Franco Fontana e quelli di Franco Fontana > Pavullo nel Frignano feb24

Condividi

Franco Fontana e quelli di Franco Fontana > Pavullo nel Frignano

Locandina mostra Fontana e QDFF

Alex Mezzenga, Tea Giobbio, Roberto Salgo, Francesca Della Toffola, Elena Melloni, Andrea

Razzoli, Mauro Bompani, Carolina Cuneo, Michela Petti, Franco Sortini, Mauro Faletti, Michele

Berti, Novella Oliana, Massimo De Gennaro, Fausto Corsini, Andrea Simeone, Denise Aimar, Lisa

Bernardini, Dario Apostoli, Marina Rossi, Manuel Cosentino, Giuliana Mariniello, Roberto Mirulla,

Francesco Bucchianeri, Donata Pizzi, Matilde Montanari, Marco Betti, Alessio Necchi.

A cura di Paolo Donini e Fausto Corsini apparati critici di Luigi Erba.

Con una sezione dedicata alla collezione bibliografica delle opere edite su Franco Fontana dal 1971 ad

Aperta dal 6 aprile al 4 maggio 2014.

Inaugurazione domenica 6 aprile ore 11 Gallerie Civiche di Palazzo Ducale Via Giardini n. 3 Pavullo

nel Frignano (MO)

Cos’è un maestro nell’arte?

Un tempo un maestro era un artista importante e maturo alla cui “bottega” prestavano la loro opera

giovani talenti che poi in alcuni casi sarebbero diventati a loro volta dei maestri. Questa tradizione di

passaggio generazionale degli apprendimenti, delle tecniche, dell’esperienza e della poetica garantiva

la continuità dei linguaggi artistici ma anche il loro rinnovamento nella sensibilità libera e via via

compiuta degli allievi divenuti autonomi grazie alla memoria del passato coniugata all’originalità del

Cosa resta, oggi, di questa tradizione? Non molto.

Tuttavia esistono ancora i maestri e, tra questi, ci sono artisti generosi nel trasmettere ai giovani il

testimone della loro esperienza.

Uno di questi maestri è certamente Franco Fontana.

La figura e l’opera di Fontana non necessitano di presentazioni: si tratta di uno dei fotografi più noti

e fortemente connotati dall’estro della scoperta, dall’invenzione di una precisa forma visiva, dalla

rivelazione di sempre nuovi profili di quella realtà che lui stesso afferma essere some “un blocco di

marmo da cui si può trarre un posacenere oppure la Pietà di Michelangelo”. L’originalità dei suoi

sguardi fotografici è diventata un pezzo di storia della fotografia toccato da un sperimentalismo

costante in un panorama di apprezzamenti ormai da tempo internazionale.

Quella che è forse meno nota è l’opera appassionata e schietta, talvolta anche rude e senza

complimenti, con cui Fontana ha sviluppato un peculiare canale di trasmissione del suo sapere e della

sua esperienza artistica e umana.

Attraverso innumerevoli workshop, partecipando attivamente a festival e iniziative, ricevendo nella

sua casa appassionati e ammiratori, “mettendoci del suo”, come si suol dire, quando si tratta di aiutare

un giovane fotografo a mostrare le sue opere per la prima volta, oppure un altro ad approfondirle e

a trasformarle, un terzo a stracciarle e a ripartire da zero, un quarto a credere di più nel suo lavoro,

un quinto a non fossilizzarsi su una sola forma riuscita: nel corso degli anni Fontana ha allevato un

variegato e vivacissimo vivaio di talenti che questa mostra riunisce attorno a uno spaccato significativo

di fotografie del maestro, scelte da lui stesso per rappresentarlo in mezzo ai suoi allievi. Giovani che da

lui hanno appreso essenzialmente quello che lui voleva insegnare loro, ovvero: essere se stessi.

Se ci si attende di trovare tra i 28 autori in mostra qualche fontaniano si resterà delusi.

Perché il senso profondo e prezioso dell’insegnamento di Fontana consiste proprio nella irripetibilità

di ogni stile, nell’assoluta personalità dell’esperienza fotografica, nell’onesta individualità del destino

artistico e dell’avventura umana, per cui è vano per i neofiti emulare i maestri così come per i maestri

circondarsi di epigoni e imitatori.

Ciò che conta è semmai che il lavoro sia autentico, personale e “funzioni”; che il soggetto, lo scatto,

l’inquadratura, la scelta tecnica, il tocco coloristico, stiano in piedi da sé ed entrino in mostra sulle

proprie gambe.

Imparate da me a diventare voi, sembra essere il lascito del maestro ai suoi giovani, mentre

l’indicazione che potrebbe aprire questa mostra è: ascoltate il maestro e non seguitelo ma ognuno abbia

la forza e la fortuna di trovare il maestro che ha in sé.

Arricchisce la mostra la collezione delle pubblicazioni edite su Franco Fontana messe a disposizione da

Fausto Corsini e completata da Fontana stesso, in un’ampia sezione bibliografica di pubblicazioni dal

1971 ad oggi.