pronta, specchiarsi in una sorda ossidiana.

03. Museo degli ex voto - Trecastagni (CT)Cava di pomice abbandonata - Lipari

03. Museo degli ex voto – Trecastagni (CT)Cava di pomice abbandonata – Lipari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lampedusa 3 Ottobre 2013

Se solo fosse statua di fulgido bronzo
come quel giovinetto danzante
tutto quello che viene ripescato
in questo tratto di mare accecante.

 

04. Cava di pomice abbandonata - Lipari

04. Cava di pomice abbandonata – Lipari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esodo

Quando i Ciclopi lasciarono l’isola
i piedi toccarono l’acqua e avanzarono
il capo basso e il cuore muto
dando le spalle all’agonia di cenere.
E quando, con mani non abituate
ebbero slegato gli ormeggi dagli scogli
in balia degli spruzzi di schiuma fumosa
e gli strilli delle capre legate alle zattere
senza voltarsi, piansero lacrime cispose.