Dic 14, 2014

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Gustavo Millozzi Photograph 1958-1979 a cura di Angelo Maggi

Gustavo Millozzi Photograph 1958-1979 a cura di Angelo Maggi

GUSTAVO MILLOZZI. Photograph 1958-1979
a cura di Angelo Maggi in collaborazione del Gruppo Fotografico Antenore

 Il catalogo della mostra “Gustavo Millozzi. Photograph 1958-1979”, curato da Angelo Maggi e fortemente voluto dal Gruppo fotografico Antenore e dal Comune di Padova, ripercorre la prima parte del percorso artistico di uno dei più significativi autori del Neorealismo italiano, attivo dal 1957 a Venezia e a Padova dal 1961, ideatore e presidente del Fotoclub Padova e del Gruppo Fotografico Antenore e Vicepresidente della FIAP (Fédération Internationale de l’Art Photographique).

La scelta dell’autore e del curatore è stata quella di non presentare in una mostra antologica tutta la cospicua e importante attività fotografica di Millozzi, ma di selezionare dagli anni della formazione fino alla fine degli anni Settanta, un’ottantina di scatti in bianco e nero suddivisi tra suggestivi vintages dagli anni Cinquanta e nuove stampe digitali realizzate a partire da inediti negativi d’epoca riscoperti per l’occasione.

Il catalogo racchiude infatti, nella prima sezione, le immagini di una Venezia minore e incontaminata nei suoi angoli meno noti, la Padova universitaria e goliardica, le vie di Milano degli anni Sessanta, ritratti intensi, scene di quotidiana normalità e composizioni di oggetti dimenticati e nostalgici che restituiscono la forza dei contrasti delle stampe d’epoca. Nella seconda troviamo invece una carrellata di fotografie inedite tutte dedicate a Venezia con i volti e i giochi semplici dei bambini tra calli e campielli, cariche di quello spirito neorealista che animava negli stessi anni Gianni Berengo Gardin, Paolo Monti e Fulvio Roiter che insieme a Gustavo Millozzi frequentavano il prestigioso Circolo fotografico “La Gondola” di Venezia, stampate nel 2014 da negativi digitalizzati da Millozzi stesso e stampate sotto il suo attento controllo.

Si tratta del risultato del paziente lavoro di riordino e digitalizzazione del proprio archivio fotografico (oltre 15.000 immagini suddivise tra negativi e stampe a colori e in bianco e nero, diapositive, files digitali) che Gustavo Millozzi sta compiendo a partire dal 2012 e che dovrebbe confluire in una seconda mostra dedicata principalmente agli anni del colore.

  1. Il Direttore says:

    La monografia “Gustavo Millozzi, Photographs 1958-1979”, promossa dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova, è stata pubblicata nel mese di settembre in occasione della mostra allestita a Padova al Palazzo Zuchermann (12/09_ 02/11/2014).
    In questi giorni mi è giunta notizia che proprio domani, 15 dicembre, verrà conferita ad Gustavo Millozzi, da parte del Comune di Padova, l’alta onorificenza: “Sigillo della Città”.
    A nome del Dipartimento Cultura FIAF, con molto piacere esprimo a Gustavo le più vive felicitazioni per la considerazione ricevuta dal Comune della propria città, che noi sappiamo ampiamente meritata per la sincera passione e la lucida competenza con le quali ha condotto la sua vita pubblica nell’ambito della fotografia italiana in generale ed in particolare FIAF e FIAP.

