OCCHI FRAGILI di Massimo Francese

 

Venerdì 31 gennaio 2020 alle ore 18:30 c/o la sede dell’ARVIS in via Giovanni Di Giovanni n. 14, Palermo avrà luogo l’inaugurazione della mostra di Massimo Francese, “OCCHI FRAGILI”.  La mostra sarà visitabile fino al 22 febbraio 2020.

 

Massimo Francese (Palermo – 1963)

inizia a fotografare nei primi anni 80′ seguendo un corso di Letizia Battaglia e Franco Zecchin che lo porterà a scattare tra i vicoli e i quartieri degradati di Palermo. La sua attenzione si concentra soprattutto sugli sguardi dei bambini che vivono e giocano per strada.

Altro progetto fotografico realizzato in quegli anni è stato all’interno dell’ospedale psichiatrico di Via Pindemonte, quando si discuteva di chiudere i manicomi attraverso l’applicazione della Legge Basaglia, per porre fine alle condizioni disumane in cui vivevano i degenti di queste strutture.

(Progetto che adesso è pubblicato nel sito www.photo.webzoom.it).

Seguirà una lunga pausa per dedicarsi poi alla grafica che lo porterà a collaborare con alcuni quotidiani locali. L’incontro e l’amicizia con i fotografi Salvo Fundarotto e Nino Pillitteri, lo convinceranno nuovamente a riprendere in mano, da qualche anno, la macchina fotografica “dell’era digitale”, che lo avvicina in un primo momento a cercare la vivacità dei colori e la bellezza nella natura in genere, ma dura poco: sente dentro di sé troppo viva l’influenza, della maestra Letizia Battaglia, tanto da ripercorrere stilisticamente un salto nel passato con le apparecchiature di oggi: ritratti in bianco e nero con forti contrasti a persone con grandi disagi economici e sociali.

Così è nato nel 2018, il progetto “Sguardinvisibili”, concretizzato in una mostra assieme al gruppo fotografico Amunì, nel vicolo Cagliostro a Ballarò e che continua adesso con la mostra personale “Occhi fragili” organizzata presso l’associazione ARVIS di Palermo.

 

La mostra OCCHI FRAGILI

“ Si limitò a guardarmi. Quello sguardo mi disse tutto quello che c’era da dire”, in questa massima ho trovato il senso che ho voluto dare al mio progetto fotografico “ Occhi fragili”.

Ho cercato di cogliere nello sguardo delle persone che ho ritratto per le strade di Palermo, tutta la loro fragilità, il loro disagio, a volte celati da sguardi spavaldi, cercando nel frattempo di creare un’empatia col soggetto fotografato, un rapporto umano, anche soltanto il tempo di un attimo, che solitamente sfugge nella vita quotidiana: il più delle volte propendiamo a voltarci dall’altra parte.

Riuscire a guardare dentro “Occhi fragili”, significa saper comprendere meglio l’umanità, e probabilmente, rendere migliore questa società.

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