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FotoFiabe

Enrico Fuochi vi invita e vi aspetta agli appuntamenti legati al suo ultimo lavoro fotografico/editoriale FotoFiabe.

Il progetto, oltre alla mostra fotografica presso il Castello di Drena che verrà inaugurata sabato 11 ottobre alle ore 16, prevede le seguenti iniziative:

  • sabato 4 ottobre alle ore 20,30 nel Cortile della Rocca di Riva del Garda, serata con lettura di alcune fiabe a cura del prof. Alfonso Masi, musiche dell’arpista-concertista Flora Vedovelli e proiezione digitale delle immagini.

  • giovedì 9 ottobre alle ore 17,30 presso la Sala degli Affreschi della Biblioteca Comunale di via Roma 10 a Trento, presentazione del libro FotoFiabe con la presenza dello scrittore/giornalista Carlo Martinelli e di Don Marcello Farina.

Si allega, come pro-memoria, la cartolina invito e si ricorda che ulteriori informazioni sul progetto si possono avere visitando le news del sito www.enricofuochi.com

Vi aspetto

Enrico Fuochi

FotoFiabe non è solo una mostra fotografica. È un progetto che prevede
oltre alle immagini anche parole e incontri serali di lettura e musica.
Quella di associare alle fotografie anche racconti o brevi scritti è una
strada che Enrico Fuochi ha intrapreso da alcuni anni. FotoFiabe fa
seguito a FotoGrafie, raccolta antologica dei suoi “primi” 30 anni di
fotografia, e a FotoStorie, indagine sulla condizione degli immigrati in
Trentino.
Come nei precedenti libri, anche in quest’ultimo suo lavoro sia la
componente fotografica che quella letteraria hanno una loro propria
autonomia, pur integrandosi perfettamente sotto il profilo narrativo e
interpretativo.
In FotoFiabe la tematica delle fiabe/favole/racconti è affrontata
al di fuori degli schemi tradizionali presenti nel repertorio della
letteratura giovanile. Questa peculiarità è da attribuire principalmente
all’ambientazione delle immagini, create ai giorni nostri in diversi
luoghi e nazioni e al quasi sempre presente stile a matrice surrealista
che riconduce facilmente all’autore. L’aspetto concettuale, che
Fuochi ha sempre definito “componente essenziale che deve essere
sempre presente suscitando emozioni e libere interpretazioni in ogni
fotografia che ambisca ad appartenere al mondo delle arti visive”,
gioca un ruolo importante anche in questo suo ultimo lavoro e dona
allo spettatore quella libertà interpretativa così descritta, in sintesi,
da Carlo Martinelli: “… il modo migliore per onorare il viaggio di
fiaba di Enrico Fuochi è quello di perdersi nelle 40 immagini che sono
l’architrave e l’intima architettura di questo libro. Un perdersi che
ritrova però, immediatamente, nelle parole, nei rimandi, nelle memorie
che queste fotografie ci segnalano, un’altra fiaba, un altro racconto.
Scorrono le 40 fotografie e scorre il nostro personale “c’era una
volta”… il bambino che tiene in mano il sasso è la Palestina… i sassi
a formare il disegno concentrico sulla sabbia sono i giochi eterni…. la
barchetta di carta approdata sulla spiaggia è Ulisse/Enrico… il cane
è Rin Tin Tin, è Lassie, è la nostra infanzia che non doveva finire mai…
lo sceriffo in mutande è il West che non abbiamo attraversato… l’altro
uomo, sempre in mutande, ma con ombrello e valigetta, è l’economia
di fronte all’arte… in quel cigno e in quelle oche sul lago c’è tutto: la
vita, la morte, la finzione… in quelle mosche sul pianoforte, in quella
statua che suona c’è l’immortale Ludwig van… i volti disegnati sulla
finestra sono l’home page di una lavagna senza computer… Sì, perché
dello stupore non si potrà mai dire “c’era una volta”. Qui c’è ancora.
Per fortuna e per sempre.”

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