    Con questo post, che presenta alcune delle fotografie presenti nella monografia, desidero ricondurre il rapporto con l’autore sul piano più confidenziale che è quello giusto tra chi condivide la passione fotografica.
    Ho scelto di comporre la sequenza basandomi soltanto sull’anno in cui lo scatto è stato realizzato.
    La sequenza temporale è sempre molto significativa per comprendere il percorso di ricerca del fotografo, in particolare in materia di tematiche affrontate e poetiche con le quali le ha interpretate.
    Il periodo è tra i più interessanti del dopoguerra, perché in esso la società italiana è passata dalla cultura del Neorealismo a quella della Contestazione.
    Dalle fotografie si evince che i tratti che Gustavo Millozzi ha colto dell’Italia dell’epoca sono sempre stati riferiti alla condizione dell’individuo, mai sono entrati nell’osservazione del fenomeno collettivo.
    E’ quest’attenzione coerente verso una singola vicenda personale che rivela la sensibilità umana ed estetica dell’autore.
    Anche in queste poche fotografie emerge la sua attenzione verso i mutamenti del comportamento della donna, intuizione lungimirante se vista a posteriori. Infatti essa ci appare: se bambina, tenera e giocosa; se anziana, appartenente alla tradizione; e invece se adulta, si erge con lo splendore della modernità che la rende una attraente, elegante e seducente compagna dell’uomo.
    Grazie a Gustavo Millozzi per essersi dato con efficace capacità e sincero senso d’amicizia!

  2. maurizio tieghi says:

    Mi è capitato di conoscere personalmente Gustavo Milozzi, in anni remoti nel contesto dell’importante manifestazione nazionale Padova Fotografia, poi più recentemente per uno scambio tra i circoli fotografici di appartenenza. Inutile dire che è stato ed è tuttora un cardine per la fotografia, sia veneta che nazionale, mi fa enormemente piacere vederlo celebrato sul nostro Blog con questa significativa selezione di alcuni dei suoi lavori in bianco & nero, pregni di neorealismo e apparentati ai lavori degli altri grandi fotografi transitati per il circolo veneziano. Felice anche per il riconoscimento che la sua città gli conferirà.

  3. Roberto D'Alesio says:

    Non sono amante dei blog, però ho notato che spesso i lavori discutibili provocano più di quelli ineccepibili. Sembrerebbe che per i blogger non ci sia gusto senza critica e contraddittorio. E’ anche questo il caso: per Gustavo Millozzi non si è ancora mosso nessuno perché nessuno ha niente da dire davanti a delle foto così intense e perfette.
    Forse ai tempi di queste foto era più facile colpire i fruitori perché non era ancora stato visto tutto, ad esempio oggi non si meraviglierebbe più nessuno nel guardare un bel ritratto dietro la finestra, è diventato un ritratto abusato, eppure perfino quella foto sembra essere immortale.

  4. Orietta Bay says:

    Ho avuto la gioia di tenere tra le mani questa importante Monografia e l’emozione provata davanti a queste immagini è stata veramente grande.
    Sono in perfetto accordo con Roberto D’Alesio. Queste fotografie sono sorprendenti per la forza della visione, per la composizione, perchè accendono i pensieri e raccontano tanto della vita delle persone. E’ vero che oggi tutto o quasi è stato fotografato ma non possiamo dimenticare che l’oggi è anche frutto del percorso e dei maestri che ci hanno preceduto e guidato e di quelli che ancora lo fanno. Tra questi c’è sicuramente Gustavo Milozzi.

    Con stima e ammirazione

    Orietta Bay

  5. Franca Catellani says:

    Che straordinaria sequenza FOTOGRAFICA, io non conoscevo Gustavo Millozzi ,grazie ad Agorà ho almeno questa opportunità di leggere e vedere opere di questo autore. Sarò pure rimasta nostalgica ma quando vedo immagini di questa elevatura io mi emoziono .
    Ritratti intensi, scene di quotidiana normalità e composizioni di oggetti dimenticati , giochi semplici di bambini, scorci, scene di vita, che mi ricordano il cinema neorealista.

  6. Immagini molto ben definite, un bianco e nero direi equilibrato…con dei grigi molto belli. Foto che raccolgono il quotidiano….ambienti e persone ben ritratte. Racconti ed espressioni ben dettagliate…..
    Ottime foto…
    Mi complimento con il Sig. Millozzi per quanto da esso realizzato.

    Davide

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  1. Gustavo Millozzi e il Sigillo della Città | Gruppo Fotografico Antenore - [...] Millozzi nel suo breve ringraziamento ha sottolineato l’idea che egli ha sempre anteposto a tutto, anche alla fotografia: l’amicizia…

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